'); //-->
-->
|
appunti del dott. Claudio Italiano, gastroenterologo cfr anche i seguenti links correlati al tema: Il rigurgido acido NEW! L'esofagite da reflusso il paziente che non inghiotte il paziente con acalasia Il fetore in bocca New! La sindrome post-colecistectomia Esofago di Barrett; quello strano dolore al petto Atresia esofagea in un neonato Le indagini sull'esofago: manometria, che significa?
· Grado I, una o più erosioni con o senza essudato, che insorgono su una mucosa friabile, eritematosa ed edematosa · Grado II, erosioni confluenti che non occupano l’intera circonferenza del lume esofageo · Grado III, erosioni occupanti l’intera circonferenza dell’esofago · Grado IV, lesioni croniche: ulcere, stenosi ed esofago di Barrett.
Un’altra classificazione è stata proposta da Tytgat et Al. Nel 1990. Essa presuppone una suddivisione in cinque gradi. · Grado 0, nessuna evidenza di danno · Grado I, eritema diffuso o a chiazze della giunzione squamo-cellulare e friabilità · Grado 2, una o più erosioni superficiali che possono essere ricoperte da essudato biancastro ed interessano meno del 10% dell’intera circonferenza dell’esofago · Grado 3, erosioni confluenti che non occupano più del 50% della circonferenza, ricoperte da essudato biancastro · Grado 4, erosioni che interessano tutto intorno la parete dell’esofago · Grado 5, presenza di ulcere profonde e stenosi
La manometria esofagea serve a valutare l’attività motoria dell’esofago, se cioè esiste una peristalsi regolare in senso oro-aborale e se lo sfintere esofageo inferiore o LES è continente e si rilascia, essendo fornito ancora del giusto tono (20-120 mmHg).
Test in disuso usate in passato. Sono il test di Bernstein, acid reflux test, acid clearance test, tutti tests che hanno scarsa accuratezza.
|
||||||||