Le febbri nel viaggiatore

Come valutare la febbre nel paziente in viaggio all’estero.

appunti del dott. Claudio Italiano

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dott. Claudio ItalianoPremesso che il paziente che va all’estero, ed ogni giorno sono più di 1 milione le persone che attraversano i confini internazionali, per recarsi in ogni parte del mondo, essendo soggetti alle patologie più disparate, una volta rientrati, circa il 70% di essi lamenta qualche problema medico; la maggior parte di queste condizioni sono lievi, e non più del 5% dei viaggiatori necessita di cure mediche. Sorprende il fatto che le persone che vanno all'estero per far visita a familiari ed amici hanno un rischio di malattia più elevato. Questi viaggiatori possono alloggiare in case poste fuori dalle normali destinazioni turistiche e possono incorrere così in una maggiore esposizione ai patogeni ambientali rispetto a quanto accadrebbe in abitazioni di tipo occidentale e presenti lungo i percorsi turistici tipici. Inoltre, possono più facilmente cadere nell'errore derivante dal sottovalutare i rischi ambientali che li porta a non richiedere adeguate informazioni sanitarie. Anche i viaggiatori amanti dell'avventura presentano un maggior rischio di infezioni.

Vediamo di che si tratta.

Una buona indagine anamnestica sui sintomi lamentati dal paziente è il punto di partenza per porre una diagnosi, tenendo conto che il medico di oggi deve essere aggiornato sulle patologie che affliggono il viaggiatore.

L'anamnesi medica deve comprendere l'indagine sui sintomi e sul loro decorso. In particolare bisogna indagare su:

  • la febbre, modalità d’insorgenza e tipi

  • esantemi,

  • le lesioni cutanee, ameba con pseudopodi, cioè le estroflessioni del citoplasma

  • sintomi respiratori

  • sintomi gastrointestinali (per esempio la diarrea

    Preparazione sanitaria prima della partenza

    L'immagine si rifà ad un nostro caso di vasculite, cioè stiamo parlando delle porpore con interessamento dei capillari, leggi il testo- Dai casi clinici del dott. Claudio ItalianoIl medico deve accertare se il paziente ha seguito ì consigli sanitari relativi al viaggio e li ha attuati prima della partenza:  vaccinazioni o chemio-profilassi (per es. per la malaria).

    I particolari sulla profilassi antimalarica possono aiutare a stabilire se l'infezione malarica può essere la causa della febbre. Domande specifiche, indirizzate a conoscere il grado di rispetto della profilassi antimalarica da parte del paziente, possono risultare illuminanti in quanto una scarsa osservanza - anche solo il mancato completamento d'assunzione del farmaco - è frequente e l'insufficiente rispetto  della prescrizione, malgrado la corretta scelta dello schema farmacologico, costituisce un fattore di rischio per l'infezione malarica.

    Le informazioni circa le vaccinazioni eseguite dal paziente prima della partenza possono aiutare a restringere il campo della diagnosi differenziale in caso di malattia febbrile. Alcuni vaccini (p.e. febbre gialla, epatite A, epatite B) hanno un'efficacia tale che quasi eliminano il rischio di malattia. Altri vaccini sono meno efficaci e offrono una protezione di circa l'80%, riducendo la probabilità d'infezione ma non garantendo una sicura immunità del paziente verso la malattia. Le vaccinazioni meno efficaci comprendono l’antitifica e le gammaglobuline intramuscolari per l'epatite A. Anche alcuni vaccini considerati efficaci come quello anti-polio, possono non garantire una protezione adeguata se non si effettua un richiamo prima della partenza.

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    Il lobo apicale di destra presenta una lesione tubercolare e tralci fibrosi

    Caratteristiche dell'itinerano

    Importante è conoscere le tappe del viaggio, tutte le zone visitate ed i paesi, tenendo conto delle malattie endemiche; per esempio nelle aree tropicali le patologie più frequenti sono:

    Infine occorre tenere presente che ogni patologia ha un suo periodo preciso di incubazione. Per esempio la dengue ha un periodo di incubazione inferiore a 10 gg, mentre.

    Periodo di incubazione inferiore a 10 gg