Giardiasi o lambliasi

GIARDIASI o LAMBLIASI

 

appunti personali del dott. Claudio Italiano

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DEFINIZIONE:

La lambliasi o giardiasi è una malattia determinata da un protozoo, la Giardia lamblia che si localizza nel duodeno, in altre parti dell'intestino tenue ed occasionalmente nel colon.

CENNI STORICI

Il nome di Lambliasi deriva dal nome del suo scopritore, il tedesco Lambl che la descrisse nel 1859 e nel 1886 venne proposta la denominazione appunto di Lambliasi intestinale in omaggio a Lambl. Ritenuto un flagellato occasionalmente riscontrato nelle feci, Giardia lamblia oggi ha assunto un’importanza notevole, essendo ritenuta la responsabile di svariati quadri clinici.

Etiologia:

Giardia lamblia appartiene al PhyItim Protozoa, Subphylum Mastigophora , Classe Zoomastigophorea, Ordine Diplomonadida, Famiglia Hexamitidae, genere Giardia. Giardia lamblia si può presentare nella forma vegetativa e, nella forma cistica. Nella forma vegetativa presenta l'aspetto piriforme ma simmetrico con la estremità anteriore di volume maggiore rispetto a quella posteriore più sottile. E’ lunga da 9 a 20 micron e larga in media 5-10 micron, di forma a cucchiaio e nella parte ventrale si riscontra una depressione reniforme, detta disco adesivo, che accoglie due nuclei ovali simmetrici con cariosoma centrale in mezzo ai quali si trovano quattro blefaroplasti con otto flagelli. 

 

struttura microscopica di un enterocita

Patogenesi.

Giardia lamblia, pervenuta all’uomo sotto forma cistica, raggiunge senza essere alterata l’intestino tenue dove si riproduce per scissione. S fissa alla mucosa mediante il disco adesivo e penetra all’interno della mucosa stessa. La sua azione patogena è varia potendo determinare enteriti e colecistiti. La sua azione patogena si espleta attraverso un meccanismo enzimatico e biochimico. A seguito di infestazione da Giardia si determina un difetto nel trasporto intestinale di D-glucosio e di L-alanina  e glicina. Inoltre viene alterata la coniugazione degli acidi biliari e così si spiega la steatorrea.

Epidemiologia.

Presente in tutto il mondo, la lambliasi è una malattia che colpisce soggetti in età  infantile non risparmiando gli adulti. Stando ai dati OMS si parla di epidemie che coinvolgono il 25% dei bambini in Algeria, il 32% in Francia, dal 2,5 al 35% nella penisona balcanica. E’ diffusa perfino in Russia  pure tra gli studenti svedesi. In Italia è presente, a Milano il 9% dei bambini è venuto a contatto con Giardia ed ha sviluppato episodi gastroenterici; si tratta di una malattia che non affligge solo le popolazioni economicamente più depresse ma anche i ricchi. Talora si manifesta nei turisti e nei viaggiatori.  Si trasmette per via oro-fecale.

L’uomo si contamina con la frutta non lavata, specie le fragole che vengono coltivate in terra o le verdure e le acque contaminate da escrementi e non sottoposte a clorazione. Va precisato che le forme cistiche resistono nell’ambiente a lungo, perfino alcuni mesi. Sembra che serbatoi di infezione siano il cane, il gatto ed il topolino. Talora sono le mosche che stazionano sulle feci, diffondono il protozoo nell’ambiente e nei frutti. Nelle scuole, se non vengono osservate le elementari norme igieniche, si possono avere delle proprie epidemie.

Sintomatologia.

Si caratterizza per un’azione traumatica ed irritativa dei parassiti  a livello delle mucose, a cui si aggiunge un meccanismo biochimico di alterato assorbimento dei nutrienti, come già specificato, che si manifesta a livello del villo intestinale.

Le forme cliniche sono:

-La forma enteritica: caratterizzata da stenia, anoressia, pallore e dolori addominali vaghi con diarrea, 2-3 scariche al giorno di feci semiformate, giallo-verdastre, con residui alimentari.

-La forma dispeptica: si caratterizza per l’emissione di feci liquide verdastre, emesse a spruzzo, forma questa del lattante;

-La forma da malassorbimento intestinale, caratterizzata da malassorbimento, anoressia, dolori intestinali, diarrea maleodorante, addome globoso, da disitnguere con la celiachia e la mucoviscidosi.

-La forma addominale con dolori addominali, diffusi e localizzati all’epigastrio.

-La forma con insufficienza epatica nausea e meteorismo, modica epatomegalia.

-Una forma con angiocolite catarrale, per localizzazione del parassita nelle vie biliari

-Una forma dell’adulto con pirosi e bruciore retrosternale, feci fetide, poltacee, striate di sangue

Le forme anemiche carenziali, per microsanguinamento.

Diagnosi.

Si avvale della ricerca del protozoo con le feci freschem appena emesse, cercando anche le cisti con il sistema di Ritchie, di arricchimento. Talora, se del caso, ci si può avvalere dell’esame del succo duodenale, prelevato con sondino.  Al microscopio è facilmente possibile discernere le forme vegetanti.

Profilassi.

Si attua con l’igiene dei locali addetti a toilette, impiegando la disinfezione dei water-closetm dei lavabi, previo il lavaggio e la disinfezione delle verdure, che in viaggio è meglio evitare!

Terapia.

Il farmaco più utilizzato è il metronidazolo (flagyl), una cpr x tre volte al die per un ciclo di sette giorni, sempre sotto il controllo e la responsabilità del medico prescrittore. Nel  bambino le dosi vanjno calibrate rispetto all’età ed al peso. La terapia va ripresa dopo una settimana se ancora persiste Inoltre, poiché le acque idriche sono responsabili della diffusione della infezione da lamblia, essere vanno trattate e clorate per come si conviene.

 

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