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cfr prima:
PROCTITE, PROCTOCOLITE, ENTEROCOLITE ED ENTERITE
La proctite acquisita per via sessuale è un processo
infiammatorio limitato al retto ed è secondaria all'inoculazione rettale
diretta dei patogeni tipici delle MTS. Al contrario, i processi
infiammatori che si estendono dal retto al colon (proctocolite), che
interessano sia l'intestino tenue che il crasso (enterocolite) o che
coinvolgono solamente l'intestino tenue (enterite) possono essere
determinati dall'ingestione di tipici patogeni intestinali o da contatti
sessuali che comportino esposizione orofecale. Il dolore anorettale e la
presenza di secrezione rettale mucopurulenta o ematica suggeriscono una
proctite o una proctocolite. La proctite si associa di solito a tenesmo
(che causa frequenti tentativi di evacuazione ma non diarrea vera) e
stipsi, mentre la proctocolite e l'enterocolite si manifestano più
spesso con diarrea: in entrambi i casi l'anoscopia evidenzia la presenza
di infiammazione della mucosa con essudato e facile sanguinamento (per
es., positività al "test di spazzolamento"), talora con ulcerazioni
della mucosa e petecchie. à necessario eseguire una colorazione di Gram
e indagini microbiologiche sull'essudato. La sigmoidoscopia o la
coloscopia evidenziano un processo infiammatorio limitato al retto nella
proctite o alterazioni estese almeno al sigma nella proctocolite.
In passato la maggior parte dei casi di infezione
intestinale trasmessa per via sessuale si è osservata nei maschi
omosessuali. Con il diffondersi dell'AIDS
si è osservata una modificazione straordinaria nello spettro clinico ed
eziologico delle infezioni intestinali fra i maschi omosessuali. Il
numero di infezioni opportunistiche intestinali è aumentato rapidamente
nei soggetti affetti da AIDS, per lo più con sintomi intestinali cronici
piuttosto che acuti. Nello stesso tempo. il numero di infezioni
intestinali a trasmissione sessuale, come descritto più avanti, è calato
rapidamente, dal momento che i comportamenti sessuali ad alto rischio
sono diventati meno comuni in questo gruppo.
La maggior parte dei casi di proctite infettiva è causata
da N. gonorrhoeae, HSV o C. trachomatis e la trasmissione di questi
microrganismi avviene per contatti sessuali passivi anorettali. Anche la
sifilide in fase primaria e secondaria può determinare lesioni anali o
rettali con o senza sintomatologia. La proctite dovuta a N. gonorrhoeae
o quella dovuta a ceppi comuni di C. trachomatis caratteristicamente
interessa il tratto più distale della mucosa rettale e le cripte anali e
presenta un quadro clinico di lieve entità, senza manifestazioni
sistemiche. Al contrario. la proctite da HSV e la proetocolite da ceppi
di C. trachomatis che causano il linfogranuloma venereo di solito
produco~ no intenso dolore anorettale e spesso febbre. Ulcerazioni
perineali e finfoadenite inguinale, la maggior parte delle volte doiute
ad HSV, possono comparire anche in corso di 1infogranuloma venereo o di
sifilide. Nella proctite erpetica primitiva sono comuni le radicolopatie
dei nervi sacrali, che di solito si presentano con ritenzione urinaria,
lassità dello sfintere anale'o stipsi. Nel
linfogranuloma venereo la biopsia evidenzia la presenza di ascessi
delle cripte, granulomi e cellule giganti, cioè un
quadro istologico analogo a quello della
malattia di Crohn. Anche la sifilide può determinare granulomi
rettali, di solito associati a infiltrati di plasmacellule o di altre
cellule mononucleate.
La presenza di diarrea, meteorismo addominale e dolori
crampiformi, in assenza di sintomi anorettali e di alterazioni
all'anoscopia e alla sigmoidoscopia, è suggestiva di un processo
infiammatorio dell'intestino tenue (enterite) o del tratto prossimale
del colori. Negli omosessuali maschi non infetti da HIV l'enterite
limitata all'intestino tenue è spesso attribuibile a
Giardia lamblia. Le proctocoliti da contagio sessuale sono più
spesso conseguenti a infezioni da Campylobacter spp., Shigella spp. o
Entamoeba histolytica.
INFEZIONE DA
PAPILLOMAVIRUS UMANO E VERRUCHE GENITALI
Le verruche genitali e l'infezione da HPV sono state per
lungo tempo considerate lesioni sgradevoli ma benigne. La maggioranza
delle verruche genitali è determinata dai tipi di HPV 6-11, che sono
raramente, per non dire mai, associati a tumori invasivi. Tuttavia, i
dati che si accumulano indicano che alcuni ceppi di HPV - per esempio i
tipi 16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 52, 55, 56 e 58 - sono coinvolti nello
sviluppo di displasia moderata e grave e tumore manifesto del collo
dell'utero, dell'ano, della vulva, della vagina e del pene. Pertanto,
l'infezione da HPV è riconosciuta come una delle principali MTS.
Negli Stati Uniti più di 1200 000 visite ambulatoriali
sono attribuibili ogni anno ai condilomi genitali. La maggior parte
delle infezioni da HPV è tuttavia subclinica e l'utilizzo di strumenti
che hanno una sensibilità sempre maggiore per la rilevazione dell'HPV
(per es., la reazione di polimerizzazione a catena) dimostra che la
maggior parte dei giovani sessualmente attivi (uomini e donne) visitati
nei centri per le MTS ha un'infezione genitale da HPV, di solito senza
lesioni cliniche visibili.
Un recente studio condotto in donne universitarie,
dall'inizio dell'attività sessuale con i primi due o tre partner
sessuali, ha dimostrato che circa la metà di esse si sono infettate con
virus HPV, molte con sottotipi oncogeni. U infezione genitale da HPV è
stata 5 volte più comune di tutte le altre infezioni sessualmente
trasmesse in questa popolazione.
Il trattamento delle verruche esterne sintomatiche di
solito consiste nella crioterapia o nell'impiego della resina di podofil
infezioni_sessuali_donna 1
indice di sessuologia
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