Infezioni anali a trasmissione sessuale

INFEZIONI SESSUALI: PROCTITI, ENTEROCOLITE

 

appunti del dott. Claudio Italiano

cfr  prima:

  • infezioni genitourinarie nella donna
  • infezioni sessuali nella donna: vaginosi e vaginiti
  • infezioni_sessuali_donna: candidosi vaulvovaginale, malattia infiammatoria pelvica
  • infezioni_sessuali_donna:lesioni ulcerate
  • infezioni_sessuali_donna: proctiti

    PROCTITE, PROCTOCOLITE, ENTEROCOLITE ED ENTERITE

    Neisseria gonorrhoeae La proctite acquisita per via sessuale è un processo infiammatorio limitato al retto ed è secondaria all'inoculazione rettale diretta dei patogeni tipici delle MTS. Al contrario, i processi infiammatori che si estendono dal retto al colon (proctocolite), che interessano sia l'intestino tenue che il crasso (enterocolite) o che coinvolgono solamente l'intestino tenue (enterite) possono essere determinati dall'ingestione di tipici patogeni intestinali o da contatti sessuali che comportino esposizione orofecale. Il dolore anorettale e la presenza di secrezione rettale mucopurulenta o ematica suggeriscono una proctite o una proctocolite. La proctite si associa di solito a tenesmo (che causa frequenti tentativi di evacuazione ma non diarrea vera) e stipsi, mentre la proctocolite e l'enterocolite si manifestano più spesso con diarrea: in entrambi i casi l'anoscopia evidenzia la presenza di infiammazione della mucosa con essudato e facile sanguinamento (per es., positività al "test di spazzolamento"), talora con ulcerazioni della mucosa e petecchie. à necessario eseguire una colorazione di Gram e indagini microbiologiche sull'essudato. La sigmoidoscopia o la coloscopia evidenziano un processo infiammatorio limitato al retto nella proctite o alterazioni estese almeno al sigma nella proctocolite. In passato la maggior parte dei casi di infezione intestinale trasmessa per via sessuale si è osservata nei maschi omosessuali. Con il diffondersi dell'AIDS si è osservata una modificazione straordinaria nello spettro clinico ed eziologico delle infezioni intestinali fra i maschi omosessuali. Il numero di infezioni opportunistiche intestinali è aumentato rapidamente nei soggetti affetti da AIDS, per lo più con sintomi intestinali cronici piuttosto che acuti. Nello stesso tempo. il numero di infezioni intestinali a trasmissione sessuale, come descritto più avanti, è calato rapidamente, dal momento che i comportamenti sessuali ad alto rischio sono diventati meno comuni in questo gruppo.

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    La maggior parte dei casi di proctite infettiva è causata da N. gonorrhoeae, HSV o C. trachomatis e la trasmissione di questi microrganismi avviene per contatti sessuali passivi anorettali. Anche la sifilide in fase primaria e secondaria può determinare lesioni anali o rettali con o senza sintomatologia. La proctite dovuta a N. gonorrhoeae o quella dovuta a ceppi comuni di C. trachomatis caratteristicamente interessa il tratto più distale della mucosa rettale e le cripte anali e presenta un quadro clinico di lieve entità, senza manifestazioni sistemiche. Al contrario. la proctite da HSV e la proetocolite da ceppi di C. trachomatis che causano il linfogranuloma venereo di solito produco~ no intenso dolore anorettale e spesso febbre. Ulcerazioni perineali e finfoadenite inguinale, la maggior parte delle volte doiute ad HSV, possono comparire anche in corso di 1infogranuloma venereo o di sifilide. Nella proctite erpetica primitiva sono comuni le radicolopatie dei nervi sacrali, che di solito si presentano con ritenzione urinaria, lassità dello sfintere anale'o stipsi. Nel linfogranuloma venereo la biopsia evidenzia la presenza di ascessi delle cripte, granulomi e cellule giganti, cioè un quadro istologico analogo a quello della malattia di Crohn. Anche la sifilide può determinare granulomi rettali, di solito associati a infiltrati di plasmacellule o di altre cellule mononucleate. La presenza di diarrea, meteorismo addominale e dolori crampiformi, in assenza di sintomi anorettali e di alterazioni all'anoscopia e alla sigmoidoscopia, è suggestiva di un processo infiammatorio dell'intestino tenue (enterite) o del tratto prossimale del colori. Negli omosessuali maschi non infetti da HIV l'enterite limitata all'intestino tenue è spesso attribuibile a Giardia lamblia. Le proctocoliti da contagio sessuale sono più spesso conseguenti a infezioni da Campylobacter spp., Shigella spp. o Entamoeba histolytica.

    INFEZIONE DA PAPILLOMAVIRUS UMANO E VERRUCHE GENITALI

     

    Le verruche genitali e l'infezione da HPV sono state per lungo tempo considerate lesioni sgradevoli ma benigne. La maggioranza delle verruche genitali è determinata dai tipi di HPV 6-11, che sono raramente, per non dire mai, associati a tumori invasivi. Tuttavia, i dati che si accumulano indicano che alcuni ceppi di HPV - per esempio i tipi 16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 52, 55, 56 e 58 - sono coinvolti nello sviluppo di displasia moderata e grave e tumore manifesto del collo dell'utero, dell'ano, della vulva, della vagina e del pene. Pertanto, l'infezione da HPV è riconosciuta come una delle principali MTS. Negli Stati Uniti più di 1200 000 visite ambulatoriali sono attribuibili ogni anno ai condilomi genitali. La maggior parte delle infezioni da HPV è tuttavia subclinica e l'utilizzo di strumenti che hanno una sensibilità sempre maggiore per la rilevazione dell'HPV (per es., la reazione di polimerizzazione a catena) dimostra che la maggior parte dei giovani sessualmente attivi (uomini e donne) visitati nei centri per le MTS ha un'infezione genitale da HPV, di solito senza lesioni cliniche visibili. Un recente studio condotto in donne universitarie, dall'inizio dell'attività sessuale con i primi due o tre partner sessuali, ha dimostrato che circa la metà di esse si sono infettate con virus HPV, molte con sottotipi oncogeni. U infezione genitale da HPV è stata 5 volte più comune di tutte le altre infezioni sessualmente trasmesse in questa popolazione. Il trattamento delle verruche esterne sintomatiche di solito consiste nella crioterapia o nell'impiego della resina di podofil

     

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