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La
pelle è l'involucro del nostro corpo. Agisce come mezzo di protezione e
di comunicazione e di interazione con il mondo esterno. Molte persone
per mantenersi in salute devono effettuare più iniezioni attraverso la
pelle ogni giorno; stiamo parlando, ovviamente, dei pazienti diabetici
in insulinoterapia. Ad ogni iniezione, essi, devono penetrare la loro
pelle, per superare la barriera che essa rappresenta e raggiungere il
tessuto sottocutaneo dove l’insulina viene rilasciata ed agisce.
Tuttavia, nel praticare le iniezioni di insulina, si corre il rischio di
andare più in basso, oltrepassando il tessuto sottocutaneo col l’ago,
per raggiungere il tessuto muscolare ed in questa evenienza
l’assorbimento di insulina sarà accelerato col rischio di
crisi ipoglicemiche.
Infatti il flusso sanguigno differisce molto da uno strato all'altro
della pelle:
-Nel derma, risulta poco abbondante e variabile.
-Nel
sottocute, invece, è lento e stabile e questa è la zona privilegiata per
le iniezioni di insulina.
-Nel
muscolo, invece, il flusso è abbondante, rapido e molto variabile; è la
zona ottimale in cui iniettare, ad esempio, adrenalina in caso di una
allergia acuta.
È
una barriera contro invasori e oggetti ostili che potrebbero ferirci,
bruciare (cfr
ustioni) o o congelare il nostro corpo. La nostra pelle è robusta e
resistente pur rimanendo flessibile ed elastica Espelle calore quando la
temperatura è troppo alta e ci isola dal freddo; ci avvisa di minacce
esterne attraverso le sue terminazioni nervose, assai sensibili ed i
peli. A livello della cute, inoltre, si attiva la vitamina D (cfr
calcio_vitamina D )
FUNZIONI DELLA PELLE
·
Proteggere funziona da barriera contro traumi di varia
natura mediante le fibre elastiche contenute nel collagene.
·
Termoregolare, infatti in relazione alla temperatura
ambientale, l’organismo è in grado di regolare la portata dei vasi
capillari,nel senso che la può diminuisce od aumentare e la cute, cos’,
trattiene o disperde il calore, aumenta o diminuisce la quantità di
sudore.
·
Sentire gli stimoli mediante i recettori gli stimoli
pressori, termici, dolorifici; per esempio i recettori della pressione
sono sensibili.
·
Difendere funziona da barriera contro gli agenti chimici,
batterici o virali opponendosi alla loro penetrazione con difese
chimiche (ad es. il pH), immunologiche e/o meccaniche (sebo,
sudorazione).
·
Secernere e sintetizzare elimina scorie e cataboliti,
sintetizza la vitamina D.
·
Rappresentare l’immagine corporea. ha un’importante
funzione nelle nostre relazioni sociali, perché rappresenta la parte di
noi che ci mette in relazione con gli altri.
·
Fungere da schermo melanico, cioè il contenuto in melanina
reagisce ai raggi U.V. con la sintesi di melanina che ci difende dagli
effetti nocivi degli stessi.
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La
pelle consiste di 3 strati principali:
-
I'epidermide;
-
il
derma;
-
il
tessuto sottocutaneo
L’epidermide è la parte più esterna e superficiale della pelle. È
costituita da cellule chiamate cheratinociti, che sono disposte una
sopra l'altra in differenti sub-strati. I
cheratinociti s i sviluppano nello strato più inferiore e salgono poi
verso la superficie, dove vengono eliminati come cellule morte.
Dunque, questo strato si rinnova costantemente: le nuove cellule
sostiscono quelle morte ormai inattive. Ogni
strato ha sua specifica struttura e una sua specifica funzione. Il derma
è costituito principalmente da tessuto connettivo. È responsabile della
flessibilità della pelle ed e coinvolto nella regolazione della
temperatura corporea. Il derma fornisce l'epidermide di sostanze
nutrienti per mezzo della rete vascolare.
Contiene organi di senso per il tatto, la pressione, il dolore e regola
la temperatura corporea. Il derma fornisce l’epidermide di sostanze
nutrienti per mezzo della rete vascolare e contiene le ghiandole sebacee
ed i follicoli piliferi. Il tessuto sottocutaneo (o sottocute) forma la
parte più profonda della pelle. Esso è costituito essenzialmente da
tessuto adiposo. Le sue funzioni sono molteplici:
-
-ricoprire la struttura ossea;
-
-assorbire gli urti (è i l caso dei glutei, nel momento in cui si inizia
-
camminare su due piedi);
-
-fissare l'epidermide ed il derma alla struttura più profonda del corpo
(ossa e muscoli);
-
-regolare gli sbalzi di temperatura;
-
-isolare il corpo quando la perdita di calore costituisce una minaccia;
-
-raffreddare il corpo quando il calore diventa eccessivo e pericoloso.
Qual
è lo spessore della cute?
Spessore del derma e dell'epidermide.
L'epidermide ha 5 sottili strati ed il derma ne ha 2, ma gli strati che
ne determinano lo spessore sono principalmente 4:
-
lo
strato corneo (epidermide);
-
lo
strato granuloso (epidermide);
-
il
derma papillare (derma);
-
il
derma reticolare (derma).
Un
recente studio ha misurato lo spessore dell'epidermide e del derma in 4
diversi siti di iniezione, attraverso una tecnica di ecografia ad
ultrasuoni ad alta frequenza, in 342 adulti (205 donne 137 uomini),
appartenenti a 3 gruppi etnici diversi (Caucasico, Asiatico e Africano),
di età compresa tra i 18 e i 70 anni. I
risultati mostrano che lo spessore medio dell'epidermide e del derma è
in tutti i pazienti di 2,02 mm. Inoltre, una recente revisione della
letteratura scientifica in merito, mostra che tale spessore in nessuno
dei siti considerati supera i 2,5 mm. Ciò significa che per raggiungere
il tessuto sottocutaneo occorre semplicemente superare lo strato
superficiale di epidermide e derma e, dunque, passare oltre 2,5 mm.
Spessore del tessuto sottocutaneo
Lo
spessore del tessuto sottocutaneo è molto variabile. Tale variabilità è
dovuta a 2 fattori principali.
La
misurazione del peso o il calcolo del BMI (Body Mass lndex =
Peso/Altezza2) aiutano a determinare il grado di obesità, ma
non forniscono molti dettagli sulla localizzazione o la distribuzione
del tessuto adiposo. Per questo, risulta più appropriato calcolare il
WHR (Waist Hip Ratio = rapporto vita/fianchi) che aiuta a definire più
accuratamente la distribuzione del tessuto adiposo.
WHR
= Circonferenza della vita in cm /(cm)/Circonferenza dei fianchi (cm).
Valori di riferimento per le donne con forma a pera=0.60-0.85
Valori di riferimento per gli uomini=0.85-1
Inoltre, il tessuto sottocutaneo varia sensibilmente in considerazione
delle zone del corpo in cui i pazienti abitualmente effettuano
iniezioni.
Il
sottocute varia infatti:
- da
persona a persona, a seconda del sesso e della morfologia del paziente;
-da
una zona del corpo ad un'altra;
-
all'interno della stessa zona in relazione allo stato del tessuto (es:
presenza di lipodistrofie).
Come praticare una iniezione di insulina?
La
pelle e I'iniezione di insulina
Per
un assorbimento ottimale dell'insulina, recenti ricerche mostrano che
tale farmaco deve essere iniettato nel tessuto sottocutaneo e NON nel
muscolo o nel derma.
I
fattori che influenzano una efficace iniezione sottocutanea sono 3:
a)
Lo spessore del tessuto sottocutaneo, visto in precedenza;
b)
La lunghezza dell'ago e la tecnica di iniezione;
c)
I siti di iniezione.
La
scelta di un ago appropriato in termini di lunghezza assicura una
iniezione efficace, confortevole e sicura,
minimizzando il rischio di iniezioni intramuscolari. A lato potete
vedere dove praticare l'iniezione di insulina.
Inoltre, adottare una corretta tecnica di iniezione è importante, e
consente un'efficace somministrazione di insulina. Va precisato che la
sede va sempre cambiata, ruotando in senso orario, nel senso che se si
punge un quadrante dell'addome, successivamente si passa al quadrante a
fianco e quindi all'altro in basso e poi ancora a quello in basso a
fianco, sempre ruotando... ciò per evitare la lipoipertrofia, che è una
infiammazione con rimaneggiamento del tessuto grasso e di quello
connettivo nella sede dell'iniezione insulinica.
La
tecnica del pizzico, ad esempio, è un buon metodo per assicurare una
iniezione sottocutanea e non intramuscolare di insulina. Anche iniettare
con un angolo di 45° può aiutare a ridurre il rischio di iniezioni
intramuscolari. Tali tecniche vanno considerate quando esiste il dubbio
che l'ago utilizzato dal paziente possa oltrepassare il sottocute e
arrivare nel muscolo, alterando così l'assorbimento dell'insulina.
Se la lunghezza dell'ago utilizzata dal
paziente, invece, è tale da garantire il corretto raggiungimento del
tessuto sottocutaneo (per es. 4 mm), la tecnica del pizzico e l'angolo
di 45° potrebbero non essere necessari.
Infine, la scelta del sito di iniezione più appropriato deve tenere in
considerazione alcuni fattori, quali:
-
-il
tipo di insulina da iniettare;
-
-il
flusso di sangue nel sottocute;
-
-se
l'iniezione è autosomministrata o effettuata da terze persone;
-
-la
manualità del paziente;
-
-la
situazione in cui viene effettuata l'iniezione (a casa, in ufficio, etc);
-
-l'attività
fisica svolta dal paziente.
In
particolare:
-per
iniettare insulina nel tessuto sottocutaneo è necessario oltrepassare
mediamente una lunghezza di soli 2,02 mm;
-
usando un ago di lunghezza appropriata (4mm-6mm-8 mm al massimo) ed una
corretta tecnica, I'iniezione di lnsulina risulta effettuata
efficacemente e correttamente;
I
gli aghi corti attualmente disponibili risultano i più adeguati per non
commettere errori e per raggiungere il solo sottocute; ed inoltre studi
recenti dimostrano una preferenza dei pazienti per I'ago corto, anche
per il minore impatto psicologico nella percezione del dolore e nessuna
differenza nel
controllo glicemico ripetto all'uso di aghi lunghi. Anzi, con l’ago
lungo si è visto che la glicemia può oscillare paurosamente e
l’assorbimento essere veloce se viene iniettata la dose nel muscolo,
anziché nel sottocute. Gli aghi ideali possiedono una certificazione di
compatibilità, non perdono insulina. Quando vanno iniettate le dosi,
l’ago deve restare infisso almento 10 secondi, dopo che lo stantutto
della siringa o il pulsante del dispositivo a penna è stato premuto.
Infine è bene preferire l’ago del tipo Thin Wall, cioè a parete sottile
perché l’insulina viene iniettata con più facilità.