Linfocitopenia

Linfocitopenia.

 

appunti del dott. Claudio Italiano

cfr La neutropenia

linfocita col classico nucleo voluminoso

E’ difficile valutare la produzione e la circolazione linfocitaria poiché sia i linfociti B che i linfociti T si replicano in diverse sedi quali i linfonodi, milza, tonsille e midollo osseo e migrano ovunque, avendo la capacità di stare in circolo e di diffondersi ai tessuti periferici, rendendo la loro conta impossibile. Ciononostante è considerato normale un valore tra 2 e 4 X 10 9/dL, di cui il 20% di questa quota è costituito dai linfociti B ed il 70% dai linfociti T. Così si definisce linfocitopenia la conta linfocitaria sul sangue periferico inferiore ai livelli di 1.5 x 10 9/dL e diventa la condizione molto severa se il numero scende a 0.7 x 10 9/dL.

Eziologia e patogenesi.

La linfocitopenia può derivare da tre tipi di alterazioni :

La produzione dei linfociti stessi

La circolazione o ridistribuzione

La perdita o distruzione

 

Nel primo caso, la produzione si riduce se intervengono fattori quali la cachessia o malnutrizione proteica, col rischio di grave incidenza di infezioni nella popolazione; le radiazioni ed i farmaci immunosoppressivi, come gli agenti alchilanti ed il siero linfocitario, possono indurre linfocitopenia. Esistono ancora delle condizioni ereditarie come le immunodeficienze congenite, condizioni in cui si determina il deficit selettivo dei linfociti B (bone marrow derivated) o dei linfociti T (timo-derivati). Come possa accadere che la linea dei B o dei T sia compromessa non è a tutt’oggi molto chiaro. E’ pure possibile che alcuni virus come il famoso virus dell’AIDS o HIV, cioè virus della immunodeficienza umana, possano causare immunodeficienza acquisita. Nel caso di HIV saranno infettate e colpite delle popolazioni specifiche di linfociti T, i cosiddetti CD4 + o T Helper, così definiti per il loro ruolo chiave nell’ “aiuto” della risposta immunologica di difesa, che consiste nell’amplificare e coordinare la stessa. Lo stesso dicasi per i pazienti affetti da linfoma di Hodgkin, se non opportunamente trattati.  linfocita umano Nel caso successivo, la ridistribuzione dei linfociti si determina a seguito di fatti infettivi, sia infezioni batteriche, sia in corso di interventi chirurgici, traumi o emorragie. Tale risposta è funzione di alti livelli di glucocorticoidi endogeni, prodotti dal surrene, durante lo stress, cosa che determina il crollo del numero dei linfociti circolanti e, dunque, una linfocitopenia sia dei T che dei B linfociti. Parimenti le terapie con cortisone determina uno shift dei linfociti verso la periferia, ma alla sua sospensione i livelli tornano normali nel giro di qualche giorno. Una linfopenia, classicamente, si determina nel paziente con granulomatosi diffusa, per esempio i pazienti affetti da tubercolosi. Nell’ultima condizione, la perdita, si determina per infezioni virali o per la presenza di anticorpi anti-linfociti, specialmente in pazienti con malattie autoimmuni o reumatiche. In questi pazienti sarebbe opportuno, dunque, a prescindere dalla normale diagnostica di laboratorio attuata, controllare anche il sistema immunologico, attraverso la conta dei T helper CD4+ e dei T citotossici-suppressor CD8+, dosando le immunoglobuline sieriche ed attuanto i tests cutanei per identificare deficienze dell’immunità cellulo-mediata.

Cause di linfocitopenia

  • Anomalie della produzione linfocitaria
  • Malnutrizione proteica
  • Radiazioni
  • Agenti immunosoppressivi terapeutici
  • Glucocorticoidi
  • Ciclosporina
  • Stati di immunodeficienza congenita
  • Sindrome di Wiskott-Aldrich
  • Sindrome di Nezelof
  • Deficienza di adenosina deaminasi
  • Infezioni virali
  • Malattia di Hodgkin
  • Mieloma multiplo
  • Infezioni granulomatose generalizzate (es. da micobatteri, funghi ecc.)
  • Chemioterapia citotossica
  • Fludarabina
  • Ciclofosfamide
  • Reazioni a farmaci es. chinino
  • Alterazioni della circolazione linfocitaria
  • Infezioni acute batteriche/fungine
  • Interventi chirurgici
  • Traumi
  • Emorragie
  • Terapia glucocorticoidea
  • Infezioni virali
  • Distruzione o perdita di linfociti

  • Infezioni da HIV o altri virus
  • Distruzione di linfociti anticorpo mediata
  • Enteropatia proteinodisperdente
  • Insufficienza ventricolare cronica
  • Drenaggio del dotto toracico
  • Cura

    La cura è altamente specialistica e va affidata ai centri di ematologia

    In genere occorre cercare la patologia che sottende la linfocitopenia, e non la linfocitopenia in se stessa. I pazienti con dosaggio ridotto delle immunoglobuline possono trarre beneficio da una terapia di supporto con immunoglobuline iperimmuni per via endovenosa, per ridurre il rischio di infezione. Ottimi risultati si ottengono col il trapianto del midollo osseo allogenico, ovviamente in casi mirati. Inoltre sono state utilizzate cellule staminali di fegato fetale o cellule epiteliali timiche. I soggetti con deficit di adenosina deaminasi, trovano di recente beneficio dal trattamento con tale enzima ed un adiuvante a cui l'enzima stesso viene collegato per farlo agire in vivo.

     

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