Malattie sessualmente trasmesse

Malattie sessualmente trasmesse

 

appunti del dott. Claudio Italiano

Il linfogranuloma venereo è causato da un agente eziopatogenetico, la Chlamidia trachomatis. E’ più frequente nelle regioni tropicali e sub-tropicali, si tratta di una malattia sessualmente trasmessa, che oggi vediamo di frequente anche in Italia, stante il problema della prostituzione dai paesi extracomunitari, anche se è più facilmente riscontrabile nei gay. La lesioni primaria è un ulcera o una vescica di piccole dimensioni, indolente, sui genitali esterni, che scompare in pochi giorni. Lo stadio secondario si manifesta con una sindrome inguinale o ano-rettale, dove i linfonodi dell’inguine aumentano di volume e sono dolenti  e la cute sovrastante è discromica e tesa; queste lesioni sono note come bubboni e si accompagnano a sintomatologia sistemica. Può verificarsi suppurazione e formazione di tragitti fistolosi cutanei. La sindrome genito-anorettale è caratterizzata da proctite emorragica aspecifica,  Lo stadio terziario, nel quale possono comparire elefantiasi genitale, fistole e stenosi rettali, è attualmente raro anche nei paesi sottosviluppati, probabilmente come risultato dell'ampia disponibilità degli antibiotici

 Sifilide

bubbone da linfogranuloma venereo, cioè la tumefazione ai due lati dell'inguine La classica lesione sifilitica primaria è rappresentata dall'ulcera (o ulcera venerea) indolente, ma quando è interessato l'anoretto le lesioni possono essere dolenti e molli spesso associate a linfoadenopatia inguinale. E’ generalmente presente un essudato sieropurulento che drena attraverso i peli attorno all'ano.  Nondimeno, il sifiloma guarisce spontaneamente, e le lesioni rettali, in particolare, possono scomparire completamente. La diagnosi si basa sulla dimostrazione con esame microscopico in campo oscuro del Treponema pallidum nel liquido sieroso prelevato dall'ulcera. Nella sifilide secondaria compaiono i condilomi piani: sono lesioni papuliformi altamente infettive, rilevate, timide ed eritematose, localizzate nella regione perianale e anche in altri distretti. La sifilide anorettale era più frequente fra gli ornosessuali, in particolare se dediti alla prostituzione, ma la stia incidenza  attualmente ridotta in seguito alla comparsa dell'AlDS e alla diffusione del "sesso sicuro".

 

Gonorrea

 

L'infezione del retto da Neisseria gonorrhoeae è comune e diffusa in tuttoil mondo. L'interessamento del retto viene osservato in ( circa un terzo delle donne con gonorrea, indipendentemente da eventuali rapporti anali al contrario dei maschi nei quali l'interessamento i citale è altrimenti raro. L'infezione è spesso asintomatica come nello stato di portatore uretrale, ma si può manifestare anche una risposta infiammatoria locale. La maggior parte dei pazienti riferisce la presenza di muco o di materiale mucopurulento nelle feci associato a discomfort rettale e dolore urente.  Può comparire anche diarrea o diarrea rettorragia. All'esame endoscopico la mucosa rettale è congesta emorragica e fragile con un essudato superficiale generalizzato. La coltura del microrganismo viene effettuata dal tampone rettale che deve essere posto immediatamente in adeguato terreno di trasporto e successivamente incubato in terreno altamente selettivo . La biopsia rettale è normale o mostra soltanto anomalie minime nei pazienti con proctite florida, il quadro istologico è simile a quello della dissenteria batterica .

Condilomi anali.

Le verruche virali sono state trattate in questo sito web, i condilomi anali e genitali   infezioni da papilloma virus.

Il virus HPV o virus del papilloma umano


Il virus è importante sostanzialmente per due ragioni:

a) È responsabile di infezione ai genitali e dell’insorgenza di una lesione che è la verruca anale o dei genitali esterni;

b) E’ responsabile dell’insorgenza di cancro del collo dell’utero, seconda causa di morte nelle giovani donne di 15-44 anni, con 3500 nuovi casi/anno in Italia.

Si deve al premio Nobel 2008, Zur Hausen che ha dimostrato che un virus può provocare il cancro.Quel che fu più difficile per lo studioso tedesco fu convincere la comunità scientifica che un virus responsabile delle comuni verruche potesse anche indurre tumori alla cervice uterina, e più raramente all’ano, al pene, alla bocca e al collo.

 

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