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MIOCARDITE
appunti
del dott.
Claudio Italiano
vedi anche l'indice
della visita del paziente oppure vedi indice
di cardiologia
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si calcola che il coinvolgimento cardiaco sia presente sino nell'1%
delle infezioni da virus cardiotropi (nell'infezione virale da Coxsackie
B sino al 4%). La frequenza reale è relativamente superiore, in quanto
la maggior parte dei casi ha un decorso lieve o asintomatico.
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Eziologia
Le miocarditi infettive riconoscono come causa i seguenti
agenti patogeni:
-
virus (50% dei casi): Coxsackie B (frequente e
pericoloso), virus influenzali, adenovirus, echovirus ed altri.
-
Infezioni da batteri che si determinano.
-
in stati settici, specialmente durante una
infezione da stafilococco ed enterococco, e che determina
endocardite batterica, per esempio nelle valvulopatie.
-
in corso di infezione da streptococco Beta emolitico di
gruppo A (angina
tonsillare, scarlattina, eresipela)
-
in corso di infezione da Borrelia burgdorferi (malattia
di Lyme)
-
difterite, evenienza questa oggi pressocchè sconosciuta.
Ancora, ma più di rado, tranne che nei pazienti
extracomunitari che vediamo più spesso da noi e che provengono
dai paesi dell’Est e dallo Sri lanka , altre cause di
miocardite sono rappresentate
dall’infezione da salmonella tifo, TBC, lue, ecc.
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funghi, specie nei pazienti immunodefedati, possono dare
miocardite, per esempio nei soggetti con AIDS,
-
Ancora si possono avere miocarditi da protozoi, da toxoplasma,
malattia di Cbagas (Tripanosoma cruzi/Sud America. – infezioni
da parassiti:
trichinelle, echinococchi ed altri.
Tuttavia anche condizioni non infettive sono alla base di
miocardite, per esempio nelle collagenopatie, nelle vasculiti,
in corso di radioterapia:
Cause
di miocarditi non infettive:
- artrite
reumatoide, collagenopatie, vasculiti
- miocardite da irradiazione mediastinica
- miocardite idiopatica di FiedIer.
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Perché si ha una miocardite, cioè l’infiammazione del
tessuto miocardico specifico?
Le miocarditi su eziopatogenesi virale si determinano poiché si
attua un movimento anticorpale nei confronti degli antigeni presenti nei
virus (come missili contro bersagli!), però gli anticorpi per il
meccanismo della cross-reattività, tra antigeni virali e antigeni
miocardici, si dirigono anche contro il miocardio stesso. Per questa
ragione, nella miocardite acuta, sono presenti, nel 70 -80% dei casi, i
seguenti reperti, che solitamente regrediscono al miglioramento clinico:
-
anticorpi anti-miolemma di tipo lgM
- anticorpi anti-sarcolemma di tipo lgM
- depositi di lgM e C, nella biopsia del miocardio.
Istologia.
Criteri di Dallas.
La
miocardite dal punto di vista istologico può essere inquadrata in tipi
:
1.
miocardite «attiva», se si evince la presenza di infiltrato
linfocitario con miocitolisi con o senza fibrosi ed edema interstiziale
e se eventualmente si dimostra
RNA virale, ed anticorpi lgM e C3
2.
«borderline myocarditis», cioè miocardite di confine, con
infiltrato scarsamente pronunciato, pertanto è necessario eseguire una
biopsia di controllo.
Con la
biopsia di controllo sono possibili le seguenti diagnosi:
3.
miocardite persistente («ongoing»); la presenza di fibrosi
miocardica e dì ipertrofia delle fibre peggiora la prognosi
4.
miocardite in via di risoluzione, (riduzione dell'infiltrato
linfocitario, dimostrazione di modifiche riparatorie)
5.
miocardite risolta («resolved») (assenza di cellule
infiammatorie, assenza di necrosi).
Reperti
aggiuntivi sono costituiti dalla eventuale
dimostrazione del DNA virale nel miocardio, e dalla dimostrazione di
fenomeni autoreattivi (immunoistologia).
Forme
istologiche particolari: miocardite reumatica (noduli di Aschoff),
miocardite idiopatica di FiedIer (infiltrato linfo-plasmacellulare +
cellule giganti).
Clinica
Il
paziente con miocardite ha una sintomatologia quanto mai varia, che va
decorso clinico della miocardite è molto variabile e va da forme asìntomatiche
o lievi che costituiscono la
maggior parte dei casi a forme fulminanti con esito infausto (rare).
Sono possibili decorsi cronici con evoluzione a cardiomiopatia
dilatativa.
Nella miocardite infettiva i sintomi sono correlati all'infezione
sono rappresentati da astenia,
affaticabilità, palpitazioni fino a seri e pericolosi disturbi del
ritmo, soprattutto extrasistoli, tachiaritmie e segni di scompenso
cardiaco acuto. All’auscultazione ci sono soffi dovuti alla
dilatazione delle camere cardiache ed eventualmente segni di
insufficienza cardiaca, con ritmo di galappo o III tono aggiunto.
Il laboratorio supporta la diagnosi clinica per il riscontro di:
•
aumento di CPK/CPK-MB
•
eventuali segni di infiammazione (VES, PCR, ferritina elevata
ecc. )
•
esami colturali, emocolture eventualmente positive, ma non
sempre, e sierodiagnosi batteriologica/virologica speciale
•
I laboratori più all’avanguardia dimostrano la presenza nel
siero del paziente di anticorpi anti-miolemma e anti-sarcolemma.
Indagini specifiche:
All’
ECG compaiono alterazioni costituite da disturbi del ritmo che spaziano
dalla tachicardia sinusale
ad aritmie, ma soprattutto extrasistoli nella difterite e nella malattia
di Lyme, o più spesso disturbi della conduzione (ad es. blocco AV). Se
il subendocardico è danneggiato, compare un sottoslivellamento ST, ma
bisogna porre diagnosi differenziale con l’effetto digitalico (a
“baffi di Salvador D’Ali) e con sindrome coronarica acuta, onde T
piatte o negative (diagnosi differenziale: stadio di regressione dopo
infarto o perícardite).
Se poi c’è una concomitante pericardite, alcuni autori parlano
di “miopericardite”) compaiono eventualmente alterazioni monofasiche
del-tratto ST da sofferenza subepicardica (diagnosi differenziale con
infarto miocardico; nella miocardite nessuna riduzione d'ampiezza
dell'onda R e nessuna onda Q). Infine si segnala che
i complessi QRS possono essere di basso voltaggio, ma anche in
questo caso occorre pensare a scollamento pericardico.
Pertanto occorre procedere con ulteriori indagini, fra cui la
principale è l’indagine ecocardiografica.
Spesso il reperto ecocardiografico è normale, se si eccettuano
eventuali. disturbi cinetici regionali, un versamento pericardico in
caso di pericardite e, se
insorge un'insufficienza cardiaca, compare la frazione di eiezione con
riscontro di dilatazione dilatazione delle camere cardiache.
All’RX del torace, avremo i segni della stasi polmonare,
“immagine di polmone umido” o segni
di addensamenti multipli. In
casi limitati può essere necessario procedere con una diagnostica
invasiva: cateterismo del cuore sinistro con biopsia endomiocardica
per fare diagnosi in sospetto di forme particolari di
endocardite.
Terapia
1)
Causale: ad es. trattamento con penicillina se si sospetta
cardite reumatica, terapia della difterite o della malattia di Lyme,
somministrazione di nifurtimax in caso di malattia di Chagas, ecc.
Nella miocardite virale progressiva con dimostrazione di RNA
virale nella biopsia miocardica, può essere indicata la terapia
antivirale (terapia sperimentale, nell'ambito di studi controllati).
2)
Sintomatica:
- riposo fisico sino a normalizzazione dell'ECG (nelle prime
settimane riposo a letto)
- profilassi del tromboembolismo durante il periodo di degenza a
letto
- terapia delle complicanze (insufficienza cardiaca, disturbi del
ritmo cardiaco)
3)
«Ultima ratio» nell'insufficienza cardiaca terminale: trapianto
cardiaco.
Prognosi
• Nella maggior parte dei casi guarigione
• Spesso persistenza di aritmie non minacciose (ad es.
extrasistolia)
• Raramente morte dovuta a complicanze acute (disturbi dei
ritmo, disturbi di conduzione, insufficienza cardiaca). Complicanze
frequenti si hanno tra l'altro nelle infezioni da Coxsackie di
tipo B (specialmente nel neonato), nella difterite e nella malattia di
Chagas.
• Decorso cronico con sviluppo di cardiomiopatia dilatativa ed
insufficienza cardiaca (in
particolare nella miocardite virale).
indice
di cardiologia
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