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Flaccidità
muscolare: il paziente con ipotonicità dei muscoli ed ipotrofia
muscolare.
appunti
del
dott. Claudio Italiano
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Chi vi
scrive deve spesso gestire pazienti con esiti di
ictus cerebrale ed emiparesi oppure è capitato di affrontare un
paziente con sclerosi laterale amiotrofica, proveniente dalla
rianimazione. Per esempio è giunto alla nostra attenzione per
disfagia e per insufficienza respiratoria conseguenza di un
pneumotorace, necessitando per la sclerosi di respirazione
assistita, cioè di un respiratore di supporto, a bassa pressione
positiva. Aveva delle mani enormi e gonfie ma deboli dal punto di vista
muscolare, che stringeva a malapena. Per il resto, un corpo enorme, con
edema del sottocutaneo, era afflosciato su un materasso ad aria, di
quelli antidecubito, e, nonostante ciò, aveva fatto delle
piaghe da decubito sacrali, quando era giunto da noi, poiché era
pressocchè impossibile ruotarlo ogni due ore, per via della
tracheostomia e dei tubi corrugati del respiratore che lo collegavano
alle macchine. Ma quali altri casi esistono di flaccidità muscolare?
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Muscoli flaccidi
I muscoli
flaccidi sono ipotrofici, cioè scarsamente nutriti per via del segnale
nervoso debole che li fornisce, dunque deboli e molli, con ridotta
resistenza ai movimenti, aumento della mobilità e una gamma di movimenti
maggiore del normale. Ciò dipende dal fatto che il segnale nervoso che
raggiunge il muscolo non è adeguato, per un'innervazione del muscolo
deficitaria, da cui dipende una scarsa nutrizione del muscolo stesso e
la flaccidità che può essere localizzata a un arto o a un gruppo
muscolare se la lesione del nervo è periferica o, comunque, limitata,
oppure può essere generalizzata all'intero corpo o ad un emisoma, nel
caso classico di una lesione centrale da
ictus ischemico o emorragico che colpisce l’area del movimento della
circonvoluzione di Rolando. L’esordio della flaccidità muscolare può
essere acuto, come nei traumi, o cronico, come nella malattia
neurologica. |
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Interventi urgenti
Se la
flaccidità muscolare dipende da un trauma, significa che il trauma ha
lesionato un nervo, per esempio per una frattura della colonna
vertebrale; allora andranno attuate tutte le norme previste per il
trasporto del paziente (cfr
primo soccorso), mentre si controlla che il paziente, per lo meno,
sia in grado di respirare autonomamente. Se c’è
dispnea, o respirazione superficiale, dilatamento delle pinne nasali
e cianosi si somministra ossigeno mediante una cannula nasale o una
maschera, mentre il
rianimatore procederà, se del caso, ad un'intubazione e
ventilazione meccanica. Altre volte la frattura di un arto, per esempio
dell’osso della gamba, supponiamo la tibia o il femore, può aver causato
la lesione del nervo femorale o del popliteo, causando flaccidità.
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Anamnesi ed esame obiettivo
Se il
paziente non è dispnoico, chiedere informazioni sull'insorgenza e la
durata della flaccidità muscolare e su ogni fattore precipitante.
Chiedere informazioni sui sintomi associati, soprattutto ipostenia,
altre variazioni muscolari o perdita di sensibilità o parestesia.
Esaminare
i muscoli affetti per valutare I'atrofia. che indica un problema
cronico. Testare la forza muscolare e controllare i riflessi tendinei
profondi in tutti gli arti (cfr
Lo stroke
Lo stroke- parte2) . In genere si procede velocemente, se è
possibile, invitando il paziente a stringervi la mano, prima con la
destra e poi con la sinistra, poi si fanno sollevare entrambi le
braccia, mentre chiude gli occhi ed attua la manovra del Mingazzini;
questa è positiva se un braccio scende pian piano dalla posizione di
massima estensione, come per planare: vuol dire deficit della forza
muscolare dell’arto interessato.
Cause
mediche
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Sclerosi laterale amiotrofica. La progressiva astenia e paralisi
muscolari sono accompagnate da flaccidità generalizzata. Generalmente
questi effetti iniziano a una mano, si diffondono al braccio, quindi si
sviluppano nell'altra mano e nell'altro braccio. Infine, si diffondono a
tronco, collo, lingua, laringe, faringe e gambe; I'indebolimento
progressivo dei muscoli respiratori porta a un'insufficienza
respiratoria. Altri reperti possono includere crampi muscolari e
fascicolazioni grossolane, aumento dei riflessi tendinei profondi, lieve
spasticità degli arti inferiori,
disfagia, disartria, eccessi di sudorazione e depressione.
-
Lesioni cerebrali. Le lesioni del lobo parietale e frontale
possono causare flaccidità controlaterale, ipostenia o paresi e, infine
spasticità. Altri reperti possono includere aumento dei riflessi
tendinei profondi, segno di Babinski positivo (Significa alterato
riflesso cutaneo plantare, cioè questo si evoca strisciando una punta
smussata lungo il margine laterale della pianta del piede, partendo da
sopra il tallone, e portandola verso la parte supero-interna fino al
primo metatarso. Nell'adulto, in condizioni di normalità, si induce la
flessione plantare delle dita del piede. In presenza di lesioni a carico
del sistema corticospinale, lo stesso stimolo evoca l'estensione dorsale
dell'alluce e l'apertura "a ventaglio" delle altre dita, determinando
quindi l'inversione del riflesso cutaneo plantare. Tale fenomeno si
chiama appunto "segno di Babinski"), perdita della propiocezione,analgesia,
anestesia e termoanestesia.
-
Sindrome cerebellare. La flaccidità o l'ipotonia muscolari generalizzate
sono accompagnate de atassia (è questo un disturbo consistente nella
progressiva perdita della coordinazione muscolare che quindi rende
difficoltoso eseguire i movimenti volontari. Il centro della
coordinazione dei movimenti muscolari è il cervelletto che elabora gli
impulsi portati ai muscoli dal midollo spinale e dai nervi periferici.
L'atassia può quindi essere provocata da problemi sia a livello del
midollo spinale che a livello dei nervi periferici. Il paziente non è
coordinato nel movimento, per esempio alla manovra di Romberg, se deve
cioè rimanere ad occhi chiusi all’impiedi, a talloni uniti, oscilla
pericolosamente)
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Sindrome di Guillain Barrè. Questa patologia causa
flaccidità muscolare. La progressione è generalmenle simmetrica ed
ascendente, spostandosi dal piede alle braccia e ai nervi cranici tra le
24 e le 72 ore dalla comparsa. I reperti associati comprendono perdita
di sensibilità o parestesia, assenza dei riflessi tendinei
profondi e tachicardia, ipertensione fluttuante e ipotensione
ortostatica, sudorazione eccessiva, incontinenza, disfagia, disartria,
rinolalia e diplegia facciale. La debolezza può evolvere verso la totale
paralisi motoria e insufficienza respiratoria.
-
Corea
di Huntington. Oltre alla flaccidità, lo stato mentale progressivo
cambia e i principali segni sono movimenti coreiformi. Altri fattori
comprendono scarso equilibrio, eloquio esitante o esplosivo, disfagia,
respiri alterati
e incontinenza degli sfinteri.
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Malattia muscolare. Ipostenia e flaccidità sono caratteristiche di
miopatie e distrofie muscolari.
-
Traumi
dei nervi periferici. Possono verificarsi flaccidità, paralisi e una
perdita di sensibilità e dei riflessi nella zona innervata
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Neuropatia periferica (cfr
neuropatia diabetica), La flaccidità generalmente si verifica nelle
gambe come risultato della progressiva astenia e paralisi muscolari. Può
anche causare un dolore urente da lieve ad acuto, cute rossa, anidrosi e
perdita della sensibilità vibratoria, parestesia, iperestesia o
anestesia possono interessare le mani ed i piedi. I riflessi tendinei
profondi possono essere ipovalidi o assenti.
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Poliomielite. Il danno alle cellule del corno anteriore nel midollo
spinale e nel tronco cerebrale causano ipostenia flaccida e perdita dei
riflessi.
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Lesione
del midollo spinale. Uno shock spinale può causare acuta flaccidità
muscolare o spasticità sotto il livello della lesione. Anche ì segni e
sintomi associati si verificano sotto il livello della lesione e possono includere
paralisi, assenza dei riflessi tendinei profondi, analgesia,
termoanestesia; perdite della propriocezione e vibrazione, palpazione e
e sensazione di pressione, anidrosi generalmente unilaterale. Possono
anche verificarsi ipotensione, disfunzioni dell'intestino e della
vescica e impotenza o priapismo. Lesioni nella
regione C I fino a C5 possono produrre paralisi respiratoria e una
bradicardia.
Considerazioni particolari
Le cose
da fare sono un continuo esercizio muscolare e movimenti passivi per
preservare la mobilità articolare e per aumentare la circolazione. Il
paziente va seguito, deve cambiare posizione di frequente e giacere su
supporti morbidi o materasso ad aria (materasso antidecubito) allo scopo
di prevenire le lesioni. (cfr
piaghe da decubito,
lesioni cutanee Le
lesioni_cutanee ). Tamponare le prominenze ossee ed altri punti di
pressione e prevenire i danni termici saggiando la temperatura
dell'acqua nella vasca prima che il paziente si immerga. Curare la
flaccidità isolata sostenendo I'arto colpito con un bendaggio o con un
tutore. Preparare il paziente ai test diagnostici, come radiografie
craniche e spinali oppure a una tomografia computerizzata e a
un'elettromiografia per approfondire il quadro.
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