La paralisi

La paralisi: clinica, anamnesi

 

appunti del dott. Claudio Italiano

 

Purtroppo l’evenienza di andare incontro ad una paralisi, cioè alla perdita della funzione motoria volontaria, è un evento per nulla raro, che interessa un gran numero di pazienti  (cfr per es. stroke parte 1  paziente vascolare ) dovuta a gravi lesioni corticali o del fascio piramidale, oppure a lesioni, sempre centrali, ma che interessano il midollo spinale. Si può verificare nelle malattie cerebrovascolari,  nelle malattie  degenerative neuromuscolari (cfr sclerosi laterale amiotrofica), in traumi, tumori o infezioni del sistema nervoso centrale.

La paralisi acuta può essere un segno anche di malattia potenzialmente letale, come la sindrome di Guillain-Barré (cfr anche muscoli flaccidi)  o la SLA (cfr sclerosi laterale amiotrofica).

 

Come si presenta una paralisi?

 

Non sempre la paralisi colpisce per intero l’organismo.

unità motoria: corna posteriori del midollo da cui escono le fibre nervose motorie e vanno al muscolo

Unità motoria: corna posteriori del midollo da cui escono le fibre nervose motorie e vanno al muscolo

Se, per esempio, è dovuta ad un ictus cerebrale, può colpire solo un emilato, cioè una parte del corpo, ovvero la metà di destra, o emisfero dominante, associandosi spesso ad afasia, poiché interessa la porzione sinistra della corteccia motoria ed i centri del linguaggio, oppure la metà sinistra od emisfero non dominante, e può avere un gradiente crescente o decrescente in senso cranio-caudale, cioè colpire di più o di meno il braccio o l’arto inferiore  (gradiente rispettivamente crescente o decrescente).  La paralisi può essere ancora locale e, dunque, ci fa pensare alla lesione di un solo nervo, quindi ad una lesione detta “periferica”, perché si interrompe, per così dire, un solo nervo, che a guisa di un filo elettrico non reca più segnale in periferia a quel particolare muscolo. Ciò può accadere, per esempio, nei traumi o nelle fratture, quando anche i nervi sono lesionati.  La paralisi può essere anche diffusa (vedi il caso dei pazienti con la sclerosi laterale amiotrofica ,)  simmetrica   o asimmetrica- transitoria o permanente, spastica o flaccida (cfr anche andatura). E’ in genere classificata in base a localizzazione e gravità, come paraplegia (paralisi delle gambe a volte transitoria, per esempio nel paziente con esiti di poliomielite, dove possono essere colpite entrambe le gambe o nel paziente con lesione del midollo spinale), tetraplegia (paralisi permanente di braccia, gambe e corpo sotto il livello della lesione spinale, dove sono colpiti tutti e quattro gli arti ) o emiplegia (paralisi unilaterale di gravità e permanenza variabile, come dicevamo più sopra nello stroke (cfr anche ictus segni ). Altre volte si possono avere delle paralisi incomplete, con notevole debolezza (paresi), segno che può precedere la paralisi totale in alcuni pazienti. Oppure delle paralisi del paziente diabetico con neuropatia periferica, es. la paralisi di Bell a frigore, quando il paziente, dopo un infreddamento, vede la sua faccia storta e la bocca girata in un lato, con la rima buccale cioè deviata.

Che fare se c’è una paralisi?

Interventi urgenti in caso di paralisi

Se  la paralisi si è sviluppata improvvisamente, sospeltare traumi o un insulto vascolare acuto. Dopo aver garantito la corretta immobilizzazione della colonna del paziente, determinarne rapidamente il livello di coscienza (LDC) e rilevare i parametri vitali. La pressione sistolica elevata, I'aumento della pressione differenziale e la bradicardia possono indicare un'ipertensione endocranica (IEC). Se possibile, sollevare la testa del paziente di 30 gradi per diminuire  I'IEC. Valutare la funzione respiratoria (cfr emogas)  (cfr dispnea) ed essere preparati a somministrare ossigeno,  inserire un via aerea artificiale o eseguire un'intubazione e una ventilazione meccanica.  Gli altri provvedimenti da attuare in caso di paralisi sono un continuo esercizio muscolare e movimenti passivi da effettuare sugli arti del paziente, per preservare la mobilità articolare e per aumentare la circolazione. Il paziente va seguito, deve cambiare posizione di frequente e giacere su supporti morbidi o materasso ad aria (materasso antidecubito) allo scopo di prevenire le lesioni. (cfr piaghe da decubito, lesioni cutanee  Le lesioni_cutanee ). Tamponare le prominenze ossee ed  altri punti di pressione e prevenire i danni termici saggiando la temperatura dell'acqua nella vasca prima che il paziente si immerga. Curare la  flaccidità isolata sostenendo I'arto colpito con un bendaggio o con un tutore. Preparare il paziente ai test diagnostici, come radiografie craniche e spinali oppure a una tomografia computerizzata e a un'elettromiografia

Anamnesi ed esame obiettivo

Se il paziente non è in pericolo immediato di vita, condizione questa che giustifica manovre di rianimazione, va eseguita una valutazione neurologica completa e dei riflessi tendinei (cfr anche semeiotica dei nervi cranici , paziente con stroke  ), per esempio riscontrando i “segni di lato”, cioè se sussiste una emiparesi o emilato, condizione questa che orienta verso le lesioni centrali (cfr esame del paziente con stroke), inoltre occorre capire lo stato di vigilanza (cfr paziente agitato, confuso, coma ), se è in grado di alimentarsi o se il paziente è disfagico, perché il riflesso della deglutizione è assente, tenendo conto che è sempre controindicato, specie nell’ictus, stante la condizione di edema cerebrale, procedere con alimentazione parenterale, cioè con i liquidi in vena che aggraverebbero lo stato di edema. Infine va controllato se è in grado di parlare o se piuttosto è presente afasia.   Il più delle volte, tuttavia, il paziente non è in grado di collaborare e si presenta obnubilato o soporoso o in stato di coma vigile o profondo; in questi casi è importante raccogliere l’anamnesi patologica prossima e quella remota, chiedendo notizie ai parenti, specie se hanno assistito all’evento.   Occorre chiedere informazioni sull'insorgenza, la durata, I'intensità, I'evoluzione della paralisi e sugli eventi precedenti la sua comparsa. Occorre, infine, pensare anche alle malattie degenerative neurologiche o neuromuscolari, sulle malattie sessualmente trasmesse, come la neurolue (sifilide), al cancro ed ad eventuali metastasi cerebrali, possibili specialmente nel tumore del polmone ( cfr carcinoma a piccole cellule). Ricercare sintomi correlati, come febbre, cefalea, disturbi della vista, disfagia, nausea e vomito, disfunzioni intestinali e vescicali (cfrincontinenza urinaria ed incontinenza fecale), dolore odebolezza muscolare ed affaticamento.

continua 

vedi paralisi: sindromi midollari e cause di

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