Cefalea

PATOGENESI CEFALEA

appunti del dott. Claudio Italiano

Vie del tronco cerebrale che modulano afferenze sensoriali: genesi della cefalea

Patogenesi dell’emicrania

La sensibilità agli stimoli sensoriali caratteristica di questo tipo di disturbo è probabilmente dovuta a una disfunzione dei sistemi di controllo monoaminergici localizzati nel tronco cerebrale e nel talamo. L'attivazione cellulare nel nucleo trigeminale comporta la liberazione di neuropeptidi vasoattivi, in particolare il peptide correlato al gene della calcitonina (calcitonin gene-related peptide, CGRP), a livello delle terminazioni vascolari del nervo trigemino. Recentemente, gli antagonisti del CGRP hanno mostrato di essere in qualche modo efficaci nella terapia dell'emicrania. A livello centrale, i neuroni trigeminali di secondo ordine oltrepassano la linea mediana e si proiettano verso i nuclei ventrobasale e posteriore del talamo, per una ulteriore elaborazione dei segnali. Inoltre, esistono proiezioni verso la sostanza grigia periacqueduttale e l'ipotalamo, da cui sistemi reciproci discendenti esercitano effetti anti-nocicettivi. Altre regioni del tronco cerebrale probabilmente coinvolte nella modulazione discendente del dolore trigeminale sono il locus coeruleus nel ponte e il midollo rostroventromediale. Dati farmacologici e di altro genere evidenziano il coinvolgimento nell'emicrania del neurotrasmettitore 5-idrossitriptamina (5-HT, conosciuta anche come serotonina). Circa 50 anni fa si scoprì che la metisergide era un antagonista di certe azioni periferiche della 5-HT e fu introdotta come primo farmaco capace di prevenire gli attacchi di emicrania. I triptani agiscono stimolando in modo selettivo la sottopopolazione di recettori per la 5-HT; nell'uomo esistono almeno 14 recettori differenti per la 5-HT. I triptani sono potenti agonisti dei recettori per 5-HT1B, 5-HT1D e 5-HT1F e dotati di minore potenza relativamente ai recettori 5-HT1A. Un numero crescente di dati indica che l'efficacia antiemicranica dei triptani è correlata alla capacità di stimolare i recettori 5-HT1B-1D localizzati sia sui vasi sanguigni sia sulle terminazioni nervose.

 

I dati disponibili portano a sostenere anche un ruolo della dopamina nella fisiopatologia di certi sottotipi di emicrania. La maggior parte dei sintomi emicranici può essere indotta da una stimolazione dopaminergica. Inoltre, vi è un'ipersensibilità del recettore della dopamina nell'emicrania, come dimostrato dall'induzione di sbadigli, nausea, vomito, ipotensione e altri sintomi di un attacco di emicrania per mezzo di agonisti dopaminergici a dosi che non influenzane' i soggetti non emicranici. Viceversa, gli antagonisti dei recettori della dopamina sono efficaci agenti terapeutici nelle emicranie, specialmente se somministrati per via parenterale o in concomitanza con altri agenti antiemicranici.

I geni coinvolti nell'emicrania identificati da studi svolti su famiglie in cui si manifestava l'emicrania emiplegica familiare (familial hemipìegic migraine FHM) rivelano un interessamento dei canali ionici, il che indica la presenza di alterazioni nell'eccitabilità della membrana che possono predisporre alla condizione morbosa in questione. Mutazioni riguardanti il gene che codifica per il canale del calcio voltaggio-dipendente di tipo Cav2.l (P/Q) (CACNA1A) sono oggi note come causa di FHM 1. Questa mutazione è responsabile di circa il 50% dei casi di FHM. Mutazioni del gene della Na+ -k+ ATPasi ATP1A2, indicate come FHM 2, sono responsabili di circa il 20% dei casi di FHM. Muta-zioni del gene che codifica il canale del sodio voltaggio-dipendente neuronale (SCN1A) causano la FHM 3. Studi eidologici funzionali hanno indicato che nel-la cefalea primitiva sono probabilmente interessate le regioni del tronco cerebrale nell'emicrania e nella cefalea a grappolo la regione di sostanza grigia dell'ipotalamo posteriore prossima alle cellule del pacemaker circadiano del nucleo soprachiasmatico.

 

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