La polmonite da pneumocyistis carinii

PNEUMOCISTOSI, L'AGENTE DELLA  POLMONITE DEL CANARINO

 

appunti del dott. Claudio Italiano

 

Pneumocystis carinii oggi viene considerato un fungo mentre alcuni autori ritengono possa essere  un protozoo di classificazione ancora non ben accertata, responsabile di polmoniti atipiche in persone immunodepresse e soggetti affetti da AIDS a decorso letale. Il protozoo viene attribuito al Subphylum Sporozoa, anche se allo stato attuale la sua posizione tassonomica non è chiara. Il protozoo si presenta di aspetto ovale, o ameboide, di dimensioni 8-10micron di diametro. In esso si distingue un ammasso di protoplasma ed un nucleo e mostra una fase iniziale, contrassegnata dalla moltiplicazione binaria ed una fase finale sporogonica, ma non sono state riscontrate forme sessuate. Vive negli spazi alveolari dei polmoni di mammiferi (roditori, cani, gattl, pecore, uomo), ove si riproduce per divisione binaria. Il trofozoita diventa sempre più globoso ed in seguito si trasforma in precisti e quindi cisti che contengono 8 nuclei. Al termine di tale maturazione sporogònica, esso viene avvolto in una membrana cistica gramnegativa. Esso non sembra a tutt'oggi coltivabile in vitro e si comporta come un parassita extracellulare.

 

Pneumocystis carinii

EPIDEMIOLOGIA

 

L’epidemiologia delle affezioni da pneumocystis carinii conferma che la malattia della quale è sorgente d'infezione I'uomo ammalato o portatore, riconosce una circolazione a carattere aerodiffuso. Infatti il protozoo viene trasmesso attraverso le goccioline di Flugge, e,una volta pervenuto ai polmoni, vi si localizza, producendo una reazione di tipo essudàtivo. L'infezione deve esistere come inapparente alla stregua di numerose altre malattie infettive. Infatti, sottoponendo a trattamento cortisonico o antibiotico giovani animali di laboratorio (ratti, ad esempio), si può provocare la proliferazione del parassita negli alveoli polmonari. Tale dimostrazione è in diretto rapporto con il riconoscimento di Pneumocystis carinii in soggetti sottoposti a terapia massiva di farmaci antitumorali, antibiotici, soggetti con leucemie ed emopatie gravi, oltre che nei pazienti con AIDS conclamato.  La malattia perciò si riscontra nei bambini e nei defedati, nelle persone con linfomi maligni, perché si tratta in ogni caso di una infezione da parassita opportunistica.

 

Sintomi, segni e diagnosi

 

La patologia si presenta nella maggior parte dei pazienti presenta con febbre, dispnea e una tosse secca, non produttiva, che può evolvere in forma subacuta nel corso di diverse settimane o decorrere acutamente nel giro di alcuni giorni.La rx del torace mostra, di solito, infiltrati periilari bilaterali diffusi, ma il 20-30% dei pazienti ha reperti rx normali. L'emogasanalisi arteriosa mostra scarsa capacità dell’organismo di captare ossigeno (ipossiemia) con un incremento del gradiente alveolo-arterioso di O2 e le prove di funzionalità respiratoria mostrano un'alterata capacità di diffusione.

Diagnosi.

 

Si avvale del bronco aspirato, cioè della tecnica del “BAL”, dunque prelevando del liquido direttamente attraverso la tracheoscopia o il puntato polmonare e si procede alla colorazione del materiale prelevato ed alla osservazione diretta alla microscopia, con la colorazione di Gram Giemsa, Gomori. Si devono osservare i protozoi come cisti ad 8 nuclei.

Profilassi.

Occorre isolare i soggetti infetti in appositi box dell’ospedale e trattare l’aria con appositi disinfettanti.

La terapia

Si avvale di misure generali che prevedono la somministrazione di pirimetamina a 25 mg/die per cicli di 12-15 giorni o di trimetoprim per almeno 10 giorni. Il paziente affetto da AIDS deve effettuare una terapia con trimetoprim come profilassi.

 

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