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appunti del dott. Claudio Italiano cfr
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a) promuovere le normali funzionali gastrointestinali b) favorisce la protezione contro agenti patogeni esterni c) ha effetti benefici sul metabolismo sistemico. I batteri commensali endogeni svolgono, inoltre, un ruolo decisivo nel formare e mantenere l'omeostasi gastrointestinale. Questa caratteristica si osserva sia nell'individuo adulto che nel bambino durante tutto il periodo dello sviluppo. Molti studi hanno valutato le interazioni tra batteri ed epitello intestinale non riuscendo però a chiarirle del tutto. Tra i costituenti dell'epitelio intestinale i lattobacilli vengono spesso utilizzati come probiotici, cioè come microrganismi che, se ingeriti, possono avere effetti benefici sulla salute umana. Le funzioni svolte dal problotici (batteri appartenenti ai generi appartenenti ai generi Lactobacì1us, Bifidobacterium ed Enterococcus,) sono molteplici:
Questa particolare peculiarità della flora intestinale ed in particolare dei cosiddetti microrganismi probiotici è importante dal punto di vista terapeutico poiché è in grado di modulare le risposte immunitarie poiché ha effetto immunomodulante specifico. Tale azione si espleta attraverso un legame tra le loro proteine di superficie (SLPs) delle cellule batteriche dei probiotici e i recettori glicoproteici o glicolipidici presenti sulla superficie degli enterociti. Ciò determina la sintesi di diverse citochine e modulare la risposta immunitaria. I problotici sono inoltre in grado di stabilizzare la microfiora intestinale dopo episodi infettivi e/o antibioticoterapia nel bambino.
In
particolare, cellule presentanti l'antigene (APCs) come monociti,
macrofagi e cellule dendritiche (DCs), sono deputate al processing di
patogeni e alla presentazione della loro struttura, antigenica alle
cellule T, stimolando cosi la risposta immune acquisita. Inoltre,
monociti e macrofagi eliminano i microrganismi patogeni sia direttamente
attraverso la fagocìtosi, sia indirettamente attraverso la produzione
di citochine pro-infiammatorie. In quest'ottica, le citochine più
importanti sono rappresentate da alcune interleuchine (IL-4, IL-6,
IL-10, IL-12), Interferone-7 (IFN-y) e Fattore di Necrosi Tumorale-alfa
(TNF-(alfa). L'induzione di alcune citochine, e la loro prevalenza
rispetto ad altre, assume notevole importanza per il mantenimento
dell'omeostasi immunitaria: un aumento di IL4 ed una diminuzione di
IL-12 e di TNF-alfa induce,
per esempio, la riduzione dei cloni linfocitari con fenotipo Th l ed un
aumento dei linfociti Th2, una condizione fondamentale per ridurre il
processo infiammatorio. Infine, studi più recenti hanno dimostrato che l'impiego di probiotici può aumentare la risposta anticorpale alla vaccinazione influenzale o ridurre la durata e la sintomatologia degli episodi influenzali, sia nell'adulto che nel bambino, e che queste attività sono correlate direttamente o indirettamente all'azione immunostimolante dei probiotici utilizzati, soprattutto grazie all'azione sull'attività Natural Killer (NK)'.
. L'interleuchina-6 è una proteina multifunzionale che riveste un ruolo importante nella rìsposta infiammatoria acuta, nell'emopoiesi e nella risposta immunitaria, in particolare la IL6 stimola la proliferazione dei linfociti B e, quindi, la secrezione di immunoglobuline. Il suo ruolo nell'infiammazione, che si esprime attraverso l'effetto inibitorio esercitato su TNF(alfa), IL-1 e sull'attivazione di IL-10, è importante soprattutto nella cronicizzazione dell'infiammazione, in quanto media il passaggio dallo stadio acuto a quello cronico",`. Insieme al TNF-(alfa) e alla IL4 la IL-6 forma la triade infiammatoria. Negli esperimenti effettuati si evidenzia un suo incremento sia dopo 24 ore che dopo 6 giorni di stimolazione. L'IFN-7
è un potente immunoregolatore della risposta cellulo-mediata. La sua
azione si esplica nell'attivazione della presentazione dell'antigene da
parte dei macrofagi, nell'aumento dell'attività lisosomiale dei
macrofagi stessi, nell'incremento dell'attività delle cellule NK,
nell'attivazione delle APC e nel promuovere la differenziazione dei
linfociti T natve verso la sottopopolazione Thi. Oltre ad avere una
spiccata azione immunoregolatoria, I'IFN-7 possiede attività
anti-virale aspecifica, inclusa quella verso i virus respiratori e
contro vari patogeni intracellulari",". I benefici osservati in
studi clinici nel quali la somministrazione long term di probiotici ha
ridotto l'impatto della malattia influenzale, in termini di contagio e
durata, sono probabilmente da attribuire per la maggior parte
all'induzione di questa citochina, le cui concentrazioni erano in questo
studio più che triplicate rispetto al basale dopo stimolazione con
probiotici. Il TNF-a è la prima citochina ad essere rilasciata in seguito ad infezioni virali e batteriche, soprattutto da Gram-, ed è coinvolta nel processi di infiammazione locale, nell'attivazìone di cellule endoteliali, nel meccanismo di insorgenza della febbre e nell'induzione di proteme della fase acuta (APP)". Dagli esperimenti effettuati si osserva un incremento statisticamente significativo nella produzione di TNF-(xalfa) dopo 24 ore, con una riduzione sensibile dopo 6 giorni di coltura. |
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