|
|
Le
fasi dei programma riabilitativo cardiovascolare 2
appunti del dott.Claudio
Italiano
vedi anche
l'indice
di cardiologia
Related
links: Cardiologia New!
Apparato Circolatorio: cuore e arterie
New!
Il paziente con ritenzione di liquidi, edematoso, perchè?
New!
Il paziente con scompenso: come valutare, il BNP
Il
dolore al torace: attento! New:
dimmi se perdi proteine nelle urine e ti dirò se ti viene l'infarto.
Mew!
Stress ed infarto: mai innervosirsi!
Il
dolore al torace: l'angina instabile
New!!Il
dolore al torace che non risponde alle cure, perchè?
NEW!
come ti ascolto il cuore! La
stenosi della valvola aortica: che fare? La
prevenzione del rischio cardiovascolare!
La
prevenzione del rischio cardiovascolare, la cura con le statine ed i
fibrati! La
prevenzione del rischio cardiovascolare:la placca ateromasica e la
stenosi delle coronarie La
cardiopatia ipertrofica, il cuore ingrossato ed il dolore al petto
Il
cuore polmonare Il
cuore polmonare: aspetti di fisiopatologia
Il
cuore polmonare: le patologie che sottendono un cuore polmonare
Il
cuore polmonare: diagnosi e cura
Lo
scompenso cardiaco Speciale
scompenso cardiaco, segni e diagnosi, parte prima
|
Cfr anche:
Programma
riabilitativo cardiovascolare 1
Programma
riabilitativo cardiovascolare 2
La mobilizzazione deve tenere conto della frequenza
cardiaca e della pressione arteriosa in ortostatismo, dopo 5 minuti di
riscaldamento prevalentemente con stretching muscolare. Si farà,
quindi, camminare il paziente spesso assistendolo, mantenendo la
frequenza cardiaca a 20 battiti al minuto al di sopra di quella di base
e una intensità di sforzo percepito al di sotto di 14.Si comincia con 5-10 minuti di marcia al giorno e
poi la durata dell'esercizio può essere aumentata gradualmente fino a
30 minuti al giorno. Durante questa progressione, sarà possibile
osservare la tolleranza dei paziente allo sforzo in un ambiente
monitorato e sotto supervisione.
Per quanto riguarda la programmazione successiva
delle attività dei paziente, i protocolli differiscono e, in genere,
quelli americani tendono ad essere più rapidi, con mobilizzazione
completa in una settimana ai massimo. I protocolli proposti per gli
ospedali italiani (ANMCO-SIC) sono i
seguenti:
a)
mobilizzazione rapida in pazienti non complicati
b)
mobilizzazione intermedia in pazienti con complicanze
|
mobilizzazione
rapida in pazienti non complicati
|
|
Tempo
|
Mobilizzazione
|
Mobilizzazione
|
|
0 - 24 ore
|
Decubito supino
|
|
|
2-3 gg
|
Liberi movimenti nel letto
Ginnastica respiratoria,
semiseduto sul letto
|
Toilette parziale (mani, denti, viso) Mangia
da solo
Lettura con appoggio
|
|
3-4 gg
|
Ginnastica attiva semiseduta
Poltrona 15’-20’
x due/die
|
Uso della comoda
|
|
4-5 gg
|
Giro intorno ai letto
Mantenimento posizione eretta
Poltrona x 30-60'(x2/die)
|
Toilette al lavabo
|
|
5-6 gg
|
Giro in camera
Poltrona ad libitum
|
Mangia seduto al tavolo
Accompagnato ai servizi
|
|
6-7 gg
|
Libero in camera
|
Avvisa quando accede ai servizi
|
|
7-8 gg
|
libero in reparto
|
Accesso libero ai servizi
|
|
.
|
|
.
|
|
.
|
|
Altri links correlati:
Speciale
scompenso cardiaco, trattamento, parte seconda
Un
dolore toracico particolare: embolia polmonare!
Un
dolore al petto di ferragosto,dopo una mangiata!!
La
cura dell'infarto miocardico New!
Terapia con anticoagulanti orali
sincope
Le
manovre di Rianimazione L'ipertensione
arteriosa Speciale
ipertensione, quando, come e perchè curare
Un
nuovo farmaco per la pressione, quando, come e perchè si e perchè no.
Le
complicanze nel paziente con ipertensione arteriosa
L'ipertensione
arteriosa: la cura farmacologica
Nuova
cura dell'ipertensione oggi 2010
L'arteriopatia
obliterante cronica ostruttiva
L'arteriopatia
obliterante cronica: la cura New!
L'arteriopatia obliterante cronica: Angioplastica Percutanea
Un'arteriografia
del tripode celiaco del dott. Ilario Carella
Le
vene varicose infarto
del miocardio Edema
polmonare acuto cardiogeno Il
trapianto di cuore, quando, come e perchè
Le
pericarditi Le
endocarditi, terapia e profilassi
aritmie
Le
aritmie da causa extracardiaca Il
pacemaker, cos'è e a che serve?
La
fibrillazione atriale, una aritmia stupida e pericolosa. Che fare?
Quando trattare? elettrocardiogramma
elettrocardiogramma2
elettrocardiogramma
ed onde T di ischemia Infarto
ed elettrocardiogramma Deviazione
dell'asse elettrico del cuore: che significa?
|
Naturalmente, la mobilizzazione precoce va sempre
effettuata sotto supervisione e con misurazioni di pressione arteriosa e
frequenza cardiaca, al fine di controllare se si sia generata qualche
risposta eccessiva allo sforzo, che indica la necessità di una
sospensione della progressione dei programma e una valutazione delle
cause.
Quando il paziente viene dimesso dall'ospedale, si
compilerà un programma di dimissione in cui, oltre al programma di
training fisico, si dovrà sottolineare l'aspetto di prevenzione
secondaria attraverso una modifica dei fattori di rischio e dello stile
di vita. Gli standard prevedono l'uso di farmaci, la cessazione dei
fumo, il trattamento di un'eventuale iperlipidemia e il trattamento di
un eventuale sovrappeso. Non vanno sottovalutati i fattori psicologici
per una quanto possibile accurata gestione dello stress, che, tra
l'altro, può condizionare negativamente la compliance alle prescrizioni
relative alle modifiche di stile di vita. Infine, si controlla lo stato
medico generale del paziente per accertarsi che la guarigione continui a
progredire nel senso giusto e ci si assicura che il paziente stia man
mano riacquistando salute e forza.
|
Mobilizzazione
intermedia in pazienti con complicanze
|
|
Tempo
|
Mobilizzazione
|
Altre attività
|
|
0-48 ore
|
Decubito supino
|
|
|
3 giorno
|
Movimenti passivi e/o attivi assistiti ai 4
arti, ginnastica respiratoria semiseduto sul letto
|
Toilette parziale (mani, denti, viso) Mangia
da solo
|
|
4 giorno
|
Ginnastica respiratoria, (anche arti
superiori) Ginnastica attiva assistita
|
lettura con appoggio
|
|
5 giorno
|
Seduto sul bordo del letto 15’-20’ (x 2/die)
|
Possibilità uso della comoda
|
|
6 giorno
|
Poltrona 20'-30' (x 2/die)
Mantenimento postura
Ginnastica attiva semiseduto
|
Toilette al lavabo trasportato
|
|
7 giorno
|
Poltrona 30'-60' (x 2/die)
Giro intorno al letto
|
Accesso sorvegliato ai servizi
|
|
8 giorno
|
Poltrona ad libitum
Giri in camera accompagnato
|
Mangia al tavolo
|
|
9 giorno
|
libero in camera
|
Avvisa quando accede ai servizi
|
|
10 giorno
|
Libero in reparto
|
Accesso libero ai servizi
|
Risposte cardíovascolarí di allarme alla
mobilizzazione precoce
FC > 20 bpm o Pas > 20 rnmHg rispetto
al basale
FC < 20 bpm o Pas < 15 mmHg rispetto
al basale
Si raggiunge FC > 120 bpm
Si raggiunge Pas > 180 mmHg
Angina,
dispnea, eccessivo affaticamento
Segni di diminuita perfusione periferica Aritmie
Fase post-dimissione II
A. Attività fisica sotto supervisione
Convalescenza a caso
Il paziente è tornato a caso dall'ospedale e ha
davanti a sé la prospettiva di une convalescenza durante la quale dovrà
riacquistare sempre più salute e forza. Si effettuerà un'attività
fisica sotto supervisione durante la convalescenza: si tratta di una
fase intermedia che viene da alcuni denominata "Fase 1,5" In
genere, in questo' periodo ancora delicato ì parenti dei paziente
vengono attivamente coinvolti. Verrà effettuato un esercizio fisico di
basso livello il cui scopo è di istruire il paziente a reinserirsi in
uno stile di vita attivo e soddisfacente. Non va dimenticata la
riduzione dei fattori di rischio, che si deve sempre associare al
programma di trainig.
Training fisico
ambulatoriale
Dopo 2-6 settimane di convalescenza a casa, il
paziente può cominciare la vera fase di mantenimento della
riabilitazione. I pazienti che cominciano questa fase sono quelli
dimessi dall'ospedale e che hanno completato circa 2-6 settimane di
convalescenza a casa. Il programma di training viene formulato tenendo
conto delle esigenze individuali dei paziente e le sedute vengono
organizzate, di solito, tre volte alla settimana presso il centro di
riabilitazione. Si deve fornire al paziente una costante supervisione
medica che includa la registrazione dell'elettrocardiogramma e la
presenza di un infermiere specializzato. Oltre al programma di training,
non bisogna dimenticare tutta una serie di consigli e di istruzioni
forniti al paziente circa il trattamento dello stress, l'abolizione del
fumo, la dieta e la perdita di peso. La durata di questa fase è di
circa 3-6 mesi. In questa fase ambulatoriale verranno adoperati
determinati protocolli di esercizio, il cui scopo è di alienare il
paziente mantenendolo sotto supervisione clinica e elettrocardiografica.
Il programma va adattato al paziente secondo vari
elementi, fra cui i più rilevanti sono rappresentati da età, sesso,
patologie associate, situazione muscolo-scheletrica, motivazione e
gradimento dell'attività fisica e, ultimi, ma di importanza cardinale,
il risultato dei test ergometrico e la stratificazione di rischio
finale.
·
In generale si organizzano le sedute da ogni giorno a tre
volte alla settimana: le sedute giornaliere sono necessarie nei pazienti
anziani e in quelli che necessitano di una progressione molto graduale
dello sforzo. Si alterneranno sedute di ginnastica a corpo libero e
sedute di training alla "cyclette" o ai treadmill;
·
In base alla tolleranza allo sforzo e al grado di
decondizionamento attuale dei paziente, si deciderà l'intensità dello
sforzo. Non è necessario portare il paziente ai livelli che egli
avverte come sgradevoli (e demotivanti!), in quanto la capacità
funzionale migliora in maniera analoga con periodi brevi di intensità
alta e con periodi lunghi di intensità bassa. Comunque è da tenere
sempre presente il principio che l'allenamento si ottiene quando
l'esercizio viene portato quasi al limite della soglia anaerobica:
- Esercizio di bassa intensità= < 40% V02 max
- Esercizio di moderata intensità = - 60% V02 max
Non potendo misurare direttamente il V02 max si
utilizzerà la FC massima raggiunta al test ergometrico e ci si atterrà
a due possibili criteri
- Percentuale della FC max
- Formula di Karvonen
Nel primo caso si manterrà la frequenza cardiaca
nell'intervallo fra il 50% e l'80% della FC max nel secondo caso si
otterrà l'intervallo di FC alienante tenendo conto della FC basale. I
due metodi sono stati già precedentemente illustrati nella sezione sul
Test Ergometrico in Riabilitazione Cardiaca.
Il paziente va coinvolto nella valutazione della
soglia raggiunta, sia insegnandogli a percepire il polso e contare la FC,
sia utilizzando una scala di percezione dell'intensità di sforzo, come
la scala di Borg già precedentemente riportata (vedere sezione su Test
ergometrico).
·
In generale la seduta comincia con la fase di
riscaldamento, composta da esercizi a corpo libero dolci,
prevalentemente di stretching muscolare, a cui segue il training, sotto
forma di esercizio continuo, detto anche di resistenza (endurance) o a
carattere intermittente (interval training). Quest'ultimo tipo di
allenamento eseguibile sia a corpo libero sia con attrezzi, alterna
periodi di lavoro (ad intensità prestabilita) con assenza di lavoro o
lavoro minimale, ed è molto utile:
·
nei pazienti anginosi
·
nei pazienti decondizionati
·
nei pazienti anziani
·
nei pazienti con disfunzione contrattile dei ventricolo
sinistro.
Il training continuo assicura il migliore recupero
della capacità funzionale e
si riflette classicamente al cicloergometro ed al tradmill.
Programma riabilitativo cardiovascolare 2
vedi anche
l'indice
di cardiologia
|
|