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Angioplastica percutanca transluminale (PTA) appunti del dott. Claudio Italiano
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Nei pazienti in cui il restringimento dei vasi arteriosi presenti le caratteristiche di stenosi breve (<5 cm), concentrica, in un vaso medio-grande, è indicato il trattamento percutaneo di angioplastica transluminale (PTA).
Indicazioni alla PTA
Uno studio prospettivo sui risultati di questa strategia ha dimostrato una diagnosi in accordo con l’angiografia nel 94% dei casi sia nell’identificazione che nella caratterizzazione delle lesioni. I falsi negativi erano meno del 2% mentre i falsi positivi incidevano per il 7.5%. Ugualmente è stato reso possibile dall’eco-Doppler pianificare la scelta dell’approccio percutaneo da utilizzare nel singolo caso. L’esame arteriografico o in prospettiva l’angiografia con risonanza magnetica, è ancor oggi considerato indispensabile ogni qualvolta esista l’indicazione terapeutica alla rivascolarizzazione, sia essa chirurgica o con PTA, in ragione della sua indiscussa superiorità nella precisa diagnosi morfologica delle ostruzioni arteriose, meritandosi la definizione di gold standard. L’esame arteriografico quindi non può e non deve essere riservato ai soli casi di malattia allo stadio più avanzato, quando frequentemente l’unico trattamento praticabile è l’amputazione. Analogamente, l’abitudine di ricorrere a periodici controlli Doppler in pazienti sicuramente sintomatici e nei quali sarebbe indicata la rivascolarizzazione, senza mai chiedere un esame arteriografico, non trova e non può trovare alcuna giustificazione.
Tecnica della PTA
Altre tecniche quali l’applicazione di stent, l’uso di aterotomi ablatori miniaturizzati, la fibrinolisi farmacologica loco-regionale e la tromboaspirazione transcatetere, sono occasionalmente utilizzate in combinazione con la PTA in casi selezionati. L’angioplastica, praticabile oggi fino al 70% dei pazienti con AOP, non è solo una possibile alternativa alla chirurgia con risultati paragonabili a quest’ultima, ma anche l’unico provvedimento terapeutico di rivascolarizzazione attuabile in molte di quelle condizioni nelle quali il trattamento chirurgico non può essere applicato a causa dell’estensione e gravità delle localizzazioni arteriosclerotiche ostruttive, come avviene ad esempio nel diabetico. Da 35 anni la tecnica è in vigore. Purtroppo, nonostante i 35 anni di applicazione del trattamento di angioplastica nelle arterie periferiche, persistono ancora oggi scarsa conoscenza e pregiudizi circa il suo ruolo e le sue possibilità applicative. Un esempio è rappresentato dalla recidiva dell’ostruzione dopo PTA. Quando è tecnicamente eseguibile, la PTA deve essere considerata la terapia di scelta perché presenta un basso rischio di complicazioni e quasi mai preclude la possibilità di eseguire un intervento di chirurgia vascolare. Caratteristica della PTA è la sua minore invasività rispetto alla chirurgia. In particolare in quei pazienti che hanno anche una malattia delle arterie coronarie o con problemi cerebrovascolari, i rischi relativi alla chirurgia vascolare possono essere evitati con la giudiziosa applicazione della tecnica di angioplastica percutanea. I vantaggi della PTA sulla chirurgia, sono rappresentati dalla minore morbilità e mortalità, dal non necessario ricorso all’anestesia generale, dalla ridotta degenza ospedaliera e in generale da una bassa traumaticità della procedura. A ciò si può aggiungere il raro ricorso a trasfusioni di sangue, comuni in chirurgia vascolare, e l’assenza di complicanze quali l’impotenza, che incide invece nel bypass aorto-bifemorale fino al 25% dei soggetti maschi operati. Quanto affermato rimane valido anche se alla PTA si aggiungono i possibili rischi dell’arteriografia, che presenta una mortalità < 0.025%, ed un tasso di complicazioni, generalmente di scarsa entità, più che accettabile
Quando non è indicato il semplice intervento di PTA.
Le condizioni ostruttive nelle quali l’indicazione chirurgica è quasi sempre preferibile all’angioplastica periferica.
L’evoluzione tecnologica dell’angioplastica, tuttavia, con l’avvento delle nuove tecniche quali la trombolisi farmacologica regionale, l’impianto di endoprotesi vascolari (stent) e l’aterectomia percutanea hanno esteso il campo di applicazione ad una grande varietà di situazioni che vanno dalle occlusioni totali in arterie iliache o femorali fino alle stenosi dei segmenti più periferici delle arterie tibiali. Queste situazioni corrispondono ad un’ampia varietà di quadri clinici che vanno dalla claudicatio fino a condizioni di ischemia critica acuta o cronica degli arti inferiori.
Esempio di modello di consenso informato per il paziente
Nel rapporto tra medico e paziente si ritiene necessario ed eticamente corretto un ruolo consapevole e attivo di quest'ultimo in relazione al trattamento e agli esami diagnostici ai quali volontariamente si sottopone. Per questa ragione con il presente documento Lei viene informato, ed il medico che glielo sottopone e contemporaneamente lo illustra, Le fornirà ogni più ampia e chiara informazione necessaria alla sua comprensione e si accerterà che Lei abbia bene compreso quanto viene qui di seguito sottoposto alla Sua attenzione e alla finale sottoscrizione. E’ importante che Lei ritenga le spiegazioni fornite esaurienti e chiare ed in particolare abbia bene presente quanto Le viene proposto per ottenere un trattamento terapeutico appropriato. Di seguito pertanto Le verranno indicati i benefici in relazione a quanto Le verrà praticato, i possibili rischi e le eventuali alternative, così da consentirLe una volontaria e conseguentemente consapevole decisione in merito. Per questo Le viene fornita anche per iscritto un"informazione quanto più dettagliata e completa possibile, per rendere comprensibile ed esauriente la esposizione. Se lo ritiene necessario non abbia alcun timore nel richiedere tutte le ulteriori informazioni che crede utili al fine di risolvere eventuali dubbi o chiarire alcuni aspetti di quanto esposto che non ha pienamente compreso. La invitiamo pertanto, prima di prestare il Suo consenso scritto, firmando il presente modulo, a chiarire con il medico, che glielo sottopone, ogni aspetto che non Le appare sufficientemente comprensibile.
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