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appunti del
dott.
Claudio Italiano
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Anatomia patologica.
Quando la ragade non è posteriore si deve sempre pensare a qualcos’altro, alla possibilità che non sia idiopatica ma piuttosto espressione di una colite ulcerosa o di un morbo di Crohn o di una neoplasia. Gli autori francesi distinguono vari stadi nella ragade:
La ragade è costantemente orientata secondo l'asse verticale del canale anale nella porzione cutanea tra le valvole anali e I'orifizio. Corrisponde al quindi al 3° o 4° inferiore dello sfintere interno. Inizialmente è separata dallo sfintere da uno strato sottile di muscolo longitudinale ma poi si approfondisce in quest'ultimo rendendone visibili nel suo fondo le fibre circolari. La ragade, in linea di massima, non è in rapporto con lo sfintere esterno. La ragade presenta una marisca sentinella, cioè una plica cutanea al di sotto dell’angolo inferiore della ragade. E’ dovuta a linfostasi. Altro aspetto è l’indurimento fibroso dei margini della ragade stessa che possono farsi sotto minati. La ragade può evolvere in ascesso perianale basso e quindi aprendosi all’esterni produrre fistole perianali. Istologicamente il fondo della ragade è costituito da tessuto di granulazione con fibre e terminazioni nervose al di sotto dell’ulcera, quindi è presente tessuto connettivo ed infiltrato infiammatorio e capillari neoformati.
Il gastroenterologo deve porre attenzione a non confondere lesioni da malattie infiammatorie per ragadi anali; per esempio il colorito violaceo e l’edema della lesione suggeriscono il morbo di Crohn. Così pure la tubercolosi, la sifilide, la leucoplachia, la leucemia, un carcinoma squamoso dell’ano ed il morbo di Paget possono presentarsi come una ragade.
Ispezione e diagnostica. La manovra di ispezione della ragade è preceduta dalla lubrificazione della regione anale con gel abbondante, iniziando a premere dolcemente sui quattro punti cardinali dell’ano, per finire sulla linea mediana posteriormente. Si procede, quindi, con anestetico e si cerca di passare con una pinza per divaricare e studiare macroscopicamente la lesione. Con la rettoscopia si studieranno le altre eventuali lesioni presenti, per esempio le proctiti da retto colite ulcerosa e conla manometria si potrà rilevare un ipertono dello sfintere analem con pressioni di 100-150 mmHg contro valori di 55+ 9
Terapia. La cura è difficile, si avvale del trattamento della stipsi e nella dieta ricca di scorie. Le pomate hanno poco senso. Si possono utilizzare la xilocaina al 2%, infiltrata nello sfintere interno, per ridurre lo spasmo dello sfintere. Quindi si procede con il metodo della dilatazione anale, raccomandato da Gabriel al St Mark’s Hospital di Londra, prima di praticare interventi chirurgici di sfinterotomia. Quando tali metodi falliscono, l'intervento chirurgico diventa la terapia di scelta. Nella ragade acuta si attua la sfinterotomia interna che consiste nel sezionare in maniera modulata la parte inferiore delle fibre del muscolo sfintere anale interno. Può essere usata anche una sfinterotomia radiale mediante un palloncino che gradualmente e in sedazione viene gonfiato nel canale anale. Nella ragade cronica si preferisce l’intervento la fissurectomia, cioè la pulizia della ragade con l’asportazione dei margini della ferita e la pulizia chirurgica del fondo della piaga e la sfinterotomia interna è indicata solo nella presenza di ipertono che deve essere confermato e valutato con una preliminare manometria ano-rettale. Questi tipi di trattamenti possono essere eseguiti in Day Hospital non prevedono dolore post-operatorio e la guarigione completa si ottiene in 4, 6 settimane. Si procede con escissione dello sfintere anale interno e della zona ulcerata, con una tecnica di escissione a losanga o triangolare. Si tratta, ovviamente, di interventi che vanno affidati a mani di proctologi esperti.
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