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RINITE ALLERGICA
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appunti del
dott. Claudio Italiano
Pneumologia
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Novità: il paziente con ipertensione polmonare, la sintomatologia
Novità: il paziente con ipertensione polmonare, la diagnostica
Novità: il paziente con ipertensione polmonare, la terapia
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L'evacuazione del liquido pleurico
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brocopolmoniti)
Esempi di Radiografia standard del torace
toracentesi e lastre
Esempi di Radiografia standard del torace:
tumori e versamenti imponenti
Un caso di pneumotorace, le lastre
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La
diagnosi di rinite allergica stagionale dipende in larga misura
dall'accuratezza con cui viene condotta l'anamnesi riguardo alla
frequenza di episodi rinitici in coincidenza con i periodi di
impollinazione delle graminacee, delle erbe o degli alberi incriminati.
Il carattere continuo della rinite allergica perenne da contaminanti
domestici o presenti nel luogo di lavoro rende difficile una corretta
analisi anamnestica; può sussistere. tuttavia, una certa variabilità nei
sintomi che può essere messa in relazione con l'esposizione ad animali,
ad allergeni degli acari della polvere domestica, di insetti o presenti
nel luogo di lavoro (per es., il lattice). I pazienti affetti da rinite
perenne sviluppano generalmente la sintomatologia nel corso della vita
adulta: la malattia colpisce più frequentemente il sesso femminile e si
complica con poliposi nasale e ispessimento delle membrane dei seni
paranasali, evidenti all'indagine radiologica. Il termine rinite
vasomotoria designa una condizione di aumentata reattività a livello del
nasofaringe, in cui un insieme di sintomi simili a quelli della rinite
allergica perenne si manifestano in seguito a uno stimolo non specifico;
in questa condizione non è dimostrabile una base allergica. Altre
possibilità che devono essere considerate nella diagnosi differenziale
sono le anomalie strutturali del nasofaringe, la rinite da esposizione
ad agenti irritanti, le infezioni delle vie respiratorie superiori, la
gravidanza con problemi di edema della mucosa nasale e l'uso prolungato
per via topica, sotto forma di gocce nasali, di farmaci (a-adrenergici
(rinite da farmaci), nonché l'uso di particolari sostanze terapeutiche
come la reserpina, gli antagonisti β-adrenergici o gli estrogeni. I
polipi nasali possono essere presenti indipendentemente da una
ostruzione del setto nasale su base allergica. specialmente in pazienti
con sensibilità ai farmaci antinfiammatori non steroidei e in caso di
rinosinusite o asma bronchiale.
Le
secrezioni nasali dei soggetti allergici sono ricche di eosinofili e una
caratteristica piuttosto frequente è l’eosinofilia periferica che si
accentua in corrispondenza delle esacerbazioni cliniche della malattia.
La presenza di una neutrofilia locale o sistemica depone per
un'infezione. Le IgE sieriche totali sono spesso elevate, ma per la
diagnosi eziologica è fondamentale la dimostrazione di IgE specifiche. 1
test per via epicutanea (scratch o prick-test) con gli allergeni
sospetti rappresentano un approccio rapido e attendibile per
identificare le 1gE allergene specifiche che hanno sensibilizzato i
mastociti cutanei. Un ulteriore test intradermico può essere eseguito in
un secondo momento se emergono sospetti diagnostici in base ai dati
anamnestici e i test epicutanei sono risultati negativi; tuttavia, esso
è meno attendibile a causa del fatto che con questa metodica anche
individui asintomatici possono mostrare reattività alla dose-test. I
test epicutanei con allergeni alimentari sono oggetto di controversia,
ma sembrano avere un valore predittivo per l'assenza di IgE specifiche;
risultati falsi positivi possono essere attribuiti all'istamina
contenuta nel preparato allergenico, mentre falsi negativi possono
essere causati dalla denaturazione degli epitopi rilevanti. Una
stimolazione in doppio cieco con somministrazione di placebo può essere
utile per documentare un'allergia alimentare, ma questa procedura
comporta il rischio di una reazione anafilattica. Una dieta di
eliminazione è più sicura, ma più fastidiosa e meno precisa. L' allergia
alimentare è raramente causa significativa di rinite allergica.
Le
nuove metodologie per misurare le IgE totali, compresi i test
immunoenzimatici (ELISA) che impiegano anticorpi anti IgE in fase solida
o legati a particelle paramagnetiche in fase liquida, forniscono una
determinazione rapida ed efficiente. Per il trattamento dei pazienti
sono più importanti le titolazioni delle IgE specifiche presenti nel
siero, che si eseguono cimentando il siero con un allergene in fase
solida e determinando successivamente la quantità delle 1gE adsorbite
con anticorpi antiIgE radiomarcati. 1 risultati di questa tecnica
(radioallergosorbent technique, RAST) si correlano in modo soddisfacente
con i risultati del test cutaneo, metodica che è dipendente dalla
funzione dei mastociti in vivo, nonché con quelli del test di rilascio
dell'istamina dai leucociti del sangue periferico in vitro, che è
dipendente dai basofili. Rispetto al test cutaneo, il RAST è meno
sensibile, il che causa dubbi nella valutazione dei pazienti con
anamnesi ambigua. Tuttavia, i test sierologici possiedono un'alta
specificità, con risultati falsi positivi meno rilevanti rispetto ai
falsi negativi. Inoltre, i test ELISA basati su tecniche
spettrofotometriche o di fluorescenza hanno sostituito i test
radioimmunologici e i nuovi traccianti chemioluminescenti forniscono
un'ulteriore possibilità di dosare anche minime quantità di IgE
allergene-specifiche.
Profilassi Il più efficiente strumento per il controllo delle malattie
allergiche consiste nell'evitare l'esposizione all'allergene o agli
allergeni incriminati; può rendersi necessario l'allontanamento di
animali domestici dalla casa per evitarne la forfora, l'utilizzo di
condizionatori d'aria o di apparecchi di filtrazione dell'aria per
ridurre al minimo la concentrazione dei pollini, l'uso di sostanze
chimiche per eliminare la forfora degli insetti, un'attenta
conservazione degli alimenti, il trasferimento in zone climatiche
durante i periodi critici dell'impollinazione o persino uj vero e
proprio trasferimento di domicilio per eliminare un problema di spore
delle muffe. Il controllo degli acari della polvere può essere ottenuto
anche utilizzando materiale sintetico per isolare materassi, guanciali e
trapunte, eliminando tappeti e tende e avendo cura di diminuire il tasso
di umidità degli ambienti.
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TERAPIA
La terapia farmacologica rappresenta l'approccio usuale in caso
di rinite allergica stagionale o persistente. 1 farmaci antistaminici
anti-H, sono efficaci nel ridurre il senso di prurito a livello del nasofaringe, gli starnuti, la rinorrea e le manifestazioni oculari,
quali il prurito, la lacrimazione e l'iperemia congiuntivale; questi
agenti, tuttavia, hanno una scarsa efficacia sulla congestione nasale.
Gli antistaminici di prima generazione hanno un effetto sedativo e la
loro azione anticolinergica (muscarinica) determina alterazioni del
visus, ritenzione urinaria e, talvolta, l'insorgenza di aritmie. Grazie
alla minore lipofilia degli antistaminici anti-H1 più recenti, la
capacità di farmaci come la terfenadina o l'astemizolo di superare la
barriera ematoencefalica è ridotta, per cui gli effetti sedativi
anticolinergici divengono trascurabili.
Gli antistaminici anti-H 1 privi di azione sedativa, come la terfenadina
o l'astemizolo, possono provocare aritmie ventricolari talvolta mortali
se somministrati contemporaneamente ad antibiotici macrolidi come
l'eritromicina o la claritromicina, oppure ad antimicotici ad ampio
spettro della famiglia del chetoconazolo, che inibiscono il metabolismo
degli antistaminici anti-H1; pertanto, questo tipo di
associazione farmacologica deve essere evitata. Inoltre, gli
antistaminici anti-H1, non sedativi, non devono essere somministrati a
pazienti con concomitanti patologie che alterano il metabolismo epatico
o predispongono ad aritmie. I farmaci adrenergici, come la fenilefrina
o Foximetazolina, sono generalmente impiegati per via topica per
alleviare l'ostruzione e la congestione nasale; la loro efficacia è
comunque limitata, in quanto la rinite tende a recidivare alla
sospensione del farmaco; inoltre, possono causare insonnia, irritabilità
e ipertensione, che tuttavia sono più frequenti se il farmaco viene
assunto per via orale. Ciò nonostante, i farmaci adrenergici per via
orale sono utili in quanto potenziano l’efficacia degli antistaminici
nel controllo della congestione nasale e possono, inoltre, diminuirne
l'effetto sedativo. Il disodiocromoglicato, somministrato per spray
nasale, è praticamente privo di effetti collaterali e rappresenta
l'unico rimedio a carattere profilattico; pertanto, esso viene usato per
attenuare sporadiche attivazioni dei mastociti nasali da parte di
allergeni. Questo farmaco, per essere efficace, deve essere
somministrato in modo continuo durante l'esposizione agli allergeni
stagionali, in genere 4 volte al giorno o subito prima di un'occasionale
esposizione ad allergeni (per es., prima del contatto con animali).
L’efficacia clinica del disodiocromoglicato è pressoché equivalente a
quella degli antistaminici privi di azione sedativa. Gli steroidi
somministrabili per via nasale sono i farmaci più potenti attualmente
disponibili per controllare la rinite stagionale e perenne e, spesso,
anche la rinite vasomotoria. Gli effetti collaterali sono minimi,
specialmente se paragonati a quelli provocati dalla stessa classe di
farmaci somministrati per via orale. L: effetto collaterale più
frequente è dato da irritazione locale della mucosa, a livello della
quale, seppur raramente, può sovrapporsi un'infezione da Candida. Il
rapporto attività locale/attività sistemica del flunisolide e del
budesonide è molto più elevato rispetto al beclometasone o al
triamcinolone, con un minimo assorbimento sistemico. Durante la stagione
dei pollini la terapia con corticosteroidi topici è di gran lunga più
efficace di quella con soli antistaminici, soprattutto quando vi sia
un'elevata esposizione ai pollini. Pertanto, se il paziente non trae un
adeguato beneficio dal dosaggio pieno di un antistaminico anti-H1 di
ultima generazione, associato a dosi di mantenimento di
disodiocromoglicato e all'impiego di un agente α1-adrenergico, deve
essere preferito l'utilizzo di corticosteroidi topici ad alta efficacia.
Per il trattamento dei sintomi sistemici, come la congiuntivite
allergica, la terapia può essere locale o si può aggiungere un
antistaminico per via orale.
L'immunoterapia, spesso denominata iposensibì1izzazione, consiste in una
serie di iniezioni sottocutanee a concentrazioni gradualmente crescenti
dell'allergene o degli allergeni che si considerano responsabili in modo
specifico dello scatenamento dei sintomi. Studi controllati in una
popolazione di soggetti in trattamento per rinite allergica sostenuta da
allergia all'ambrosia, alle graminacee e agli acari della polvere hanno
dimostrato un miglioramento almeno parziale dei sintomi e dei segni. La
durata dell'immunoterapia và dai 3 ai 5 anni e si può interrompere se si
hanno manifestazioni minime per due stagioni consecutive. I benefici
clinici sembrano essere correlati alla somministrazione di alte dosi di
allergene a cadenza settimanale o bisettimanale. 1 pazienti, dopo la
somministrazione dell'allergene, devono rimanere in osservazione per
almeno 20 minuti perché si possa prestare soccorso in caso di eventuale
anafilassi. Le reazioni locali come l'eritema e l'indurimento del sito
di iniezione non sono infrequenti e possono persistere per 1-3 giorni.
Un’immunoterapia è controindicata nei pazienti con gravi malattie
cardiovascolari o con asma instabile; inoltre, dovrebbe essere usata con
particolare cautela in tutti i pazienti in trattamento con β-bloccanti,
a causa della difficoltà di trattare una reazione anafilattica. Le
caratteristiche immunologiche della risposta consistono in un modesto
innalzamento degli anticorpi di classe IgE specifiche nelle prime fasi
del trattamento, seguito da una fase di plateau cui segue una fase di
progressiva diminuzione delle IgE specifiche con diminuzione anche del
rilascio di istamina da parte dei leucociti basofili del sangue
periferico stimolati con una concentrazione fissa di allergene. Gli
anticorpi di classe IgG potrebbero ridurre in misura significativa o
neutralizzare la quantità di allergene disponibile per l'interazione con
i mastociti fissutali; tuttavia, il meccanismo più importante sembra
essere legato alla sintesi di IgE specifiche. Nessuno dei singoli
parametri di risposta all'immunoterapia si correla in modo soddisfacente
con la valutazione dell'efficacia clinica; il miglioramento, quindi, è
dovuto probabilmente a una complessa serie di eventi che includono
verosimilmente la riduzione delle citochine da parte delle cellule T.
L'immunoterapia dovrebbe essere riservata soltanto alle forme stagionali
chiaramente documentate o alle riniti perenni, causate clinicamente
dall'esposizione a un allergene noto. La natura dell'allergene
scatenante deve essere confermata dal riscontro di 1gE allergene-
specifiche. Inoltre, deve essere documentato che i sintomi dei pazienti
sono scarsamente controllabili con i tentativi di allontanamento dagli
allergeni e con terapia farmacologica per inefficacia dei farmaci o per
i loro effetti collaterali. Un algoritmo per il trattamento della rinite
perenne o allergica basato sulla specifica identificazione
dell'allergene e su fasi successive volte a controllare i sintomi
dovrebbe includere i seguenti punti: 1) identificazione dell'allergene o
degli allergeni patogeni con esame anamnestico e conferma della presenza
delle 1gE allergene- specifiche attraverso test cutanei c/o test
sierologici; 2) diminuzione dell'esposizione all'allergene; 3) per i
sintomi lievi, trattamento profilattico con somministrazione di
disodiocromoglicato o con una singola dose di clorfeniramina prima di
coricarsi; se tale farmaco si associa a effetti collaterali
significativi, si può sostituire con astemizolo o con terfenadina, in
assenza di controindic azioni dovute a concomitanti terapie o malattie;
4) per i sintomi più spiccati, utilizzazione per via topica di
beclometasone, che può essere sostituito con budesonide o flunisonide
secondo necessità fino al controllo dei sintomi; 5) trattamento
immunoterapico nelle forme refrattarie al trattamento farmacologico e
all'allontanamento dall'allergene.
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