--> La rivascolarizzazione degli arti inferiore

La rivascolarizzazione degli arti inferiore  3

appunti del dott. Claudio Italiano                               vedi anche l'indice argomenti di cardiologia

 Related links: Cardiologia New! Apparato Circolatorio: cuore e arterie  New! Il paziente con ritenzione di liquidi, edematoso, perchè?  New! Il paziente con scompenso: come valutare, il BNP Il dolore al torace: attento! New: dimmi se perdi proteine nelle urine e ti dirò se ti viene l'infarto.  Mew! Stress ed infarto: mai innervosirsi!  Il dolore al torace: l'angina instabile  New!!Il dolore al torace che non risponde alle cure, perchè?  NEW! come ti ascolto il cuore!  La stenosi della valvola aortica: che fare? La prevenzione del rischio cardiovascolare!  La prevenzione del rischio cardiovascolare, la cura con le statine ed i fibrati!  La prevenzione del rischio cardiovascolare:la placca ateromasica e la stenosi delle coronarie  La cardiopatia ipertrofica, il cuore ingrossato ed il dolore al petto  Il cuore polmonare  Il cuore polmonare: aspetti di fisiopatologia  Il cuore polmonare: le patologie che sottendono un cuore polmonare   Il cuore polmonare: diagnosi e cura   Lo scompenso cardiaco   Speciale scompenso cardiaco, segni e diagnosi, parte prima   Speciale scompenso cardiaco, trattamento, parte seconda   Un dolore toracico particolare: embolia polmonare!   Un dolore al petto di ferragosto,dopo una mangiata!!   La cura dell'infarto miocardico  

  La rivascolarizzazione arti inferiori 1

La rivascolarizzazione arti inferiori 2

La rivascolarizzazione arti inferiori 3

applicazione by passPatologia aterosclerotica nota a livello di arterie coronarie. carotidi o renali

 Quando si rende necessario un bypass prossimale, i bypass aorto-fernorali sono preferiti ai bypass aorto-iliaci poiché l'arteria iliaca esterna è spesso gravemente malata. In pazienti con una malattia iliaca monolaterale, un bypass aorto-iliaco o aorto-femorale monolaterale potrebbe essere eseguito attraverso un approccio retroperitoneale di modo da evitare la morbilità legata all'approccio transaddominale. L'approccio più comune alla malattia iliaca monolaterale, in ogni caso, è il bypass fernoro-fernorale con una pervietà prevista a 5 anni del 71 %. Ci sono molteplici alternative per migliorare l'efflusso nei pazienti con claudicatio. L' arteria femorale superficiale e l'arteria poplitea prossimale sono le sedi più frequenti di stenosi od occlusione in pazienti con claudicatio intermittens. Il bypass più frequentemente eseguito per il trattamento della claudicatio è il bypass arteria femorale-arteria poplitea. Quasi tutti gli studi che hanno confrontato le vene con tubi protesici per la ricostruzione delle arterie degli arti inferiori hanno confermato la superiorità delle vene. Solo raramente si dovrebbe fare ricorso a bypass con tubi protesici per il trattamento di una claudicatio intermittente di lieve entità a causa dell'aumento del rischio di amputazione connesso con il fallimento di tali innesti. L'ischernia critica di un arto comporta un processo acuto o cronico che, se non trattato, potrebbe rendere necesaria un'amputazione. Sono necessari un pronto riconoscimento dei segni della perdita imminente di un arto e un rapido avvio della terapia. 

 Questi pazienti spesso si presentano con dolore a riposo, ulcere inguaribili e/o gangrena. Sebbene i soggetti con claudicatio siano spesso gestiti in maniera conservativa o non chirurgica," i pazienti con ischemia critica di un arto vengono considerati per un eventuale intervento. Se il paziente è deambulante e ha un rischio operatorio ragionevole (in funzione di fattori cardiaci, polmonari e renali), viene proposta una procedura di rivascolarizzazione. Prima di optare per un intervento chirurgico, occorre eseguire l'arteriografia, che rimane il metodo decisivo per definire l'esatto livello dell'occlusione arteriosa e l'anatomia vascolare. Per quanto riguarda i soggetti con una malattia sia dell'afflusso sia dell'efflusso con ischemia critica di un arto, le lesioni che compromettono l'afflusso dovrebbero essere prese in considerazione per prime. Se i sintomi persistono, è legittimato un intervento a carico delle lesioni che compromettono l'efflusso.    

Procedure operative per il miglioramento dell'afflusso vascolare

 

PROCEDURA

 

MORTALITA' LEGATA ALL’INTERVENTO

PERVIETA

A 5 ANNI  %  

Bypass aorto-bifemorale

Bypass aorto-iliaco o aorto-        femorale

Endoarterectomia iliaca

Bypass femoro-femorale 

Bypass axillo-fernorale-femorale 

Bypass axillo-femoro-femorale

3

1-2

 

0.5

6

6

5

88

90

 

85

71

65

60

Altri links di cardiologia:  New! Terapia con anticoagulanti orali   sincope   Le manovre di Rianimazione    L'ipertensione arteriosa   Speciale ipertensione, quando, come e perchè curare   Un nuovo farmaco per la pressione, quando, come e perchè si e perchè no.   Le complicanze nel paziente con ipertensione arteriosa   L'ipertensione arteriosa: la cura farmacologica   Nuova cura dell'ipertensione oggi 2010   L'arteriopatia obliterante cronica ostruttiva   L'arteriopatia obliterante cronica: la cura   New! L'arteriopatia obliterante cronica: Angioplastica Percutanea   Un'arteriografia del tripode celiaco del dott. Ilario Carella   Le vene varicose   infarto del miocardio   Edema polmonare acuto cardiogeno   Il trapianto di cuore, quando, come e perchè   Le pericarditi  Le endocarditi, terapia e profilassi   aritmie   Le aritmie da causa extracardiaca   Il pacemaker, cos'è e a che serve?   La fibrillazione atriale, una aritmia stupida e pericolosa. Che fare? Quando trattare?   elettrocardiogramma   elettrocardiogramma2   elettrocardiogramma ed onde T di ischemia   Infarto ed elettrocardiogramma   Deviazione dell'asse elettrico del cuore: che significa?

.
.
.

 Procedure operative per il miglioramento dell'efflusso vascolare  

Procedura  

Mortalita'intervento

Pervietà a 5 anni

Vena femoro-polplitea sopra il ginocchio  

1-6

80

Protesi femoro-popliteo sopra il ginocchio  

1-6

75

Vena femoro-popliteo sotto il ginocchio  

1-6

66

Protesi femoro-popliteo sotto il ginocchio  

1-6

56

Vena femoro-tibiale  

1-6

74-80

Protesi femoro-tibiale

1-6

25

Bypass sequenziale composito  

0-4

28-40

Bypass femoro-tibiale cieco  

2-3

64-67 a 2 anni

Profundoplastica  

0-3

50 a 3 anni

 Anche in presenza di infezioni, ulcere ischemiche o ulcere gangrenose, si dovrebbe prendere in considerazione un intervento a carico delle lesioni che compromettono l'efflusso allo scopo di bypassare tutte le principali stenosi e occlusioni. Anche se in genere si preferisce la vena grande safena come condotto per realizzare il bypass, esistono numerose altre altemative. Quando non è disponibile una vena grande safena adeguata, le possibili altemative sono rappresentate da bypass protesici, graft venosi con le vene del braccio e la vena piccola safena, bypass compositi sequenziali che utilizzino una vena attaccata a un innesto protesíco, l'utilizzo di un patch venoso anastomotico, graft venosi con le vene ombelicali, arterializzazione distale venosa e allograft con vene erioconservate. Attualmente, viene puntata l'attenzione sul riconoscimento dei graft in via di deterioramento prima che essi si occludano. La rivalutazione periodica (3-6 mesi) dovrebbe focalizzarsi su ogni sintomo ricorrente o segno oggettivo di deterioramento del graft. Tali segni comprendono una diminuzione del 15% dell'indice cavigliabraccio. Importanti segni ecografici di deterioramento del graft sono una diminuzione della velocità del flusso sistolico di picco a meno di 45 cm/s nel graft più un'aumentata velocità sistolica di picco attraverso un'area stenotica (due o tre volte la normale velocità a livello del graft). Il trattamento basato sull'utilizzo di cateteri in pazienti con un'ischemia acuta degli arti di durata inferiore a 14 giomi è stato utilizzato con successo per ricanalizzare arterie che si sono occluse acutamente.  Una metanalisi sul confronto fra lisi e chirurgia, che considerava trial randornizzati e report di casi clinici, ha concluso che la lisi migliora il recupero dell'arto a 30 giorni e a 6-12 mesi e riduce la mortalità rispetto alla chirurgia.` Infine, i pazienti che presentano una necrosi importante delle porzioni del piede sottoposte a carico (in pazienti deambulanti), una contrattura in flessione non correggibile, una paresi delle estremità, un dolore ischemico refrattario a riposo, una sepsi o un'aspettativa di vita molto limitata a causa di comorbilità, dovrebbero essere considerati per un'amputazione primaria della gamba.

index

      vedi anche l'indice argomenti di cardiologia