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Sclerosi sistemica (SSc), quale cura possibile oggi?
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cfr prima
Anche
la nostra U.O.C. di Medicina interna presso l'Ospedale Barone Romeo in
Patti, si occupa della cura di pazienti affetti da sclerodermia, che
effettuano, in particolare, terapia cortisoniche e con iloprost. Vediamo
di che si tratta e quando e come trattare questi pazienti.
Per la
sclerosi sistemica, come per ogni malattia cronica, l'approccio
terapeutico al paziente deve mirare a:
a)
aumentare la sopravvivenza
b)
rallentare la malattia (deterioramento
della cute e degli organi interessati )
La
SSc è una tra le più gravi malattie del tessuto connettivo,
caratterizzata da una grande variabilità dell'espressività clinica e del
quadro prognostico che è determinato dall'estensione e dalla
progressione dell'impegno viscerale; questa stessa variabilità è
presente nel singolo individuo, con gradi diversi di alterazioni
vascolari e/o fibrotiche nei singoli organi.
Terapia della SSc, obiettivi: Trattamento di
fondo
Prevenzione della fibrosi e l’interessamento
dei singoli organi.
·
Immunosoppressori e immunomodulanti per
sfiammare gli organi
·
farmaci vasoattivi, per proteggere
l’endotelio e vasodilatare il microcircolo
·
farmaci inibitori della fibrosi, per
bloccare la sintesi e deposizione di collagene
·
Plasmaferesi, eliminare gli anticorpi e
le citochine dal plasma
·
Fotoferesi
La
sclerosi sistemica deve oggi essere considerata una malattia curabile
grazie allo sviluppo di farmaci "patogenetici" quali i prostanoidi e i
bloccanti recettoriali dell'endotelina e all'applicazione tempestiva di
terapie immunosoppressive efficaci.
Farmaci impiegati
Prostanoidi di sintesi
La
somministrazione per via endovenosa dei prostanoidi di sintesi,
iloprost ed epoprostenolo, ha rappresentato agli inizi degli
anni '90, una tappa importante nella terapia della sclerosi sistemica.
Sono infatti numerosi gli studi che dimostrano l'efficacia dei
prostanoidi di sintesi di controllare, nei pazienti sclerodermici, il
fenomeno di Raynaud (cfr
sclerodermia) (Iloprost) e l'evoluzione e la prognosi
dell'ipertensione polmonare; questi studi insieme ad alcuni dati che
sembrerebbero dimostrare l'efficacia di iloprost nel ridurre la fibrosi
cutanea, suggeriscono che la terapia con prostanoidi non è solo una
terapia sintomatica ma rappresenta piuttosto una terapia "patogenetica"
di fondo, in grado di modificare la storia naturale della malattia. Una
recente metanalisi condotta su 5 studi in doppio cieco controllati
contro placebo, ha dimostrato l'efficacia clinica dell'Iloprost
somministrato a breve termine per via endovenosa sul fenomeno di Raynaud
confermando, come dimostrato da Rademaker e collaboratori che l'effetto
del farmaco perdura per 6-8 settimane dopo un singolo ciclo di infusione
(2 ng/kg/min per 6-8 h/die per 3-6 giorni).
L'efficacia dell'iloprost nel fenomeno di Raynaud
sclerodermico, spiegato come aumento del numero di capillari, attività
antiaggregante e vasodilatazione, si manifesta come: aumento della
temperatura cutanea diminuzione della
frequenza e della gravità del fenomeno di Raynaud riduzione delle
ulcere ischemiche e prevenzione di nuove ulcere, sarebbe spiegata da
un aumento dei valori medi di densità capillare a un mese di
sospensione di un trattamento di 5 gg con infusione di iloprost
(2ng/kg/min per 6h/die per 5 gg consecutivi) . Il farmaco è in grado
di modulare la produzione di citochine fibrogenetiche da parte di
linfociti T umani stimolati in vitro con fitoemagglutinina, ma anche
l'espressione di molecole d'adesione sulle cellule endoteliali,
riducendone l'interazione con le cellule immunocompetenti.
Immunosoppressori e immunomodulanti
L’impiego di
steroidi (prednisone), in ccili terapeutici di breve durata ed a
dosaggio < 30 mg/die per os è attivo sulla flogosi. La ciclosporina: 3.5
mg/kg/die per os per 48 settimane, è attiva sulla fibrosi cutanea Chlorambucil dosato
a 0. 1 mg/kg/die per os per 3 anni ha un’efficacia discutibile Il Methotrexate,
dosato a 15-25 mg/settimana per os ha un’efficacia non significativa Gli anticorpi
monoclonali CAMPATH-1H c.v. sono in fase di studio Trapianto di midollo
autologo è in fase di studio L’impiego di
Collagene di tipo 1 dosato a 0.5 mg/die per os è in fase di studio
Vasoattivi
I farmaci Calcio-
antagonisti (nifedipina, diltiazem, nicardipina) determinano
vasodilatazione Gli ACE-inibitori (enalapril,
captopril) ed i sartanisono attivi sulla crisi renale sclerodermica
ma poco efficaci nel fenomeno di Raynaud; I prostanoidi (iloprost)
determinano protezione e immunomodulazione sulle cellule
dell’endotelio, vasodilatazione protezione endotelio dai danni
mediati dalle specie reattive dell'02 Antiossidanti (probucolo
ed N-acetilcisteina) protezione endotelio dai danni mediati dalle
specie reattive dell'02 Antiaggreganti
piastrinici Inibitori del reuptake della serotonina causano
inibizione dell'aggregazione piastrinica riducono l'aggregazione
piastrinica e riducono il vasospasmo; Anticoagulanti orali
(warfarina) son indicati nell’ipertensione polmonare e nelle ulcere
refrattarie alla terapia
Inibitori della fibrosi Colchicina :
interferenza con produzione di procollagene e deposizione nella
matrici N-acetilcisteina (
inibisce formazione di ponti S=S e inibisce migrazione fibroblasti
D-penicillamina:
750-1000 mg/die per os, inibisce il cross-linking del collageno
extracellulare IFN-760-150 meg 3 vv/settimana
s.c., inibisce sintesi. di collageno nei fibroblasti Relaxina infusione
continua s.c., induzione di collagenasi e rimodellamento tissutale
Tuttavia gli studi indicano la riduzione della
fibrosi cutanea osservata in molti pazienti trattati con iloprost,
effetto che emerge chiaramente negli studi che hanno analizzato
l'efficacia clinica della somministrazion e ciclica a lungo termine di
iloprost nei pazienti sclerodermici. Viceversa la nifedipina non è in
grado di ridurre significativamente i parametri di funzionalità
polmonare e la fibrosi cutanea.
TERAPIA SPECIFICA PER GLI ORGANI IN CORSO DI SSc
Per il Polmone
sclerodermico è indicata la Ciclofosfamide in boli mensili (8-20
mg/kg) + steroidi a basse dosi
Nell’ipertensione
polmonare si usano i calcio- antagonisti (nifedipina e diltiazem);
gli Anticoagulanti (eparina e warfarina), l’eprostenolo in pompa a
2-8 ng/kg/min con catetere venoso centrale o l’iloprost dosato a
0.5-2 ng/kg/min in pompa; il bosentan a 125 mg bid, come antagonista
dei recettori dellìendotelina.
Apparato digerente:
pro cinetici come il domperidone 20 mg/die per os; inibitori della
pompa protonica ed antibiotici in caso di diarrea e fatti
putrefattivi, dismicrobici.
Rene : ace-inibitori
come il captopril ed iloprost a 0.5-2 ng/kg min.
Cuore ace inibitori
per ridurre il vasospasmo coronarico.
Cute:
calcio-antagonisti e colchicina e D-penicillamina a 750-1000 mg/die
per os
Apparato vascolare:
calcio antagonisti, per esempio la nifedipina e 30-80 mg/die per os,
altri vasodilatatori come gli ace-inibitori ed i sartani, i
simpaticolitici come la ketanserina e la fluoxetina per os ela
prazosina. Iloprost, pentossifillina a 400-1200 mg/die per os,
antiaggreganti piastrinici come l’acido acetilsalicilico ed il
dipiridamolo, anticoagulanti come l’eparina e la warfarina.
Effetti collaterali.
Nonostante i DRG siano contro i pazienti
sclerodermici (!) è opportuno ricoverare queste persone, anche per via
degli effetti collaterali che le terapie determinano.
Su 100 pazientil’83% avrà
nausea e
vomito e dolore alla muscolatura masticatoria (69% dei casi); meno
frequentemente si sono avuti
diarrea, brividi, ipotensione,
aritmie; in nessun caso è stato necessario interrompere l'infusione. Per esempio l’impiego dell’ottimo iloprost determina
anche notevoli effetti collaterali: rash al volto, cefalea, ipotensione,
nausea e vomito; possono comparire dolori addominali, diarrea e, meno
frequentemente, crampi muscolari, parestesie, astenia, febbre, brividi,
confusione mentale, sedazione, agitazione, ipertensione arteriosa,
aritmie; possono comparire flebiti in sede di infusione e allergie. Si
sono verificati casi isolati di
dispnea e
crisi asmatiche, di
edema polmonare e di insufficienza cardiaca acuta in pazienti
anziani con arteriosclerosi avanzata. L'iloprost può causare anche
angina pectoris, specialmente in soggetti con cardiopatia coronaria
(la somministrazione di 125 mg di aminofillina per via endovenosa può
risolvere il quadro).
Bosentan
Il Bosentan è un antagonista non selettivo dei
recettori dell'endotelina, recentemente introdotto nella terapia
dell'ipertensione polmonare primitiva e di quella secondaria a
connettivite, farmaco che è stato sviluppato alla luce delle conoscenze
sul ruolo patogenetico dell'endotelina nella vasocostrizione e nel
rimodellamento del circolo arteriolare. Il bosentan, somministrato per
os per 16 settimane, al dosaggio di 250 o 125 mg bid, era in grado di
migliorare la resistenza allo sforzo dei pazienti in maniera
significativa rispetto al placebo, come pure di migliorare
significativamente l'indice cardiaco e diminuire le resistenze
polmonari. Rispetto al dosaggio di 250 mg x 2/die, il dosaggio inferiore
ha mostrato la stessa efficacia clinica e un minor numero di effetti
collaterali, soprattutto in termini di epatotossicità; un aumento
significativo delle transaminasi si è verificato nel 14% dei pazienti
trattati con bosentan, con una frequenza circa doppia nei pazienti che
in terapia con 250 ing x 2/die rispetto a quelli trattati con dosaggio
inferiore Il Bosentan ha ricevuto anche in Europa l'approvazione per la
terapia dei pazienti sclerodermici con ipertensione polmonare isolata in
classe NYIIA III o IV e, per la sua modalità di somministrazione,
rappresenta attualmente la prima scelta terapeutica in questi pazienti,
rimanendo come seconda scelta la terapia con epoprostenolo in infusione
continua per via i.v. (o alternativamente il treprostinil in infusione
continua s.c.) e ricorrendo alla terapia con iloprost per via inalatorià
solo in terza battuta, vista l'oggettiva complessità di quest'ultima
modalità di somministrazione.
Corticosteroidi ad alte dosi
Nella sclerosi sistemica i cortisonici, a dosaggi
variabili in relazione alla entità della manifestazione clinica, sono
tradizionalmente destinati al trattamento di miositi, artriti
refrattarie, sierositi, alveolite o della dermopatia in stato precoce
edematoso. Il loro uso è però controverso, dal momento che il loro
impiego sembra essere associato allo sviluppo di crisi renale
selerodermica
Ciclofosfamide
Non vi sono, in assenza di trial controllati
prospettici, evidenze conclusive sull'efficacia della ciclofosfarnide
nel bloccare la progressione della fibrosi polmonare in corso di
sclerosi sistemica. E’ però comunemente accettato che la ciclofosfamide
per os o in bolo per via endovenosa, in associazione o meno ai
corticosteroidi, debba rappresentare la scelta terapeutica primaria nei
pazienti sclerodermici con alveolite fibrosante in fase di attività .
Immunosoppressori ad alta dose e trapianto di cellule
staminali
Il trapianto di cellule staminali autologhe
rappresenta un’alternativa terapeutica per la sclerosi sistemica ancora
in via di sperimentazione. 1 dati disponibili in letteratura sono
esigui.
Nuovi possibili approcci terapeutici. Con l'affinarsi delle conoscenze sui meccanismi
cellulari e molecolari alla base della sclerosi sistemica, si va
delineando la possibilità di ricorrere ad agenti terapeutici sempre più
selettivi, in grado di inibire i fattori pro-fibrotici importanti nella
patogenesi della malattia. Sono in corso studi volti a valutare
l'utilizzo in associazione di diversi anti-citochine, come anti TGF-beta
+ anti CTGF. Un cenno a parte merita l'interferone (IFN-gamma), potente
inibitore della sintesi di collagene in vitro, ma responsabile di molti
altri effetti (attivazione dei macrofagi; aumento dell'espressione di
antigeni di classe Il su endotelio e fibroblasti, di molecole d'adesione
intracellulare sulle cellule endoteliali, di recettori dell’IL 2.
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