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Shighellosi.
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possono essere assunti in automedicazione! E' solo il vostro medico
curante l'unica persona in grado di scegliere la cura ed il trattamento
corretto in caso di diarree infettive. La responsabilità della cura è
di sua pertinenza.
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DEFINIZIONE.
Si
parla di shighellosi facendo riferimento ad un’infezione batterica
acuta dovuta al genere Shighella, che dà luogo a coliti che colpiscono
prevalentemente il retto sigma. Alcuni autori preferiscono parlare di
“dissenteria bacillare”, poiché la malattia si caratterizza per
febbre, dolore addominale e tenesmo, inteso come dolore anale con
sensazione di urgenza alla defecazione. Oltre 14.000 casi sono stati
riportati negli Stati Uniti nel 1996 con una distribuzione di specie di
S. sonnei nel 73% dei casi, S.
flexneri 19%, S. boydii 2% e S. dissenteriae 1%. La maggior parte dei
casi colpiva bambini piccoli, donne
in gravidanza, residenti appartenenti a minoranze a basso reddito; una
notevole proporzione si verificava tra i gruppi residenti in cliniche
per malattie mentali o in asili nido. Una grossa epidemia, verificatasi
in Tennessee nel 1987, colpì più di 1.000 persone accampate in
condizioni insalubri durante un raduno di massa o nei rifugiati rwandesi
EZIOLOGIA.
Le
shighelle sono bacilli gram negativi che appartengono alla famiglia
delle enterobacteriaceae e delle quali se ne conoscono 4 specie:
Ogni specie si suddivide
in sierotipi che sono designati da un numero arabo. Per esempio il
bacillo di Shiga è detto S. dissenteriae 1 e causa epidemie mortali.
I
sierotipi sono determinati dalla catena laterale del polisaccaride O, un
costituente del lipopolisaccaride (endotossina) presente nella parete
cellulare. L'endotossina è rilevabile nel sangue dei pazienti
gravemente malati e può essere responsabile della complicazione della
sindrome uremico-emolitica. Per essere virulente, le
shigelle
devono essere in grado di invadere le cellule epiteliali, come
verificato in laboratorio nella cheratocongiuntivite dei suini della
guinea (test di Sereney) o nell'invasione delle cellule HeLa (cellule
così definite dal nome di una donna, Helena Lambert, morta di cancro
dell’utero più di cento anni fa). L'invasione batterica delle cellule
è geneticamente regolata da tre regioni
cromosomiche e da un plasmide di 140 megadalton. La tossina Shiga è
prodotta da S. dysenteriae I e in minor quantità da altri sierotipi.
Essa inibisce la sintesi proteica e ha un'attività enterotossica nei
modelli animali, ma il suo ruolo nella malattia umana è incerto.
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PATOGENESI
La
shigellosi viene trasmessa per via oro-fecale. Condizioni di vita di
sovraffollamento, bassi standard di igiene personale, insufficienza
d'acqua e impianti di fognature inadeguati contribuiscono ad aumentare
il rischio di iniezione. La trasmissione avviene spesso per contatto
diretto da persona a persona attraverso mani contaminate. Durante la
malattia clinica e fino a 6 settimane dopo la guarigione i microrganismi
vengono escreti con le feci. Benché siano sensibili all'essiccamento, i
microrganismi possono sopravvivere diversi mesi nel cibo o nell'acqua. i
quali sono occasionalmente veicoli di trasmissione.
I
bambini tra 1 e 4 anni presentano il rischio maggiore di sviluppare la
shigellosi. I residenti in istituti di custodia, come le case per
bambini ritardati, sono quelli a più alto rischio. Quando il caso
iniziale si è verificato in un bambino in età prescolare. Ne consegue
spesso la diffusione intrafamiliare. Nei giovani adulti I'incidenza è
più alta tra le donne che tra gli uomini il
che probabilmente riflette un contatto maggiore delle donne con i
bambini.
La
popolazione omosessuale maschile degli Stati Uniti è a rischio
aumentato di shigellosi, che è una delle cause della "gay bowel
syndrome". L'uomo
e i primati maggiori sono gli unici serbatoi naturali conosciuti della
shigellosi. La trasmissione mostra andamenti che variano a seconda della
stagione nelle diverse regioni. Negli Stati Uniti il picco di incidenza
è verso la fine dell'estate e gli inizi delI'autunno. Poiché
i microrganismi sono relativamente resistenti all'acido, le shigelle
passano la barriera gastrica più facilmente rispetto ad altri patogeni
enterici. In studi su volontari, appena 200 bacilli ingeriti danno
regolarmente inizio alla malattia nel 25% degli adulti sani.
Questo
contrasta sorprendentemente con il più alto numero di bacilli tifoidi o
colerici necessari per produrre la malattia in individui normali.
Durante il periodo d'incubazione (di solito di 12-72 ore), i
microrganismi attraversano I'intestino tenue, penetrano nelle cellule
epiteliali del colon e si moltiplicano in sede intracellulare. Segue una
risposta infiammatoria acuta nella mucosa del colon, accompagnata da
sintomi prodromici. Le cellule epiteliali che contengono batteri vengono
lisate, dando
luogo a ulcerazioni superficiali e liberazione delle shigelle nelle
feci. La mucosa è friabile e coperta da uno strato di leucociti
polimorfonucleati. Campioni bioptici mostrano ulcere e ascessi criptici.
Inizialmente I'infiammazione è confinata al rettosigma, ma dopo circa 4
giorni di malattia può avanzare e coinvolgere il colon prossimale
qualche volta anche I'ileo terminale; può svilupparsi una colite di
tipo pseudo membranoso. I livelli dl citochine proinfiammatorie sono
alti nelle feci e nel plasma e si correlano alla gravità della
malattia. La diarrea è dovuta al ridotto assorbimento di acqua ed
elettroliti da parte del colon infiammato. Sebbene l'infiammazione del
colon sia superficiale, occasionalmente si verifica una batteriemia,
specialmente nelle infezioni da S. dysenteriae l. La suscettibilità
degli organismi alla batteriolisi sierica complemento-mediata può
spiegare I'infrequenza della batteriemia e dell'infezione disseminata.
La pertorazione del colon è una complicazione rara che si verifica
durante il megacolon tossico. I bambini con colite grave dovuta a S.
dysenteriae I sono inclini a sviluppare la sindrome uremico-emolitica.
In questa complicazione trombi fibrinosi si depositano nei glomeruli
renali, causando
necrosi
corticale e frammentazione dei globuli rossi.
CLINICA.
La
maggior parte dei pazienti con shigellosi presenta un esordio di
malattia con sintomi prodromici aspecifici. L'alterazione della curva
termica è variabile e i bambini possono presentare convulsioni
febbrili. Seguono presto sintomi intestinali come crampi, perdita di
feci e diarrea acquosa, che di solito precedono I'inizio della
disenteria di 1 o più giorni. L'escrezione fecale media è di circa 600
g/die negli adulti. La dissenteria consiste tipicamente,di grumi di
sangue rosso vivo e muco nelle feci che sono di piccolo volume.
La
quantità di sangue nelle feci varia molto, ma di solito è piccola a
causa della superficialità delle ulcerazioni coliche. La dolenzia
addominale è spesso più marcata nel quadrante inferiore sinistro sopra
il sigma, ma può essere anche generalizzata. È probabile che la febbre
diminuisca dopo pochi giorni di dissenteria, producendo una diarrea
ematica ma afebbrile come presentazione clinica occasionale. Dopo
1-2 settimane di malattia non trattata avviene un miglioramento
spontaneo nella maggior parte dei pazienti. Alcuni
pazienti
con malattia in forma blanda sviluppano solo diarrea acquosa senza
dissenteria. Le complicazioni includono la disidratazione, che può
causare la morte specialmente nei bambini e negli anziani. La setticemia
da Shigella avviene nella maggioranza dei casi in bambini malnutriti con
infezioni da S. dysenteriae l. La reazione leucemoide e la sindrome
uremico-emolitica possono svilupparsi nei bambini durante lo stadio
avanzato della malattia dopo trattamento antimicrobico quando la
dissenteria inizia a migliorare. Possono verificarsi sorprendenti
manifestazioni neurologiche, fra cui delirio, convulsioni e rigidità
nucale.
Le
importanti sindromi post-dissenteriche sono I'artrite e la triade di
Reiter costituita da artrite, uretrite e congiuntivite. Sono
fenomeni non suppurativi che si verificano in assenza di organismi
vitali di Shigella per circa l-3 settimane dopo
la
risoluzione della dissenteria.
DIAGNOSI.
La
shigellosi dovrebbe essere presa in considerazione in ogni paziente con
febbre e diarrea ad esordio acuto.
L'esame
delle feci è essenziale. Il sangue e il pus sono macroscopicamente
evidenti nella dissenteria bacillare grave; anche nelle
forme più blande della malattia, I'esame microscopico delle feci spesso
rivela numerosi leucociti ed eritrociti. L'esame
dei
leucociti fecali dovrebbe essere eseguito con una porzione di feci
liquide. preferibilmente contenenti muco. Una goccia di
feci
viene posta sul vetrino del microscopio' miscelata accuratamente con due
gocce di blu di metilene e coperta con un vetrino copri-oggetti. La
presenza di abbondanti leucociti polimorfonucleati aiuta a distinguere
la shigellosi dalle sindromi diarroiche causate da virus e batteri
enterotossigeni. L'esame dei leucociti fecali non è di aiuto nella
distinzione della shigellosi da malattie diarroiche causate da altri
patogeni enterici invasivi (Salmonella non tifoidea, Campylobacter e
Yersinia). La dissenteria amebica è esclusa dall'assenza di trofozoiti
all'esame microscopico di feci fresche sotto un vetrino copri-oggetti.
La conta dei globuli bianchi periferici è di scarso valore diagnostico,
dato che può variare da meno di 3.000 a più di 30.000/mm3.
L'esame sigmoideo rivela eritema diffuso della mucosa con uno strati
muco purulento ed aree i mucosa friabili, con ulcere superficiali di 3-7
mm di diametro.
La
diagnosi definitiva dipende dall'isolamento delle shigelle con mezzi
selettivi. Un tampone rettale, un tampone di un'ulcera
colica
ottenuto all'esame sigmoidoscopico o un campione di feci da poco escrete
dovrebbe essere inoculato immediatamente su piastre di coltura o in
mezzi di trasporto. Poiché il tasso di shigelle isolate da feci da poco
escrete di pazienti con shigellosi può essere appena del 67%, si
raccomanda la coltura per 3 giorni successivi. Le
coprocolture risultano generalmente positive entro 24 ore dall'inizio
dei sintomi e possono rimanere positive per diverse settimane in assenza
di terapia antimicrobica. Mezzi di coltura appropriati includono sangue,
desossicolato e agar Salmonella-Shighella (S-S). Le colonie selezionate
dovrebbero essere diagnosticate mediante agglutinazione con antisieri
polivalenti anti-Shigella. L'agar S-S è inibitorio per S. dysenteriae
l. Una diagnosi batteriologica definitiva diventa criticamente
importante per distinguere i casi più gravi e prolungati di shigellosi
dalla colite ulcerosa, con la quale ci si può confondere sia dal punto
di vista clinico che all'esame sigmoidoscopico. Pazienti affetti da
shigellosi sono stati sottoposti a colectomia a causa di diagnosi errate
di colite ulcerosa; una coltura positiva dovrebbe prevenire tale errore.
TRATTAMENTO.
Una
terapia antibatterica appropriata istituita precocemente può ridurre la
durata dei sintomi del 50% e la durata dell'eliminazione delle shigelle
(un importante fattore epidemiologico) di una percentuale ancora più
elevata. A causa della
crescente
frequenza di resistenza antibatterica plasmide-mediata da parte delle
infezioni da Shighella, è importante la sorveglianza della sensibilità
ai farmaci in un'area endemica. Negli adulti, la ciprofloxacina
somministrata oralmente alla dose di 500 mg due volte/die per 5 giomi o
di I g in singola dose è il trattamento di scelta quando la sensibilità
di un ceppo è sconosciuta. Nei bambini il trattamento dovrebbe essere a
base di trimetoprim-sulfametossazolo, ampicillina o azitromicina, a
seconda della sensibilità di Shigella in un dato luogo Le perdite di
liquidi nella shigellosi sono qualitativamente simili a quelle di altre
malattie infettive diarroiche e il paziente dovrebbe essere trattato con
appropriata integrazione endovenosa od orale di liquidi ed elettroliti
in quantità adeguate a correggere i segni clinici di deplezione salina.
Il fabbisogno di fluidi è generalmente
scarso, ma la somministrazione di liquidi, in casi eccezionali, è
garanzia di vita.
Non
si dovrebbero usare agenti che diminuiscono la motilità intestinale.
Preparati come il difenossilato e il paregorico possono esacerbare i
sintomi, presumibilmente ritardando la clearance intestinale dei
microrganismi. Non esistono prove convincenti che i preparati contenenti
pectina o bismuto possano essere d'aiuto.
PROGNOSI.
L'indice
di mortalità nella shigellosi non trattata dipende dal ceppo infettante
e oscilla dal l0-30% in certe epidemie causate da S. dysenteriae I a
meno dell' lV nella maggior
parte delle infezioni da S. sonnei. Anche nelle infezioni causate da 'S.
dysenteriae
1, gli indici di mortalità dovrebbero avvicinarsi a zero nel caso in
cui vengano iniziate per tempo una reintegrazione appropriata di liquidi
e una terapia antibatterica. Circa il 2% dei pazienti può sviluppare
artrite o sindrome di
Reiter
settimane o mesi dopo la guarigione dalla shigellosi.
PREVENZIONE.
Gli
individui che espellono shigelle dovrebbero essere esclusi da tutte le
fasi della manipolazione del cibo finché non siano state ottenute
colture negative da tre successivi campioni di feci raccolti dopo il
completamento di una terapia antibatterica. Nelle epidemie in comunità,
è obbligatorio un severo e subitaneo isolamento degli individui
infetti. La chemioprofilassi antibatterica mirata è stata deludente. La
più importante misura di controllo è la rigorosa pulizia delle mani
con acqua e sapone da parte di tutti gli individui coinvolti nella
manipolazione del cibo o nel cambio dei pannolini. Il rapporto dei casi
di shigellosi alle autorità sanitarie dovrebbe essere obbligatorio. Per
i viaggiatori diretti verso i paesi con importanti problemi di
Shigella,
nessun agente chemioprofilattico può adeguatamente sostituirsi a una
buona igiene personale e all'evitare il contatto con cibo e acqua
contaminati. E stata sviluppata e testata una varietà di vaccini, ma
nessuno è attualmente disponibile in commercio.
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Prodromico
Diarrea
aspecifica
Dissenteria
Complicazioni
Sindromi
post-dissenteriche
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Precocissimo
Da
O a 3 giorni
Da
1 a 8 giorni
Da
3° 10 giorni
Da
1° 3 settimane
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Febbre,
brividi, mialgie,
anoressia, nausea, vomito
Crampi
addominali, perdita di feci, diarrea acquosa
Frequente
evacuazioni di sangue e muco, tenesmo, prolasso renale, dolenzia
addominale
Disidrazione,
convulsioni, setticemia, reazione
leucemoide,
sindrome uremico-emolitica, ileo, peritonite
Artrite,sindrome
di Reiter
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Colite
assente
Colite
del retto sigma
con
ulcerazioni superficiali
Colite
che si estende al colon prossimale, ascessi criptici,
infiammazione a livello della lamina propria
Colite
grave, ileite terminale, endotossiemia, CID, perforazione del
colon
Infiammazione
reattiva dell’aplotipo HLA-B27
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