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SINDROME DI SJÖGREN appunti
del dott.
Claudio Italiano Malattie Autoimmuni NEW! La sclerosi sistemica e la sua cura NEW! La sclerosi multipla e la demielinizzazione delle fibre nervose NEW! La sindrome di Sjogren: occhi rossi e bocca secca La spondiloartrite anchilosante L'artrite reumatoide La cura difficile dell'artrite reumatoide La cura difficile dell'artrite reumatoide: quali farmaci funzionano? ANA ed ENA: approccio al paziente con malattie reumatica ed autoimmune Le tiroiditi autoimmuni Epatite autoimmune: definizione ed eziopatogenesi related links malattie autoimmuni ANA ENA
Inoltre studi immunogenetici hanno dimostrato una frequenza maggiore degli antigeni di istocompatibilità HLA-B8, -DR3 c DRw52 nei pazienti affetti da sindrome di Sjógren rispetto alla popolazione generale. L'analisi molecolare di geni di classe II per HLA ha evidenziato che nei pazienti con sindrome di Sjógren vi è un'elevata associazione con l'allele HLA DQAI *0501 indipendentemente dalla loro origine etnica.
Nella maggior parte dei
casi di sindrome di Sjógren la sintomatologia è legata alla
diminuzione della funzione secretiva delle ghiandole salivari. Il decorso
dlla forma primitiva è generalmente lento e benigno. La malattia può
esordire con secchezza delle mucose o con una sintologia aspecifica;
spesso intercorre un periodo di 8- 10 anni tra l'inizio dei sintomi e la
comparsa di un quadro clinico conclamato. A livello del cavo orale la principale
manifestazione clinica la sindrome di Sjógren è rappresentata dalla
secchezza del le fauci (xerostomia). Il paziente avverte difficoltà a
deglutire i cibi secchi, che si accompagna a una sensazione di bruciore;
è inoltre una maggiore predisposizione alle carie e l'applicazione di
protesi dentarie risulta difficoltosa. All'esame obiettivo la mucosa
orale si presenta secca e iperemica. Si può riscontrare un'atrofia
delle papille filiformi, accompagnata da riduzione della salivazione.
Nei due terzi dei pazienti affetti dalla forma primitiva della sindrome
è presente un lieve aumento di volume delle ghiandole parotidi o delle
altre ghiandole salivari, mentre ciò si verifica raramente nelle forme
secondarie. Tra i test diagnostici più importanti ricordiamo la
sialometria, la sialografia e la scintigrafia. La biopsia delle
ghiandole salivari labiali minori ha una maggiore specificità, in
quanto permette la dimostrazione istologica dell'infiltrazione
linfocitaria focale. L’interessamento oculare è l'altra
manifestazione clinica tipica della sindrome di Sjógren. I pazienti,
generalmente, accusano una senzazione di secchezza agli occhi, come se
avessero la “sabbia sotto le palpebre". Altri sintomi comprendono
bruciore oculare, accumulo di filamenti spessi a livello dell’angolo
mediale dell'occhio, arrossamento della congiuntiva, diminuzione della
lacrimazione, prurito, facile faticabilità oculare aumentata sensibilità
alla luce. Tale sintomatologia è legata alla distruzione dell'epitelio
congiuntivale bulbare e corneale e (cheratocongiuntivite secca). I test
diagnostici per valutare la cheratocongiuntivite secca comprendono la
quantificazione del flusso lacrimale con il test di Schirmer e l'analisi
della composizione del liquido lacrimale attraverso la determinazione
del tempo di formazione della lacrima o del suo contenuto in lisozima.
L'esame della cornea e della congiuntiva con la lampada a fessura dopo
colorazione con rosa Bengala evidenzia ulcerazioni corneali puntiformi e
presenza di filamenti di epitelio corneale. L’estensione della patologia ad altre ghiandole esocrine si verifica meno frequentemente e può dar luogo a una diminuizione della secrezione delle ghiandole mucose delle vie respiratorie superiori e inferiori con conseguente secchezza nasofaringea e tracheale (xerotrachea), nonché a una riduzione dell'attività secretiva delle ghiandole esocrine del tratto gastrointestinale, che può causare un'atrofia della mucosa dell’esofago o dello stomaco o dar luogo a una pancreatite subclinica. E possibile, inoltre, riscontrare una dispareunia secondaria alla secchezza della mucosa vaginale, oltre a secchezza della cute. Le manifestazioni extraghiandolari (sistemiche) si riscontrano in un terzo circa dei pazienti affetti dalla forma primitiva della sindrome di Sjógren :
E’ stata anche ipotizzata un'associazione tra sindrome di Sjóren primitiva con vasculite e comparsa di manifestazioni neurologiche multifocali come emiparesi, mielite trasversa, deficit sennsoriali, convulsioni e disturbi del movimento. In alcuni pazienti è stata inoltre osservata l'insorgenza di meningite asettica e di sclerosi multipla. Uno studio
europeo multicentrico ha proposto alcuni criteri diagnostici per la
sindrome di Sjógren che sono stati convalidati in guanto presentano
sensibilità e specificità elevate. Un algoritmo diagnostico è il
seguente:
La malattia è incurabile. Numerosi preparati oculari possono aiutare per la secchezza oculare. Nel caso di ulcerazioni corneali si ricorre all’acido borico per impacchi con cotone sterile e bendaggio oculare. Altri prodotti si impiegano per la secchezza vaginale a base di gel contenente acido propionico. La bromexina e la pilocarpina si impiegano per la secchezza delle ghiandole e l’idrossiclorochina per correggere la ipergammaglobulinemia.
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