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Quando operare ? Dopo le indagini del caso:
Come operare ? Previo l’impiego delle tecniche classiche, a cielo aperto, di colecistectomia laparotomia in anestesia totale con vantaggi e svantaggi del caso, cioè che si controlla benissimo la zona operatoria, che si approccia de visu, specie negli interventi in corso di peritonite o per i tumori da escidere, non, per così dire, guardando dal buco della chiave del laparoscopio (!), tecnica questa da riservare a chirurghi esperti.
Dagli anni novanta, grazie all'introduzione della video-laparo-chirurgia, è diventata pratica comune l'esecuzione dello stesso intervento mediante un accesso mini-invasivo alla cavità addominale. Quindi anziché attraverso un taglio lungo si accede all'addome tramite quattro piccole incisioni di lunghezza variabile tra 5 e 12 mm. Questa nuova tecnica ha permesso l'abbreviazione della degenza ospedaliera (massimo due giorni se non intervengono complicazioni) tramite l'accelerazione della ripresa del paziente. La colecistectomia per via video-laparoscopica prevede comunque le stesse procedure della colecistectomia tradizionale anche se eseguite attraverso una diversa via di accesso. Sindrome post-colecistectomia.
Il termine “sindrome post-colecistectomia” (SPC) descrive la presenza di sintomi dispeptici dopo la colecistectomia. Questi sintomi possono rappresentare sia la continuazione dei sintomi che si pensava fossero causati dalla colecisti, per esempio dei calcoli o fanghiglia biliare che transita nelle vie biliari, nei soggetti predisposti alla calcolosi (cfr bilirubina) sia lo sviluppo di nuovi sintomi, alcuni dei quali causati proprio dalla rimozione della colecisti. SPC è causata da alterazioni nel flusso biliare dovuto alla perdita della funzione di “serbatoio” della colecisti. Il primo problema che può insorgere è il continuo flusso di bile dalle vie biliari del fegato nel tratto digerente alto, che può contribuire alla esofagite alcalina da reflusso o alla gastrite cronica alcalina, per azione irritante dei Sali biliari. Il paziente ha un discomfort gastrointestinale e si sveglia con la classica “bocca amara”. La seconda conseguenza è legata al tratto basso dell intestino, dove la presenza di un flusso continuo di sali biliari, ha una funzione catartica, causando una sindrome diarroica, specie nel paziente affetto da sindrome del colon irritabile. La cura di succitata sindrome deve essere affidata a mani di specialisti esperti; sono indicati dei farmaci per la motilità gastrointestinale, quali il domperidone e la metoclopramide (il vecchio plasil ed il peridon o il motilex), oppure degli antispastici per controllare la diarrea e/o il questran bustine per chelare i sali biliari. |
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