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Il singhiozzo

appunti del dott. Claudio Italiano

  cfr anche semeiotica_gastro_2

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Versamento pleurico destro in paziente con ascite refrattaria e noduli epaticiE’ un sintomo banale e frequente, talora senza significato patologico, altre volte espressione subdola di patologie eclatanti, specie quando diventa persistente ed insopportabile e dura oltre le 48 ore, implicando una sottostante malattia fisica o metabolica.

 Il singhiozzo consiste in una contrazione improvvisa ed involontaria dei muscoli inspiratori, nella fattispecie del diaframma, che termina con l’arresto del flusso dell’aria verso l’interno a causa della chiusura improvvisa della glottide. E’ dovuto ad una stimolazione di una o più stimolazioni dell’arco riflesso del singhiozzo, cioè dei nervi vago e nervi frenici, il cui centro nervoso è localizzato nella parte superiore del midollo spinale.

Cause del singhiozzo

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Le cause di stimolazione dell’arco riflesso sono molteplici:

-cause centrali, cioè malattie del S.N.C. come tumori, meningoencefaliti, lesioni vascolari, morbo di Parkinson, isteria

-tossiche, alcolismo, uremia, iponatremia, diabete

-irritazione del n. frenico per m. pleurico, pericardiche, mediastiniche;

- irritazione diaframmatica o per riflessi a partenza da ernia iatali, malattia dello stomaco (ulcera, cancro), dell’intestino, del peritoneo e di altri visceri.

-lesione esofagee (esofagite da reflusso, acalasia, carcinoma, ostruzione)

-peli o insetti o corpi estranei irritanti la membrana del timpone;

-farmaci: desametazone, metilprednisole, benzodiazepine, alfa-metildopa

-nel postoperatorio in particolare operazione sull’addome (peritoneo)

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Terapia.

  • Escudere una malattia addominale (cfr approccio al paziente gastroenterologico) o toracica e tutte le cause specifiche quando identificate.

  • Talora va bene anche utilizzare i rimedi casalinghi della nonna (!): fare bere piccolissimi sorsi d’acqua senza prendere fiato. Si tratta dei trucchi che mettono in atto le ballerine prima di una esibizione quando compare il singhiozzo: provano a bere dei piccoli sorsi d'acqua, rimanendo in piedi. 

  • Somministrare antiacidi: es. idrossido di alluminio ed ossido di magnesio

  • In caso di singhiozzo grave ed insistente di origine centrale si può somministare  baclofene (lioresal 5-10 mgx3/die) oppure clorpromazina (largactil 25-50 mg i.m.) oppure nifedipina (adalat da 10 o da 20 mg/die). OVVIAMENTE OGNI FARMACO DEVE ESSERE SEMPRE IL VOSTRO MEDICO A PRESCRIVERLO!! 

In caso di singhiozzo operatorio o post-operatorio è indicata la stimolazione del faringe con catetere. Talora anche provocare il vomito o svuotare lo stomaco con sondino od eseguire manovre di contro irritazione del vago: pressione sopraorbitaria o massaggio del seno carotideo, stimolanti del centro del respiro (fare respirare miscele al 5% di anidride carbonica) sotto controllo del medico rianimatore possono sortire qualche benefico effetto.

 

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