Anziano e livello di testosterone

Anziano e livello di testosterone.

 

appunti del dott. Claudio Italiano

I soggetti anziani hanno concentrazioni ematiche significativamente ridotte di testosterone ed anche di altri ormoni, con azione anabolica quali il GH (ormone somatotropo), DHEA, DHEA-S. Il processo di invecchiamento dell’uomo a differenza di quello della donna non si associa a rapido crollo della secrezione ormonale gonadica, ma è un graduale declino, che comincia nel giovane adulto e avanza nel tempo. Molteplici studi longitudinali e cross-sezionali hanno mostrato un decremento associato al processo senile dei livelli del testosterone libero, come accadrebbe nei giovani uomini ipogonadici. Ne deriva una riduzione della massa muscolare (cfr muscoli flaccidi), della forza in sé, della massa ossea, della libido e della funzione erettile ed inoltre hanno anche influenza sul tono dell’umore e del senso di benessere. Ne deriva anche un incremento della deposizione di grasso viscerale ed azione sull’apprendimento e sulla funzione di memoria. La terapia testosteronica determina un aumento della massa magra e della forza. Tuttavia sull’attività sessuale, se da una parte il testosterone incrementa il desiderio, dall’altra parte poco o nulla riesce a fare sulla capacità erettile del pene in sé, che, come sappiamo, è funzione dei corpi erettili cavernosi ( cfr La disfunzione erettile L’erezione, evidenze cliniche ).
Formula chimica del testosterone

 testosterone, formula chimica

 Altra problematica da valutare nell’anziano è il fatto la terapia testosteronica non si può intraprendere se non prima di controlla il valore dell’ematocrito (cfr La policitemia ), specie nel paziente respiratorio poliglobulico, oppure nel paziente con ipertrofia prostatica o, peggio, con lesioni neoplastiche della prostata), dove, quantomeno è opportuno monitorare l’antigene prostatico specifico o PSA. Negli ultimi anni è stato riscontrata una marcata riduzione nei livelli circolanti degli androgeni surrenalici, soprattutto il DHEA e del suo metabolita il DHEA-S. Questi ormoni raggiungono un picco nella terza decade di vita e diminuiscono di circa il 2% nel loro livello ogni anno , fino a livelli del 20% dai valori iniziali. Lo stesso dicasi per l’ACTH, che si riduce. Il DHEA è un precursore degli androgeni principali, per cui se viene somministrato, si è visto che incrementa la libido ed il benessere nell’anziano, l’ansia e la depressione, migliora la memoria. Dosi di 50 mg/die di DHEA possono incrementare i livelli fisiologici nelle donne, ma non negli uomini. Negli USA, addirittura, il DHEA è disponibile liberamente in commercio.

 

Testosterone ed ipogonadismo

Funzioni del testosterone

Funzioni sistemiche del testosterone

Quando sospettarlo?

L’ipogonadismo dell’anziano o più precisamente l’ipogonadismo ad esordio tardivo (LOH, dall’inglese late-onset hypogonadism). Il termine LOH ha recentemente sostituito le precedenti definizioni dell’ipogonadismo correlato all’invecchiamento: andropausa, PADAM (dall’inglese partial androgen deficiency of the aging male), ADAM (dall’inglese androgen deficiency of the aging male), AAAD (dall’inglese aging-associated androgen deficiency). LOH è una entità nosografia distinta dalle altre forme di ipogonadismo maschile (primitivo, secondario, da resistenza recettoriale). Esso va sospettato nei maschi oltre i 50 anni di età, dovuto al calo del tasso testosteronico circolante, per alterazioni dell’asse ipotalamo-ipofisario. Si associata ad un mancato incremento dell’LH, dovuto ad una ridotta produzione ipotalamica di GnRH e ad un alterato meccanismo di contro-regolazione degli androgeni sull’asse ipotalamo-ipofisi.

Il LOH  determina:

• riduzione della libido e disfunzione erettile;

• diminuzione della massa magra con ipotrofia muscolare, astenia e riduzione della resistenza allo sforzo;

• aumento del peso corporeo e soprattutto del grasso viscerale con aumento della circonferenza della vita (cfr anche •sindrome metabolica );

ginecomastia

 

cfr anche indice di sessuologia

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