Trombosi venosa profonda, condizioni associate

TROMBOSI VENOSA PROFONDA (TVP)

 

appunti del dott. Claudio Italiano

 

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Definizione

La TVP si definisce come trombosi delle vene profonde dell'arto inferiore con pericolo di:

- embolia polmonare

- sindrome post-trombotica, con insufficienza venosa cronica

 

Epidemiologia.

La TVP e I'embolia polmonare rappresentano una delle cause più importanti di morbilità e mortalità durante un ricovero ospedaliero; si osservano però anche in caso di interventi ambulatoriali. Localizzazioni: nel 90% dei casi nel territorio di afferenza alla vena cava inferiore, in particolare nel 30% a livello delle vene della pelvi e nel 60% a livello delle estremità inferiori. Due terzi delle TVP colpiscono I'arto inferiore sinistro (ostacolato flusso venoso da incrocio della vena iliaca sinistra con I'arteria iliaca destra), con formazione di un trombo di tipo settico nel lume venoso, cio  nel 2°% degli adulti). Il 25% di tutte le trombosi venose femorali porta a trombosi venosa della pelvi. Le trombosi venose della pelvi presentano una frèquenza di embolia doppia rispetto alle trombosi venose femorali.
 Perché avviene una trombosi all’interno delle vene profonde?
Uno studioso, il prof. Rudolf Ludwig Karl Virchow, vissuto alla fine dell’800, scienziato, patologo, politico e antropologo tedesco, sottolineò nella sua famosa “Triade di Virchow” che la TVP deriva da:
 l. alterazioni endoteliali, cioè del rivestimento interno dei vasi, responsabili di infiammazìone, per esempio a seguito di lesioni traumatiche (fratture di un arto, contusioni profonde di un arto ecc.)
2. alterazioni circolatorie, per esempio la  formazione di variciin un soggetto che resta per ore fermo in piedi, un banconista, un negoziante, condizione questa che causa un rallentamento del flusso ematico, dunque stasi
locale, oppure nel paziente con insufficienza cardiaca)
3. alterazioni ematiche, condizione questa geneticamente determinata, con squilibrio tra tendenza alla coagulazionee fibrinolisi (stati di trombofilia o condizioni di ipercoagulabilità sono suddivise in:

Condizioni primarie:
■deficit ATIII, proteina C e S,
■ipofibrinogemia,
■disfibrinogemia,
■difetti attivatore del plasminogeno;
 

trombosi venosa : formazione trombo rossoCondizioni secondarie:
■TNF (neoplasia), Trombocitopenia indotta da eparina, Gravidanza, Aterosclerosi, Anemia Falciforme,
■Diabete Pancreatico, Dislipidemia,
■Malattie Mieloproliferative, Vasculiti,
■Sindrome nefrosica,
■progenistici.Sostanze anticoagulanti sono:
 · antitrombina III (AT III),
· la Proteina C,
· la Proteina S
· La plasmina, che si forma dal plasminogeno circolante nel sangue, e scioglie la fibrina.

Anatomia patologica

I trombi sono di due tipi
- trombo piastrinico: per adesione e aggregazione delle piastrine su un endotelio alterato (fase iniziale della trombosi), con le caratteristiche di essere saldamente adeso alla parete vasale e di non occupare tutto il lume, è povero di eritrociti e si parla di “trombo bianco”, caratteristico delle arterie.
-trombo coagulativo: per rallentamento del flusso, non adeso al lume vasale, detto “trombo rosso”, perché è ricco in eritrociti, caratteristico delle vene.

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