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Le
ustioni
appunti
del dott.
Claudio Italiano, internista
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Novità:
le lesioni della cute
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Definizione.
Quando una fonte di calore o una sostanza chimica o un agente fisico
viene applicata sul corpo senza che questi sia in grado di attuare i
suoi meccanismi di difesa (es. sudorazione, dispersione del calore con
la circolazione ecc., difesa tramite gli strati cutanei) si determina
una lesione dei tegumenti. La
profondità del tessuto e l'estensione della superficie corporea colpita
determinano la gravità dell'ustione, che tanto più la temperatura è stata intensa,
tanto più si approfondisce e si estende ai tessuti.
Per
questa ragione, a seconda della profondità, le ustioni si dividono in:
·
ustioni
superficiali, cioè di primo e secondo grado non approfondita:
·
ustioni profonde,
cioè di secondo grado profonde e terzo g rado:
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-
epidermiche o di I grado, interessano solo l'epidermide. Macroscopicamente
sono caratterizzate da edema ed eritema diffuso; a livello
microscopico si osservano picnosi cellulare e congestione del derma,
che tendono a scomparire in pochi giorni, dando desquamazione
dell'epidermide.
-
dermiche o di II grado, interessano l'epidermide e il derma. Le ustioni
di II grado sono caratterizzate dalla formazione di flittene
(raccolte di essudato fra epidermide e derma). Si suddividono a loro
volta in:
-
Superficiali, se interessano la parte
superficiale del derma (dolorose, guariscono senza esiti
cicatriziali)
-
Profonde, quando interessano la zona profonda del
derma che contiene i follicoli piliferi e le ghiandole sudoripare.
Queste non sono dolorose e guariscono spesso con cicatrici
ipertrofiche.
-
a tutto spessore o di III e IV grado, interessano l'epidermide, il derma, il
tessuto sottocutaneo e a volte il tessuto muscolare, i tendini e le
ossa. Il processo patologico alla base di questo tipo di ustioni è
la necrosi.
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Ancora
l’agente che provoca la lesione può essere differente, così avremo:
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TIPI di USTIONI
1) termiche, es. ustione da raggi UV da esposizione eccessiva al sole (cfr malesseri
estivi), radiazioni oppure, al contrario, da basse temperature
per congelamento;
2) chimiche, es soda caustica, acido solforico delle batterie delle
auto
3) elettriche.
Problematiche
connesse all’ustione e regole pratiche.
Altra
regola pratica importante è l’estensione di una ustione.
Per
calcolarla si applica la regola del 9%, cioè il corpo di suddivide
idealmente in aree che costituiscono una porzione del 9%, per esempio
ogni arto vale 9%, mentre ogni gamba vale 18% della superficie corporea
e così la parte anteriore o posteriore del tronco; alla parte
genitale viene assegnato l'1%. Inoltre è importante tener conto anche
della profondità dell'ustione, dell'età, della sede e della tipologia
del trauma. Fino al 18% -25% la prognosi è buona, ma quando
l’ustione è più estesa possono subentrare i problemi di infezione,
la perdita di liquidi e proteine e la pronosi quoad vitam si fa sempre
più aleatoria. In ogni caso oltre il 15% è sempre opportuno il
ricovero in ospedale.
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Problemi
correlati:
-inalazioni di fumo che si sprigionano dopo combustione di legna o do
prodotti sintetici; chi vi scrive d’inverno si imbatte in vecchietti
con carbomonossiemoglobina, cioè intossicazione da fumo di stufa a
legna e braciere! Con quadri di asfissia conclamata ed edeme delle prime
vie respiratorie.
- lesioni da esplosione, in questi casi si liberano gas, le
vittime possono essere proiettate a distanza e quindi oltre ai danni
dell’ustione possono riportare traumi.
Sintomatologia
La sintomatologia può essere
suddivisa in locale e generale. La sintomatologia locale si manifesta in
relazione al grado di ustione:
-
nel
I grado si ha la presenza di eritema
-
nel
II grado si hanno grandi bolle caratteristiche, dette flittene,
dovute all' edema, per l'interessamento del tessuto sottocutaneo
-
nel
III grado si ha la presenza di tessuto necrotico senza circolazione
sanguigna
-
nel
IV grado si ha una vera e propria carbonizzazione dei tessuti .
-
La
sintomatologia generale può manifestarsi con febbre,
oliguria,
perdita di liquidi elettroliti e proteine, sostanze che se non
reintegrate, determinano un quadro di shock ipovolemico relativo che
può portare il soggetto al decesso. Si verifica nelle prime ore
dopo l'infortunio, quando il passaggio di plasma dai vasi
all'interstizio provoca disidratazione e ipoprotidemia. In seguito
all'ipovolemia si verifica una vasocostrizione compensatoria, in
particolare a livello cutaneo e renale.
Complicanze
Classicamente l’infezione: è la più frequente ed è dovuta alla grave
immunodepressione ed al difetto della protezione cutanea.
-
Complicanze gastrointestinali: nei pazienti con ustioni maggiori del 25% della
superficie corporea totale si verifica sempre un ileo paralitico. La
sepsi e/o l'ipovolemia possono produrre modificazioni ischemiche a
carico della mucosa o dell'intera parete per tutto il tratto
gastro-intestinale, che determinano ulcerazioni focolai e mucose
(che possono tradursi in vere e proprie ulcere
da stress (ulcere di Curling) cicatrizzazioni murali e
perforazioni.
-
Complicanze respiratorie: broncopolmoniti,
pleuriti,
ecc. Bronchi e polmoni possono essere coinvolti sia direttamente in
seguito all'inalazione di vapori tossici o aria calda, sia
indirettamente, con il quadro di "polmone da shock", causa
di grave insufficienza respiratoria che si realizza entro le 24/72
ore dal trauma.
-
Complicanze renali: oliguria
ed anuria sono giustificati dallo stato ipovolemico, dallo shock, da
sostanze tossiche endogene, dall'infezione, dai farmaci
somministrati.
Terapia
Nelle ustioni di I e II grado la
terapia è essenzialmente locale e si basa su due principi:
-
raffreddare
la zona colpita per arrestare l'infiammazione; a questo scopo è
sufficiente l'acqua corrente;
-
prevenire
l'infezione detergendo la zona ustionata e coprendola se possibile
con garze sterili.
Solo nelle ustioni di I grado è
possibile ricorrere a pomate da banco, prese in farmacia, es.
gentamicina e cortisone o a base di benzocaina che attenuano il dolore.
Nelle ustioni di II grado, mai procedere togliendo le bolle, poiché
l'epidermide che le ricopre protegge il derma da ulteriori danni. Se
queste si aprono spontaneamente, vanno medicate con garze vaselinate
contenenti antibiotici e quindi coperte da fasciature non compressive.
Nelle ustioni di III e IV grado è necessario l'immediato ricovero in
ospedale. Se la superficie corporea colpita è superiore al 15%, il
paziente deve essere indirizzato ad un centro per ustionati.
Fondamentale in questi casi è la terapia delle complicanze. In
particolare:
-
allontanare la vittima dalla fonte di calore, spegnere le
fiamme,rimuovere indumenti in preda alla combustione. Le fiamme addosso
alla vittima si possono spegnere con acqua, con estintori o per
soffocamento mediante coperte. Sulle zone ustionate si pone del ghiaccio
per lenire il dolore,non si applicano pomate o unguenti ,si lavano con
soluzione sterile o acqua semplice, non si rompono le bolle, ne si
toccano le zone lese con le mani sporche. Per quanto riguarda le
condizioni generali si deve evitare di fare scioccare il paziente quindi
si in cannula una vena, si monitorano le funzioni vitali e se è
necessario si fa la rianimazione. valutare
le funzioni vitali e, se necessario, eseguire manovre di
rianimazione cardiorespiratoria;
-
effettuare
la terapia dello
shock ed infondere liquidi endovena o colloidi ad alto peso molecolare;
-
coprire
le parti ustionate con teli sterili per prevenire le infezioni e
limitare la perdita di plasma;
-
immobilizzare
i segmenti interessati.
-
in
caso di lesioni da sostanze chimiche, sostante caustiche , quali
acidi(cloridrico, solforico, nitrico) basi (soda, potassa ecc.) sali,
essenze,
rimuovere l’agente, lavare abbondantemente la zona interessata usare
una sostanza neutralizzante. Nel caso della soda o della calce non
bisogna usare l’acqua perchè si fa più danno , ma allontanare a
secco la sostanza.
E'
inoltre spesso necessaria la
profilassi antitetanica, oltre ad una terapia analgesica nelle ustioni
estese. Dopo questi primi trattamenti urgenti, si procede alla terapia
locale delle ustioni profonde. In particolare, le piccole escare possono
essere trattate con sostanze che ne favoriscono il distacco come il
nitrato di argento, il polivinilpirrolidone iodico o pomate a base di
argento-sulfadiazina; nelle escare più grandi è invece indicata la toilette
chirurgica . Questo è importante sia per contrastare lo sviluppo di infezioni, sia
per evitare la formazione di cicatrici retraenti o ipertrofiche.
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di dermatologia
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