'); //-->
-->
|
appunti del dott. Claudio Italiano Related
links: Neurologia
muscoli
flaccidi Novità:
il paziente con stenosi della carotide: che fare e perchè e con quale
rischio. Novità:
il bambino dislettico: che fare e perchè. Il
mal di testa, che cosa nasconde sotto sotto? New!
Un caso di ematoma subdurale cronico Il
paziente confuso. Quale approccio? La
sindrome di Fahr La
sindrome di Chiari La
cefalea New:
la cura della cefalea, quali sono i farmaci giusti?
L'ictus
cerebrale New!
Il paaziente vascolare con ictus ischemico o emorragico
L'occhio umano è un sistema ottico relativamente
semplice, costituito da un diottro (cornea, umor acqueo, e umor
vitreo) in cui la curvatura della faccia anteriore può essere
modificata dalla contrazione dei muscoli ciliari, variando così la
distanza focale della lente (accomodamento). Cornea, camera anteriore,
cristallino e camera posteriore nel loro complesso formano una lente
convergente (provvista di una distanza focale variabile fra 2,4 e 1,7 cm)
che proietta le immagini sulla retina, rimpicciolite e capovolte. Una
membrana muscolare, l'iride, al cui centro è ricavata un'apertura,
la pupilla, serve a diaframmare, cioè a regolare la quantità di
luce che entra nell'occhio. La superficie sensibile dell'occhio è costituita dai fotorecettori (i bastoncelli ed i coni), il cui compito è quello di trasformare in impulsi elettrici le informazioni ricevute dalle reazioni fotochimiche che vengono attivate dalla radiazione luminosa e di inviare questi segnali ai neuroni retinici - le cellule orizzontali, bipolari, amacrine e ganglionari - che sono variamente connessi fra di loro ed effettuano una prima elaborazione del segnale visivo. Vie ottiche e strutture nervose centrali Esse comprendono le strutture deputate al trasporto del "segnale nervoso visivo" dall'occhio al cervello, che presenta l'area visiva 17 o scissura calcarina, dove le immagini vengono, per così dire, proiettate e percepite a livello di coscienza. Le strutture, a partire dall'occhio, verso la corteccia visiva sono le seguenti:
La capacità
di identificare precocemente un problema visivo e comprenderne la gravità
è quindi molto utile sia per un trattamento vantaggioso (il successo della
terapia è spesso legata alla tempestività della cura)
• Calo del visus • Appannamento dell'immagine • Sdoppiamento dell’immagine • Vedere ‘tende’, ‘lampi’, etc •
Vedere “mosche volanti” La riduzione del visus essere improvvisa ed allora, occorre pensare a patologie centrali (ictus) o periferiche, che comprendono il nervo ottico e le altre strutture della vista; questo è costituito da fibre nervose provenienti dalle emiretine nasali e temporali di ciascun occhio (rispettivamente la parte della retina 'interna' e quella verso le tempie); dunque, una lesione del nervo ottico determinerà la perdita totale della vista dell'occhio omolaterale. I nervi ottici si uniscono, però, nel chiasma ottico, dove solo le fibre provenienti dalle emiretine nasali si incrociano, mentre quelle provenienti dalle emiretine temporali procedono ipsilateralmente nel tratto ottico. Il tratto ottico di sinistra, ad esempio, sarà composto da fibre che provengono dalla emiretina temporale sinistra e dalla emiretina nasale destra. In altri termini, il tratto ottico sinistro conterrà una rappresentazione completa dell'emicampo visivo destro. Una lesione sagittale del chiasma ottico produrrà perciò emianopsia eteronima bitemporale (cioè perdita della vista delle due metà temporali di entrambi i campi visivi), mentre una lesione del tratto ottico determinerà emianopsia omonima controlaterale (cioè la cecità della stessa metà del campo visivo di ciascun occhio). Gli assoni del tratto ottico prendono sinapsi nel corpo genicolato laterale (CGL) del talamo. Le fibre talamiche di proiezione dal CGL si aprono a ventaglio a formare le radiazione ottica e raggiungono la corteccia occipitale che occupa i due labbri della scissura calcarina. Il labbro superiore riceve le informazioni che provengono dai campi visivi inferiori (che cadono sull’emiretina superiore), il labbro inferiore riceve informazioni che provengono dai campi visivi superiori (che cadono sull’emiretina inferiore). La lesione di una radiazione ottica subito dopo il CGL determina un disturbo emianoptico limitato ad un quadrante omonimo del campo visivo (superiore o inferiore), poiché le lesioni non distruggono mai tutte le fibre delle radiazioni ottiche. Lesioni della corteccia occipitale possono, se interessano entrambi i labbri della scissura calcarina, produrre emianopsia omonima controlaterale, e se il danno riguarda entrambi gli emisferi, cecità corticale. Pertanto, quando si parla di perdita del visus, dobbiamo pensare a danni oculari, malattie sia neurologiche che oftalmologiche, ma anche da disturbi accompagnati da vasculopatie centrali , tumori cerebrali e retinopatia diabetica (cfr anche nervi cranici )come complicanza nel caso del diabete mellito. Un calo del visus si ha anche in caso di presenza di muco sulla cornea, vizi di rifrazione, lenti a contatto malposizionate o uso di farmaci. Talora, come accade al sottoscritto, alcuni paziente possono presentare degli scotòmi, cioè delle visioni brillanti ed a linee spezzate, con notevole riduzione dell’acuità visiva, in corso di aura da crisi cefalgica e/o di crisi ipertensive.
|
||||||||