BUONGIORNO, NOTTE

Cinema

L’ultima fatica di Bellocchio Buongiorno, notte esce sul grande schermo con il plauso della biennale e un meritatissimo premio per la sceneggiatura. Il film narra il rapimento e la prigionia di Aldo Moro vista dagli occhi di una giovane terrorista, Chiara che prende parte attiva allo stesso rapimento. Nel film ogni tipo di giudizio politico e morale viene sospeso e l’attenzione si sposta sulla figura di Chiara, quasi sempre presa in primo piano, che si commuove davanti al prigioniero Moro, all’uomo Moro. Chiara guarda attraverso il buco della serratura, come uno spettatore scomodo di una realtà che nel profondo anche lei contesta. Trascinata dal dubbio ma incapace di slegarsi si rifugia nella dimensione onirica e sogna di poter liberare il prigioniero. Il film è quasi completamente girato nella casa dei rapitori in un luogo angusto in cui la vita reale entra attraverso la televisione e i telegiornali dell’epoca fedelmente riportati. L’intento di Bellocchio era appunto quello di mettere in risalto l’umanità del prigioniero e degli stessi carcerieri anche loro prigionieri di ideali e vittime di se stessi. Solo uomini e donne emergono con le loro paure, con il desiderio di vivere una vita normale, di innamorarsi. Il film si avvale di un cast ineccepibile Luigi Lo Cascio nel ruolo di Mariano, il Brigatista Moretti, e Maya Sansa nel ruolo di Chiara. Aldo Moro è interpretato da Roberto Herlitzka. Un film difficile proprio perché più piani narrativi si sovrappongono: la realtà storica ancora controversa e la finzione filmica che interpreta la storia ma anche la visione della realtà di Chiara che ci rende partecipe attraverso i suoi sogni del suo fortissimo desiderio di libertà.

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Italia 2003

Regia
Marco Bellocchio
Soggetto e sceneggiatura
Marco Bellocchio
Interpreti
Maya Sansa
Luigi Lo Cascio
Pier Giorgio Bellocchio
Giovanni Calcagno
Paolo Briguglia
Roberto Herlitzka

 

 

Recensione di: Ilaria Orsini

Data: 15/09/2003