S. Gregorio fuori le mura in Rimini:

la triste storia di una chiesa del V° secolo

 

S. Gregorio fuori le mura fu il nome di una delle più antiche chiese esistenti nella città di Rimini (Ariminum).

Sappiamo che essa era stata eretta al di fuori della mura cittadine, sul lato sinistro della via Flaminia, la strada consolare che congiungeva Ariminum (dall’arco di Augusto) a Roma.

Le antiche fonti riportano concordantemente che l’imperatrice Galla Placidia promosse la costruzione di alcune chiese durante la sua permanenza in Ariminum (prima metà del V° secolo) ed una di esse – Santo Stefano – divenne ben presto famosa in Italia per la magnificenza dei suoi meravigliosi mosaici. Sappiamo che Santo Stefano sorse pressappoco di fronte a S. Gregorio, sull’altro lato della strada e che scomparve nel XII° sec. quando fu distrutta da un incendio e mai più ricostruita.

Tornando a S. Gregorio, possiamo dire che alcuni disegni del XIX° sec., che mostrano l’edificio internamente ed esternamente, effettivamente ci fanno intendere che esso poteva effettivamente appartenere al V° sec. e probabilmente al gruppo di chiese fondate da Galla Placidia in Ariminum.

Una delle ragioni più importanti che indicano l’edificazione di S. Gregorio come risalente al V° secolo era la presenza di un preciso genere di iconografia del tetramorfo nei suoi mosaici.

Infatti sappiamo che fino alla prima parte del VI° sec. l'iconografia dei quattro "animali", descritti da S. Giovanni nella sua visione della Gloria di Cristo nell’Apocalisse non era ancora stata messa

in relazione con i quattro evangelisti per cui, precedentemente al VI° secolo, i libri dei Vangeli non apparivano come attributi per i quattro "animali" come lo diverranno nei secoli seguenti.

Quindi, per quanto riguarda il caso di S. Gregorio, poiché l’aquila, l’uomo, il toro ed il leone non afferrano i rispettivi libri dei Vangeli, non possono essere considerati simboli degli evangelisti; essi quindi rappresentano ancora solo gli "animali" dell’Apocalisse.

Possiamo allora affermare che questa situazione è tipica dell’iconografia del V° sec. – e ne possiamo trovare un esempio estremamente famoso proprio nel Mausoleo di Galla Placidia nella vicina città di Ravenna.

In ogni caso la prima menzione di questa chiesa si trova in un documento del XII° sec. e, quindi, in molti altri successivi.

San Gregorio era così sopravvissuta ai molti cambiamenti ed alle innumerevoli distruzioni che la città di Ariminum( divenuta "Arimino", poi"Rimini") aveva dovuto sopportare per circa quindici secoli sino a quando: "…intorno alla metà dell’anno 1834 si demoliva barbaramente un antico tempietto fuori Porta Romana (l’Arco d’Augusto N.d.A.)…" (P. Paolucci 1854).

Cos’era successo?

Sappiamo dalle vecchie cronache che S. Gregorio era stata sconsacrata nei primi decenni del XIX° sec. e, nell’anno 1834, era stata acquistata da un rozzo proprietario terriero – il cui nome qui non citeremo - , insieme con un appezzamento di terreno circostante .

Naturalmente, quando la chiesa fu venduta, essa deteneva già una propria fama per la bellezza dei suoi mosaici e per essere un raro e quasi intatto esempio di architettura imperiale tardo – romana.

Queste furono le ragioni per cui alcuni cittadini, e tra loro principalmente Giovanni Morolli, ("ingegnere novello") chiesero al nuovo proprietario di rispettare e preservare la piccola costruzione, tentando di spiegarne il valore artistico e storico.

Probabilmente questa richiesta peggiorò la situazione.

Le cronache riportano che il proprietario si sentì quasi minacciato dalle parole dell’ "ingegnere" e decise di dare una sorta di assurda prova della propria libertà di disporre dei propri beni.

Egli fece così distruggere la chiesa e chiamò Giovanni Morolli e gli altri per assistere alla distruzione, dimostrando ciò che egli era in grado di fare.

Si compì così una delle più insensate e vergognose distruzioni della storia della città (e probabilmente non solo della città) ed affermare che avvenne allora una perdita per la conoscenza dell’architettura e dell’arte antica non pare sia un’esagerazione.

Ciò che possiamo oggigiorno osservare dell’antico edificio di S. Gregorio è ciò che compare nei bei disegni di Pietro Santi (XIX° sec.) ed alcune ammirate descrizioni dei mosaici; questo rende forse la storia di questa chiesa forse ancor più triste e penosa ai nostri occhi.

Carlo Valdameri

San Gregorio fuori le mura in Rimini - Vista dell'interno - San Gregorio fuori le mura - Inner view

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English translation - San Gregorio fuori le mura in Rimini (Ariminum): the sad story of a Vth cent. church - Preview 3

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