IL BARDO E IL FILE
L'esercizio dell'arte della parola era tanto una "specializzazione" dei Druidi quanto il contributo di un tipo particolare di "uomo d'arte" all'armonioso e regolare svolgimento della vita sociale.Ampiamente praticato sia sul continente, dove il poeta era detto Bardo , sia in Irlanda dove era detto File(Filin al plurale),aveva nel mondo dei Celti un ruolo fondamentale, per molteplici ragioni.
Come uno degli aspetti del druidismo la poesia era utilizzata per la trasmissione dei precetti religiosi, della conoscenza della natura e delle formule magiche per controllarne le forze, del sentimento dell'identità attraverso la ripetizione dei miti, delle leggende e delle storie del passato.La figura del poeta acquisiva così spiccate connotazioni di Ovate, ne mancavano in questo eccezionale personaggio i tratti del guaritore che utilizzava la magia della parola orale e scritta (alfabeto oghamico) e quelli dell'indovino.Per quanto riguarda espressamente i filin, si deve ancora ricordare che coltivavano diverse specializzazioni, o generi, come si direbbe oggi:la storia(genealogie e panegirici),il diritto,la narrazione poetica,la satira, la medicina e la musica.L'apprendistato del poeta compartava l'applicazione di molti anni e sette stadi successivi.
A ciascuno degli stadi corrispondeva l'obbligo di imparare a memoria un certo numero di composizioni, dai dodici racconti del primo stadio ai cento poemi e alle centoventi orazioni dell'ultimo,per un totale di trecentocinquanta composizioni.Oltre a questo poderoso esercizio della memoria l'allievo doveva impadronirsi delle regole della grammatica,dela versificazione, dei diversi stili di composizione,e così via. Una caratteristica importante delle scuole di poesia è il fatto che potessero accedervi rappresentanti di tutte le classi sociali,purchè dotati di buona memoria e predisposizione per l'uso della lingua.Sappiamo anche che le le lezioni e le esercitazioni si tenevano al buio, per evitare la distrazione di tutto ciò che la luce mette in rilievo,ma anche per permettere una più facile discesa della mente alle fonti della sua energia.