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IL SANTUARIO DI MANIPUGLIA

Opera a cura del Sac. Gennaro Cosentino, 09/06/1992

Questo volume ripropone i passi più salienti dell'opuscolo "Il Santuario di Manipuglia, ricerche e memorie", scritto da Don Mario Ferraro e pubblicato nel 1967

 

Premessa

Foto Madonna

Con profonda commozione e con intima gioia mi accingo a scrivere queste modeste pagine, con le quali voglio onorare la madre di Gesù, venerata in Crucoli (Catanzaro) sotto il titolo di madonna di Manipuglia. E' un piccolo tributo di riconoscenza per le molte grazie ricevute da me, dai miei, dalla diletta parrocchia.

La chiesa di Manipuglia, oggi "Santuario Mariano Diocesano", in seguito al decreto di S.E. Mons. Orazio Semeraro, del 12 maggio 1963, ha origini molto antiche che si perdono nella notte dei tempi.

La presenza di un pregevole affresco, di stile bizantino, in una cupoletta, a destra dell'attuale altare, resto di una precedente costruzione, fa pensare che l'attuale Chiesa sia sorta sulle rovine di una antica abbazia basiliana, esistente verso il 1000.

Dall'inventario dei beni del Conte D'acquino, signore di Crucoli, dell'anno 1561 risulta che la chiesa di Manipuglia, in quell'anno era molto ricca di terre. Il che ci autorizza a ritenere che la fondazione dovrà risalire al 1300.

L'esistenza di una chiesa rinomata, lontana dal centro abitato, sorta in una foresta, arricchita da donazioni numerose e vistose, non si spiega se non con fatti prodigiosi. La critica storica ci chiede documenti probatori e non a torto. Ma per noi l'esistenza di una chiesa, di quella chiesa, è un argomento di una certa attendibilità di quanto afferma la tradizione popolare, tradizione riportata nello Zodiaco di Maria di Padre Serafino Montorio pubblicato nell'anno 1715.

Il Santuario di Manipuglia, ricerche e memorie

Crucoli fu a tempo dei Normanni signoria del Parisi e trovasi registrato negli annali di Agostino Juvenges. Porta oggi il titolo di marchesato della casa degli Amalfitani. Numera secondo il nuovo registro 146 fuochi, e dal Bario la sua voce interpretata (oraculum quasi charum bonum: quindi soggiunge che in essa rubrica fabrilis nascitur et cos aquaria, legitur manna).

Due miglia lungi da quella vedevasi anticamente un bosco fittissimo detto Manipuglia, nel quale era allora piccola zona di fabbrica ed in quella dipinta un'immagine di Maria Vergine di mezzo busto e di colore che va al bruno, il che è indirizzo di antichità che poi divenuto cospicua e miracolosa prese il nome del detto bosco chiamata Santa Maria di Manipuglia.

Raccontasi, per inveterata tradizione, che l'origine dei suoi prodigi avvenne nel seguente modo:

Altro documento interessante è il catasto onciario del 1752. Nei numeri 6971 - 72 - 73, si legge quanto segue:

A questo punto dobbiamo notare che il racconto ha toni di leggenda; ma non bisogna dimenticare che la leggenda fiorisce sul tronco della storia.

Nei tempi modemi l'affievolimento generale fece scemare la devozione e la rinomanza del Santuario che, con le leggi del '70 non solo fu spogliato dallo Stato, ma fu anche danneggiato dalle usurpazioni dei privati.

Ma l'anima popolare vi rimase attaccata. Molti vecchi affermano: i nostri antenati vedevano esaudita ogni loro preghiera rivolta alla Madonna e il popolo crucolese era subito consolato durante le pubbliche calamità: vedeva sempre cessare la siccità, tornare il sereno. Un anno la statua della Madonna fu portata processionalmente nelle zone infestate dal flagello delle cavallette. Si racconta che come avanzava la processione indietreggiava l'ondata dei voracissimi insetti.

Particolare e quasi prodigiosa protezione ebbe Crucoli durante il passaggio dei Francesi diretti in Sila. Una misteriosa fitta nebbia aveva impedito ai Francesi di avanzare verso Crucoli, ai cui cittadini era facile così fare delle imboscate. Dopo alcun tempo i Francesi, avendo lasciato sul posto tre soldati gravemente feriti dai Crucolesi, dalla Sila tomavano a Crucoli, per rappresaglia. In tale frangente i Crucolesí ricorsero ancora alla Madonna recando processionalmente la statua della Vergine e il Santissimo Sacramento, con in testa i tre feriti perfettamente guariti per le cure amorevolmente loro prodigate. I Francesi smisero ogni idea punitiva e si associarono alla processione, rimanendo poi in Crucoli parecchi giomi, festeggiati e cari per aver ubbidito alla ispirazione della Madonna che voleva rispettata la sua terra e salvo il suo popolo.

Ai primi del secolo ('800), la chiesa di Manipuglia era molto abbandonata come una povera chiesa di campagna. Ma il culto verso la Madonna di Manipuglia tenuto desto dalla annuale festa patronale che aveva il suo epilogo proprio a Manipuglia ove convenivano pellegrini dalle diverse parti del crotonese.

Verso il 1890 la chiesa era in condizioni pietose. << Per le incessanti cure del Sindaco Dottor Di Bartolo, coadiuvato dalla fede popolare il Santuario nel 1897 fu restaurato, abbellito>>. L'altare oggi esistente rimonta a quell'epoca. Si ricorda la visita ufficiale fatta nel 1912 da Mons. Giovanni Scotti, accompagnato dal Capitolato e dal seminario.

Foto Santuario

Dopo di allora non si nuse più mano. Nel 1943 il parroco Don Mario Ferraro dà inizio ad una serie di lavori, in seguito ai quali la chiesa è diventata con gli anni sempre più bella, acquistando un aspetto nuovo e attraente per le varie opere eseguite nelle adiacenze. Dopo il soffitto fu rifatto il ponte sul torrente.

Negli anni '60-'61 fu costruita la villa (giardino), con aiuole, viali e spiazzi. Fu costruito un muro lungo 80 metri, a sostegno del viale di accesso, con i locali per i lavandini e i servizi per i pellegrini. Poi fu rifatta la navata laterale, la terrazza, la sagrestia, il campanile e la.piccola canonica. Nel 1962 il pittore triestino Prof. LUCIANO BARTOLI ideava per il Santuario una stupenda vetrata.

Il Santuario in questi ultimi anni è diventato sempre più bello e sempre più ricco artisticamente.

Al di sopra dell'altare si ammirava la grande vetrata, istoriata a fuoco, e raffigurante i 15 misteri del Rosario, pregevole opera eseguita a Milano, sul disegno, del pittore Bartoli. E' una vera opera d'arte. Ha forma quasi di ostensorio a raggiera, che legando l'immagine all'altare sottostante crea un centro a tutta la parete. I misteri raffigurati invitano alla recita del Rosario. Tutta la superficie di circa 16 metri quadrati è stata suddivisa in modo da distribuire in essa i singoli misteri.

Il quadro venerato è stato posto al centro. Si è fatto in modo che il tabemacolo eucaristico mantenesse il massimo rilievo: la vetrata posta proprio dietro il tabemacolo con uno sfondo di spighe e di tralci che formano una grande Emme: la carne di Cristo è la carne di Maria. Tutti i misteri, proprio per evitare una distrazione in chi osserva il quadrato, sono espressi in simboli, cioè non con figure realistiche. Essi formano una specie di arazzo variato nei colori. Domina il verde nei Misteri Gaudiosi, il viola-rosso nei Dolorosi e íl giallo oro nei Gloriosi.

Al devoto osservatore suggeriscono ricchi temi di meditazione, rendendo cosi la recita del Rosario proficua e spiritualmente piacevole.

Mons. Orazio Semeraro Vescovo di Cariati volle elevare la chiesa della Madonna di Manipuglia a Santuario Diocesano. La Sacra Congregazione dei Riti fin dal 4 luglio 1963 ha concesso la facoltà di celebrare a Manipuglia la messa votiva della Madonna in tutti i giomi nei quali è consentita la celebrazione di Messe votive di seconda classe.

 

Il documento di nomina

ORAZIO SEMERARO

per grazia di Dio e della Sede Apostolica

Vescovo di Cariati

Gode la Santa Madre Chiesa che si onorino col titolo di Santuario quelle pubbliche Cbiese cbe i fedeli scelgono come meta di pellegrinaggi, per impetrare grazie o sciogliere voti, animati da particolare motivi di pietà, cbe possono essere ouna sacra immagine ivi venerata o una reliquia ivi custodita o un miracolo ivi operato dal Signore o una particolare indulgenza da lucrare.

Ciò considerato, non v'è dubbio cbe si possa concedere a buon diritto il titolo di Santuario a quella bella Chiesa cbe gli antenati costruirono nelle campagne di Crucoli, in quel posto amenissimo cbiamato Manipuglia, e cbe con grande devozione destinarono alla Beata Vergine Maria sotto il titolo appunto di "Madonna di Manipuglia". Infatti ad immemorabili, molti fedeli son soliti recarsi là partendo da luoghi non solo vicini ma ancbe lontani della nostra Diocesi, singolarmente o in comitiva, per venerare in quel luogo una bellissima immagine della Madonna e cbiederle delle grazie.

Perciò detta Chiesa - resa insigne dalla pietà particolare e da antica tradizione - cbe recentemente il reverendo parroco Don Mario Ferraro con grande pietà e talento ba restaurato ed abbellita - viene da Noi, con la nostra Autorità Ordinaria, dichiarata SANTUARIO DIOCESANO: l'immagine della Madonna ivi venerata, notevole per valore artistico, antichità e fama di miracoli, viene da noi oggi stesso solennemente incoronata con diadema prezioso.

Prostrati dinanzi a questa immagine, noi invochiamo la Madonna come nostra Madre e nostra Regína e la pregbiamo ardentemente per tutta la Diocesi.

Cariati, il 12 maggio 1963, mentre felicemente è aperto il Concilio Ecumenico Vaticano II.

+ Orazio - Vescovo

 
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