it.sociale.globalizzazione
(pagina temporanea in costruzione)


I documenti presenti su questa pagina sono temporaneamente rilasciati sotto la licenza GPL in attesa della creazione del gruppo e della definizione delle tematiche di moderazione e sono comunque assolutamente da intendersi non ufficiali. (a cura di Claudio Galeota)


Manifesto it.sociale.globalizzazione: versione 1.0 final

"Globalizzazione" e` un termine ormai estremamente diffuso, ma che assume significati spesso diversi e contraddittori; il significato piu` neutro e` probabilmente quello di "libera circolazione di merci, capitali e persone a livello mondiale". In realta`, il corso degli eventi ha fatto si` che il potere economico sia, nell'attuale spaccato storico, dominante sul potere politico; ed e` da ritenersi che obiettivamente la corretta accezione attuale del termine sia "neoliberismo globalizzante".

Esiste un vasto movimento d'opinione, diffuso a livello mondiale, che contesta radicalmente questa globalizzazione e i suoi effetti piu` negativi e deleteri in ambito sociale, come ad esempio: l'inesistente redistribuzione di ricchezza tra nord e sud del mondo; il mancato rispetto dei vincoli ambientali (vedi vicenda del protocollo di Kyoto); lo sfruttamento "in loco" delle classi subalterne nei paesi del Terzo e del Quarto Mondo con condizioni di lavoro inaccettabili; le ricadute negative sia sull'occupazione che sulle piccole e medie imprese nei paesi industrializzati.

D'altronde, i sostenitori della globalizzazione ritengono ingiustificate le proteste e le lamentele degli oppositori e vedono ad esempio nelle multinazionali uno strumento fondamentale per lo sviluppo della parte piu` arretrata del pianeta; grazie all'abbattimento delle barriere doganali, c'e` la possibilita` di diminuire i costi e le spese fisse e contestualmente far crescere economicamente i paesi in via di sviluppo fornendo nuove e massive opportunita` occupazionali ed appoggio politico.

Si ritiene dunque necessaria la creazione del newsgroup moderato it.sociale.globalizzazione.

Saranno da ritenersi in topic (IT) i post che affronteranno i seguenti punti:

a) globalizzazione: definizioni, storia, statistiche;

b) rapporti tra globalizzazione e societa` in genere: industria, lavoro, crimine, ecologia, politica;

c) gli effetti della globalizzazione nel terzo mondo, nelle economie dei paesi industrializzati e nella vita di tutti i giorni;

d) riunioni, incontri e vertici a livello locale e mondiale che abbiano la globalizzazione tra i temi trattati;

e) storia, eventi e manifestazioni relative ai movimenti ed alle organizzazioni pro e anti-global;

f) proposte delle organizzazioni anti-global: commercio equo e solidale, consumo critico, Tobin Tax, ecc.

g) proposte delle organizzazioni pro-global;

h) a condizione che la fonte sia citata, saranno bene accetti contributi esterni come ad esempio articoli provenienti da quotidiani, mailing list o mass-media in genere, che siano in topic secondo i punti qui specificati. Si consigliano comunque vivamente estratti e/o link.

Saranno da ritenersi OT o comunque non tollerabili e quindi non approvabili:

a) le discussioni che si sposteranno su un piano strettamente partitico, personalistico o comunque privo di contenuti riconducibili ai punti a-h qui sopra;

b) i thread litigiosi e offensivi;

c) post con scarso o assente rispetto della netiquette (cattivo quoting, posting in html, ecc.);

d) spam, catene di S.Antonio in genere, "make money fast", annunci commerciali.

La moderazione di it.sociale.globalizzazione intende ispirarsi a principi il piu` possibile "democratici" e fara` comunque riferimento, in ogni caso, alle linee-guida stabilite dal GCN (in proposito si vedanohttp://www.news.nic.it/news-it/docs/moderaz1.html, http://www.news.nic.it/news-it/docs/moderaz2.html e le FAQ di it.news.moderazione presso http://www.news.nic.it/news-it/oth/moderazione.txt).

Il compito del team di moderatori consiste nel non permettere la pubblicazione dei post OT e/o che violino la netiquette, cosi` come stabilito dal manifesto, e garantire agli utenti discussioni civili. Gli utenti stessi sono comunque caldamente invitati, prima di postare, a leggere manifesto e FAQ, attualmente presenti su web all'indirizzo http://spazioweb.inwind.it/isglob/index.htm. La moderazione puo` discrezionalmente decidere di ricorrere a white list e black list. Gli utenti - ovviamente nei limiti imposti dal manifesto - possono contestare le decisioni della moderazione che dovessero apparire non corrette, o anche semplicemente chiedere chiarimenti, in prima istanza presso l'indirizzo di posta elettronica isg*vene.ws ed in seconda istanza presso il newsgroup it.news.moderazione. In ogni caso di eventuali contestazioni non risolte amichevolmente, i moderatori si rimettono all'arbitrato del GCN. In generale, e` demandata al GCN l'approvazione definitiva di ogni modifica al manifesto. Le proposte di modifica saranno comunque definite dalla moderazione e, nel caso si renda necessario, dagli utenti del newsgroup.

Il team sara` composto da un moderatore (referente per il GCN) ed un numero di comoderatori variabile a discrezione del moderatore, che dara` comunque preventiva comunicazione di ogni cambiamento al GCN e al newsgroup stesso.

I moderatori inizialmente saranno:
Claudio Galeota (migliara47*free.panservice.it);
Meta-K (bastardk*tiscalinet.it);
Whiplash (whiplash*despammed.com);
100% Palinha (palinha*email.it);
Breakbeat (jcdenton*layne.org).


FAQ: versione 0.1 beta

Globalizzazione:
Nel 1998, immediatamente prima della ratifica dell'AMI (Accordo Multilaterale sugli Investimenti) Ruggiero (toh!) dichiarava: "Scriviamo la Costituzione di un'economia mondiale unificata". I punti salienti di questo trattato, pero', erano stati discussi per anni dai dipartimenti di Stato e Tesoro americani da un lato e WTO e multinazionali dall'altro, senza che il Congresso ne sapesse quasi nulla. Sul versante europeo, Jack Lang, nel dicembre '97, dichiarava che non aveva assolutamente idea di cosa si stesse negoziando e, soprattutto, a nome di chi. Questo episodio, cruciale nel processo descritto con il nome di globalizzazione, puo' aiutare a comprendere la vera natura di tale fenomeno. Al di la' dell'accezione comune del significante "globalizzazione" (e l'ambiguita' semantica non e' affatto casuale, imho) il reale significato da associare a tale termine, in questo contesto, e' un altro: il potere economico mondiale si organizza, con la compiacenza interessata di taluni esecutivi, per aggirare, de factu, tutti i "vincoli" imposti comunque dagli ordinamenti "democratici" occidentali e soppiantare nelle scelte decisive per l'ordinamento mondiale l'ONU che, pur nella sua farraginosita' e burocratizzazione e con i suoi limiti storici, e' comunque l'"ente" in qualche maniera legittimato a tali scopi. La globalizzazione, dunque, e' fondamentalemnet un processo di esautorazione del potere politico "democratico" e della funzione "moderatrice" del potere in questione al fine di rendere sempre meno significativi i vincoli imposti al mercato e, di consguenza, aumentare significativamente i profitti delle imprese multinazionali. Le ricadute di questa "evoluzione" sono drammatiche innanzitutto in quei paesi le cui economie sono inerentemente deboli (si pensi, ad esempio, alle conseguenze della "politica commerciale" della Monsanto in molte regioni dell'India, dove intere popolazioni che prima si autosostentavano con coltivazioni estensive di riso e cereali vari, illuse dalla prospettata illusione di un facile arricchimento, sono state orientate a coltivare cotone in maniera intensiva utilizzando sementi e pesticidi prodotti dalla suddetta multinazionale e sono state invece ridotte in miseria ed in una condizione di quasi schiavitu' a causa dei debiti contratti per l'investimento iniziale), ma anche nei paesi del ricco occidente in cui il mondo del lavoro e' sottoposto alla forte pressione della manodopera a costo ridicolo disponibile nella parte povera del pianeta ed e' costretto, di giorno in giorno, a rinunciare ai diritti acquisiti per tentare di resistere alla "concorrenza" che viene dal Terzo Monco.
(Whiplash)
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