Sezione di Este (PD)

Domenica 7 ottobre 2001
Pernumia, visita guidata dalla Dott. Annalisa Pulze.

La più antica menzione scritta di una località chiamata Pernumia, risale al 970 d.C. e compare in un atto di donazione di alcune proprietà, sottoscritto dal vescovo Giustino in favore del monastero padovano di S.Giustina.

La prima citazione della chiesa plebana, quindi dotata del diritto di amministrare il battesimo, risale al 1045, quando viene donata al capitolo della Cattedrale di Padova.

La pieve di Pernumia possedeva anticamente un territorio di giurisdizione assai ampio, che si estendeva verso Padova e Monselice.

Chiesa Arcipretale di S.Giustina: i lavori di rifacimento del pavimento della Chiesa hanno restituito le vestigia dell’antico edificio. Al di sotto della pavimentazione si sono rinvenuti i resti dell’antica chiesa medievale: una grande basilica a tre navate divise da colonne di mattoni, costruita in stile romanico. La chiesa messa in luce corrisponde, secondo quanto riportato da una visita pastorale settecentesca, a quella costruita verso il 1150.

Al di sotto della Chiesa medievale è stato messo in luce un edificio ancora più antico, con evidenti tracce d’incendio, che sembra riferibile al V-VI secolo d.C.

Villa Maldura: settecentesca, dimora estiva della nobile famiglia padovana, è circondata da un parco di quasi due ettari, che annovera anche piante esotiche.

Chiesetta della Trinità: sorge poco distante dal centro abitato, datata tra l’VIII e il IX sec. secondo alcuni studiosi, secondo altri tra il XII-XIII sec. Il nobile Francesco Dottori, giureconsulto padovano, a partire dalla fine del XV sec. fece ricostruire l’oratorio dall’architetto bolognese Lorenzo Pardi, che lavorò soprattutto nella zona absidale, e chiamò il pittore Jacopo da Montagnana per la decorazione. Durante la rivoluzione francese fu sconsacrata e trasformata in casa colonica fino agli anni ’60 del XX sec. Un primo restauro ha riportato l’edificio all’antica sacralità, riconoscendo l’importanza storico-artistica delle opere che racchiude. Il recente restauro ha riportato alla luce testine di angeli nella volta del presbiterio; gli altri affreschi sono stati puliti e consolidati.

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