Doppia vita

 

Capitolo 5 - Il ballo

 

Ortence aveva passato tutta la giornata a fare raccomandazioni alla sorella, era agitatissima e non riusciva a calmarsi. Oscar invece non capiva assolutamente il perché di tanto clamore, in fondo era stata a decine di balli e sapeva bene come ci si comporta. Ma quando provò a dirlo ad Ortence questa scoppiò:

“Ma non ti rendi conto? Guarda che una signorina si comporta ben diversamente da un soldato bella mia, vedi di mettertelo bene in testa!”

“E va bene, va bene, ma ora smettila di agitarti. E poi non avrò certo tanto tempo per queste cose, avrò già un bel da fare a cercare di capire cosa ci fa Andrè vestito da damerino, figurati se troverò anche il tempo di ballare e di fare conversazione!!”

“Guarda che non potrai certo andare e venire come ti pare, stai attenta a non esporti troppo, mi raccomando!”

“Non preoccuparti Ortence, andrà tutto bene, vedrai”

La sorella non sembrava troppo convinta, ma ormai era troppo tardi per tornare indietro. La carrozza era quasi arrivata a Versailles, un’ultima raccomandazione però Ortence non potè fare a meno di farla alla sorella:

“Mi raccomando, se vedi nostra madre al ballo stai lontana da lei. E’ l’ultima persona che potresti ingannare!”

“D’accordo, anche se non ne sono poi così convinta”.

 

Quando Ortence ed Oscar arrivarono il ballo era già iniziato, e per questo il loro ingresso fortunatamente passò quasi inosservato. Le due giovani si separarono quasi subito: Ortence si diresse verso un gruppo di dame, mentre Oscar cominciò a danzare con un giovane che non aveva mai visto, sfruttando l’occasione per guardarsi intorno. La duchessa Therese stava ballando con un giovane alto e ben vestito, ma sfortunatamente Oscar non era riuscita a vederlo in volto.

Si rese conto, forse troppo tardi, che il suo cavaliere le stava parlando con voce gentile, e che la stava stringendo a sé in maniera un po’ troppo audace.

“Vogliate perdonarmi, ero distratta, dicevate?”

“Che voi siete uno splendore mademoiselle, e mi stavo rendendo conto della mia fortuna ad avervi invitato a ballare prima di qualcun altro dato che non intendo lasciarvi andare…”

L’oschestra aveva smesso di suonare, e senza rendersene conto Oscar era stata trascinata dal suo cavaliere in un angolo della sala.

“Mi dispiace molto, ma non posso rimanere con voi, devo cercare una persona, e ora se volete scusarmi…”

Ma il giovane non era minimamente intenzionato a lasciarsi scappare la sua preda, e la imprigionò con il suo corpo contro il muro.

“Se non volete che mi metta a gridare lasciatemi subito andare!”

Oscar era furiosa, non ci voleva davvero quello scocciatore, se solo avesse avuto la sua spada avrebbe fatto vedere a quello stupido come ci si comporta!

“Sarebbe veramente da maleducati mademoiselle. Vedete, il ballo di stasera è in onore di mia sorella, e tutte le dame che sono state invitate qui stasera hanno il solo scopo di rendere più piacevole la MIA serata, quindi dovreste sentirvi onorata!”

‘Dannazione!’ Oscar era in trappola. Quello era Filippo, l’odioso fratello della duchessa Therese. Oscar non lo aveva mai incontrato di persona, per questo era caduta nella sua trappola, ma le voci che giravano su di lui rispondevano decisamente a verità. Era conosciuto come un arrogante, che pretendeva onori e servigi solo in veste di cugino del sovrano.

A Oscar sarebbe bastato poco per liberarsi di quell’uomo, ma non poteva rischiare di farsi scoprire. Stava ancora pensando a come sfuggirgli quando una voce amica venne in suo soccorso:

“Mi scusi duca, ma sua sorella la sta cercando, mi ha chiesto di condurla da lei subito, pare non si senta molto bene”

Il giovane era evidentemente seccato dall’essere stato interrotto, ma quella serata era troppo importante per lui, doveva attenersi al piano accuratamente studiato.

“Ora devo andare mademoiselle, ma non starò via a lungo, ritenetevi impegnata per la serata”

Mentre lo vedeva allontanarsi Oscar trasse un sospiro di sollievo, ma il peggio doveva ancora venire. La donna che li aveva interrotti si voltò verso di lei prima di seguire il duca, Oscar trattenne il respiro:

“Vi ringrazio madame…”

“Non voglio neppure sapere cosa stai combinando, ed io stasera non ti ho mai vista qui, ma lasciati dire una cosa…”

Orcar pensò che avrebbe voluto sprofondare in quel momento.

“… sei bellissima”

La ragazza sollevò lo sguardo e vide la donna allontanarsi. Sussurrò solo un: “Grazie madre”.

 

Andrè si sentiva a disagio, era tutta la sera che si sentiva strano senza un’apparente ragione, e la sua ansia non gli dava tregua. Continuava a guardarsi intorno, come se si aspettasse da un momento all’altro che qualcosa lo sottraesse al suo destino, ma era una vana speranza. Era stato costretto più volte a ballare con la duchessa Therese e con altre dame, ma si era sempre tenuto a debita distanza dal pericolo. Aveva infatti accuratamente evitato di trovarsi faccia a faccia con Madame Jarjayes e con Ortence, la sorella maggiore di Oscar. Non poteva rischiare, anche se il Generale e la nonna erano al corrente di tutto nessun altro a casa aveva il benchè minimo sospetto di quello che stava combinando, ed era sicuramente meglio così. Non voleva neppure immaginare cosa sarebbe potuto succedere se Oscar fosse venuta a conoscenza di tutto!

Rivolse lo sguardo verso la duchessa Therese e la vide immersa in un’animata discussione con il fratello Filippo. Andrè non lo sopportava, era un uomo falso ed arrogante, non vedeva l’ora di smascherarlo! Poco prima lo aveva visto alle prese con l’ennesima conquista, anche se non sembrava che la ragazza fosse così ben disposta verso di lui. Ad Andrè questo diede un sottile piacere, anche perché la giovane non sembrava essere la tipica nobildonna senza cervello, aveva uno sguardo dal quale era rimasto affascinato. Quando erano stati interrotti da Madame JarJayes aveva tirato un sospiro di sollievo, non meritava di finire nelle mani di un uomo come Filippo.

Andrè di stupiva di se stesso. Non gli era mai capitato di ammirare tanto una donna che non fosse Oscar, tanto più che non le somigliava neppure vista da lontano. I capelli corvini riccamente acconciati erano così diversi dalla bionda e ribelle chioma della sua Oscar, e il suo viso, sapientemente truccato come la moda dell’epoca imponeva… no, decisamente nulla a che vedere con quello acqua e sapone della sua amica, però… qualcosa c’era in effetti, ed era il portamento regale, l’andatura agile e disinvolta, in quello soltanto si somigliavano.

La vide dirigersi tra la folla degli invitati, e qualcosa lo spinse a seguirla. Non riusciva a capire il perché, ma voleva a tutti i costi parlare con lei, anche se non aveva la più pallida idea di cosa le avrebbe detto.

 

Dopo la brutta avventura Oscar si diresse a cercare Ortence, forse lei aveva scoperto qualcosa di importante. Appena la vide arrivare la sorella la prese per un braccio e la tirò in disparte:

“Te lo avevo detto o no che stasera non sei il Comandante della Guardia Reale?? Ti sembra quello il modo di camminare? Stai più rilassata, dimentica quell’andatura tipica da soldato e…”

“Senti Ortence, siamo qui da neppure un’ora e ho già avuto i miei problemi, quindi evita la paternale d’accordo? Piuttosto, hai scoperto niente?”

“Nulla, ma ora vai, c’è qualcuno che ti sta cercando, e se lo vuoi ingannare non deve assolutamente vederti con me!”

La sorella si dileguò talmente in fretta che Oscar non ebbe neppure il tempo per chiederle a chi si stesse riferendo, ma voltandosi finalmente comprese. Un’uomo avanzava verso di lei, il suo passo era regale ma deciso, e la fissava con due splendidi occhi verdi.

Oscar era senza parole. Se non lo avesse visto con i suoi occhi non avrebbe mai potuto credere che Andrè potesse essere tanto bello. Cercò di non fissarlo direttamente negli occhi per la paura di essere riconosciuta, ma l’immagine che aveva ancora nella mente non riusciva proprio a scomparire.

 

“Mademoiselle, perdonate il disturbo, ma l’orchestra ha ricominciato a suonare e mi sono chiesto se sareste stata così gentile da concedermi questo ballo…”

Da quando Andrè sapeva essere così galante? E con la prima sconosciuta che capita poi! Era a metà tra l’indignato e lo stupito, ma con sua grande sorpresa sentì uscire dalla sua bocca solo un lieve:

“Volentieri…”

 

Cosa diavolo gli era saltato in mente? Perché stava ballando con quella donna? Una sconosciuta, ma che lo attraeva in una maniera che neppure lui avrebbe potuto spiegare.

L’aveva avvicinata e le aveva chiesto di ballare con una naturalezza inaspettata, ed ora avrebbe voluto che la musica non smettesse mai. Non osava parlare, non avrebbe saputo cosa dire, ma non voleva lasciarla andare.

Quella sera il suo destino era già stato stabilito, ma in quel momento nulla aveva importanza. Forse era quello il segno che aspettava, o forse era solo il folle desiderio di evadere che lo portava a credere nella folle speranza di cambiare il suo destino.

La musica lo trasportava in un altro mondo, ed il corpo leggero ed aggraziato della nobile figura che stringeva a sé gli stava inebriando i sensi. Improvvisamente un pensiero si materializzò nella sua mente: Oscar… come avrebbe voluto ballare così con lei, anche una sola volta…

 

Oscar era preda di un votice di emozioni che le faceva girare la testa. Senza neppure accorgersene si strinse di più al suo aitante cavaliere. ‘Mi avrà riconosciuta?’ pensava ‘Cosa devo fare ora? Ma perché ho dimenticato tutte le parole che avrei dovuto dirgli?’. Non riusciva a capire il perché, ma avrebbe voluto che quel ballo non finisse mai, era così bello abbandonarsi, per una volta soltanto, a quelle sensazioni così piacevoli…

 

“Perdonate il disturbo duca De Rolange, ma la vostra presenza è richiesta con la massima urgenza”

 

Quelle parole distrassero Andrè dai suoi pensieri, smise di ballare ma non lasciò la mano della sua dama:

“Posso sapere chi mi desidera di grazia? Come vedete avete interrotto le mie danze con questa fanciulla, perciò spero che abbiate una motivazione adeguata Filippo”

Questi lo guardò leggermente sorpreso da quella reazione, non gli aveva mai visto quello sguardo di sfida negli occhi “Mi dispiace, ma mia sorella non si sente troppo bene e ha deciso di ritirarsi, ma avrebbe piacere di salutarvi prima di congedarsi”

Andrè abbassò impercettibilmente lo sguardo. Purtroppo non poteva tirarsi indietro. Si voltò verso la fanciulla che lo aveva stregato:

“Vogliate perdonarmi Mademoiselle, spero di poter riprendere questo ballo al mio ritorno” e senza attendere risposta si allontanò a seguire l’astuto Filippo.

 

Oscar era rimasta imbambolata, non era neppure riuscita a dire una parola, vedere Andrè in quella situazione l’aveva resa del tutto inoffensiva.

D’improvviso scosse la testa ‘Avanti Oscar devi seguirli, è la tua occasione!’. Il suo sesto senso le suggeriva che c’era qualcosa che non quadrava nel comportamento di Andrè. Non gli era sfuggito il suo sguardo rassegnato, doveva assolutamente scoprire cosa stava succedendo.

 

Continua…

 

 

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