Doppia vita

 

Capitolo 9 - L'inganno

 

Una lieve brezza aleggiava nella stanza, e i tiepidi raggi del sole accarezzavano il viso del bel giovane addormentato. Lentamente cominciò a muoversi ma, ben lungi dal sapere dove si trovava, il dolore lancinante alla testa gli impedì anche solo di voltarsi per esplorare con lo sguardo l’ampia stanza. Non riusciva neppure a tenere gli occhi aperti, e cercava malamente di fare mente locale agli avvenimenti che lo avevano portato in quella situazione, anche se con scarso successo.

Inizialmente non si era preoccupato più di tanto, solo pochi giorni prima si era trovato nella stessa situazione e la dolce voce di Rosalie era giunto a svegliarlo, ma ora aveva la netta impressione che non avrebbe dovuto essere così tranquillo.

Lentamente alcune immagini si fecero strada nella sua mente annebbiata, rendendolo conscio finalmente degli ultimi ricordi della sera prima. Improvvisamente il viso del giovane si fece vitreo, lentamente una lacrima scivolò sul cuscino. Non ricordava molto, ma poteva facilmente immaginare il proseguimento, attentamente programmato, della serata.

Finalmente si decise ad aprire gli occhi. La stanza dove si trovava era molto ampia e arredata con gusto anche se decisamente molto diversa dalla modesta ma accogliente casa di Bernard. Non riusciva a ricordare come vi era giunto e neppure gli importava, voleva solo andarsene di lì al più presto.

Con il passare dei minuti la sua mente si liberò del tutto dai residui dannosi del vino e della droga, rendendolo conscio della presenza al suo fianco.

Non era ancora finita, l’umiliazione peggiore avrebbe dovuto ancora subirla, non aveva ancora avuto il coraggio di girarsi a guardare quell’essere diabolico sdraiato immobile al suo fianco.

Mentre si voltava si chiese come sarebbe stato, solo per una volta, svegliarsi al fianco dell’unica donna che avesse mai amato nella vita. Come sarebbe stato bello accarezzare i suoi bellissimi capelli biondi, così simili a quelli della duchessa Therese, così neri…

 

NERI???

 

Andrè con un balzo si mise a sedere al centro del grande letto a baldacchino che troneggiava al centro della stanza, fissando sbalordito la donna al suo fianco.

Forse a causa del brusco movimento dell’uomo la donna lentamente aprì gli occhi, fissando dolcemente Andrè come se svegliarsi accanto a lui fosse la cosa più naturale ed abitudinaria della sua vita:

“Buongiorno”

Andrè la guardava sbalordito senza capire più nulla. Chi era quella donna? Dove l’aveva incontrata? Ma soprattutto… cosa ci faceva mezza nuda nel suo stesso letto??

“Che avete mio signore, non vi sentite bene?”

“Come dite? Io veramente…”

“Avete ragione! Non vi ho ancora ringraziato per la splendida serata mio signore, ora riposate, vado a prepararvi qualcosa da mangiare!”

Con un movimento aggraziato scese dal letto e si avviò verso la porta coperta solo da una leggera vestaglia.

“Perdonate se nella mia umile dimora non ci sono servitori, ma come immaginerete è meglio così, sapete… dobbiamo essere discreti…”

La donna uscì dalla stanza lasciando il povero Andrè nella più totale confusione mentale.

Ora finalmente si ricordava di lei. Avevano ballato insieme la sera prima, era la stessa donna che era stata in grado di fargli provare sensazioni contrastanti, era così… affascinante…

‘Ma Andrè a cosa stai pensando!’ si rimproverò ‘Eri così disperato per aver tradito la tua Oscar con la duchessa Therese… perché con questa donna dovrebbe essere diverso?’

In effetti non avrebbe dovuto esserlo, ma invece lo era. Forse il motivo è che non riusciva ancora a capire il perché si trovasse lì con lei, forse perché era talmente sollevato per essere scampato al suo orribile destino come aveva pregato per tutta la sera…

“Dannazione!”

Andrè saltò giù dal letto con un balzo. Con una rapida occhiata scorse i suoi vestiti su una sedia, li prese e cominciò a vestirsi rapidamente.

All’inizio non ci aveva pensato, ma ora il peso della responsabilità gravava pesantemente sulle sue spalle. Come avrebbe spiegato al generale e alla regina il suo tradimento? Come poteva raccontargli di essere scampato ai suoi doveri quando neppure lui ricordava cosa era successo?

Finito di vestirsi si diresse verso la porta quando questa si aprì di scatto, mostrando una bellissima donna con un sorriso smagliante.

“Eccomi, scusate se vi ho fatto aspettare, spero che questo sia di vostro gradimento”

“Mi dispiace mademoiselle…”

Un attimo di imbarazzo.

“… Constance, in effetti ieri sera non credo di avervelo detto…”

La ragazza abbassò lo sguardo.

Andrè si sentiva malissimo, non sapeva cosa dire. Certo era facile pensare ai suoi problemi, ma come poteva andarsene lasciandola senza una parola? Aveva uno sguardo così innocente… no, in fondo era sparito per una intera notte, qualche ora in più non avrebbe fatto alcuna differenza ormai.

“Grazie mille mademoiselle Constance, questi biscotti hanno uno splendido aspetto, ne prenderò uno molto volentieri”

Il viso della ragazza parve rasserenarsi, anche se nella sua espressione c’era qualcosa che Andrè ancora non riusciva a cogliere. Le sue parole così dirette all’improvviso lo lasciarono per un attimo senza fiato:

“Voi non ricordate nulla vero?”

Che dire? Mentire? Ormai per lui non sarebbe stato così difficile però…

“Veramente io…”

“Non abbiate paura di dirmi la verità, non sono stupida, l’ho capito da sola che un uomo come voi in circostanze normali non avrebbe mai fatto una cosa simile”

La sua espressione era un po’ triste ma tranquilla. La sua bellezza e la sua fierezza abbagliavano Andrè come solo un’altra donna era mai riuscita a fare.

“Vi andrebbe una passeggiata?”

La giovane lo guardò sbigottita

“Voi avete ragione, non ricordo nulla, ma non ho ancora deciso se sono pentito o no di quello che non ricordo di aver fatto, posso chiedervi di raccontarmi tutto mentre facciamo due passi in giardino?

La ragazza non rispose subito, ma poi, con fare forse un po’ brusco, rispose:

“Datemi solo qualche minuto per vestirmi”

E scappò via dalla stanza.

 

Rimasto solo Andrè cercò di rimettere ordine nella sua testa, ma più ci provava e meno ci riusciva. Ma come gli era saltato in mente di dirle quelle cose?? Lui ERA pentito, non poteva essere altrimenti! Come aveva potuto anche solo per un secondo pensare il contrario? Come faceva quella donna a sconvolgergli i sensi e la mente  a quel modo? Non sapeva nulla di lei, soltanto un nome… no, non era solo quello. Ricordava bene ora di averla notata subito al ballo, con quell’aria decisa ma allo stesso tempo un po’ sperduta tra la folla…

“Basta Andrè, ora basta!”

Si voltò verso lo specchio e si vide come non si era mai visto prima: con il volto arrossato, i lunghi capelli terribilmente in disordine ed i vestiti sgualciti.

“Cosa significa tutto questo? Chi sei tu? Andrè davvero no, lui non si sarebbe mai ridotto così, e tanto meno se ne starebbe immobile come un’ebete a parlare da solo davanti ad uno specchio… per cosa poi?  Per una donna? Per una donna che non è… Oscar… Oscar dove sei?”

 

Oscar sbatté violentemente la porta della stanza e si gettò sul letto. Iniziò a prendere a pugni il cuscino, con un diavolo per capello:

“Ma… come osa quel… quel… disgraziato! Ecco cos’è! La nonna glielo dice sempre, e ha ragione! Ma come si permette di comportarsi in quel modo??? E con la prima venuta per giunta! Mi fa una tale rabbia accidenti!!”

Dopo aver distrutto mezza stanza però Oscar sembrava essersi calmata. Cercava di riportare alla mente le parole della madre, per dare almeno un senso a quella sceneggiata che, se solo suo padre ne fosse venuto a conoscenza, l’avrebbe portata all’esilio.

 

<< Allora Oscar è tutto chiaro? Ricorda che solo in veste di Constance potrai riuscire a scoprire cosa sta succedendo ad Andrè! Se tu gli rivelassi tutto mostrandoti per quella che sei potrebbe ricominciare a mentire come ha già fatto in passato. Per tenerlo vicino a te però dovrai usare un piccolo stratagemma… diciamo che prenderai esempio dalla duchessa Therese… >>

 

Alla faccia del piccolo stratagemma! Stava per vomitare per tutte quelle paroline sdolcinate e senza senso che era stata costretta a pronunciare poco prima! Fosse stato per lei lo avrebbe svegliato puntandogli la spada alla gola e facendogli sputare la verità a sangue!

Ma la cosa che le dava più i nervi era quell’improvviso interesse nello sguardo dell’amico, rischiava di mandare a monte tutto il suo piano! Secondo la sua logica Andrè si sarebbe dovuto sentire terribilmente in colpa verso la giovane, tanto da fare qualunque cosa per farsi perdonare, così lei avrebbe potuto governare pienamente la situazione. Ma in quel modo quell’idiota era riuscito a rivoltare la faccenda a suo vantaggio, come si sarebbe dovuta comportare ora?

Se solo avesse avuto vicino Ortence o sua madre… in fondo lei cosa ne sapeva di come ci si comporta?? La mattina se l’era cavata, ma se la situazione le fosse sfuggita di mano…

“Insomma Oscar ora basta, vedi di controllarti! In fondo cosa vuoi che ti succeda? E’ sempre e solo Andrè, avete vissuto assieme per anni ed ora ti terrorizza una semplice passeggiata in giardino??”

Ma era davvero il suo Andrè? Nelle ultime ore aveva cominciato a vederlo sotto una luce completamente diversa…

“E va bene… chiunque sia non ha importanza… non posso restarmene qua seduta in eterno! Cercherò di scoprire tutto nel minor tempo possibile… non vedo l’ora che tutta questa storia assurda finisca!

 

 

Continua…

 

 

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