Gustavo Kuerten



Fa piacere scrivere qualche riga su Gustavo Kuerten a distanza di pochi giorni dal suo ritorno al successo in un torneo, dopo tredici mesi di astinenza, nell'Open del suo Brasile. Per "Guga" è stato il 17° titolo della carriera, il terzo sul cemento, solo il quarto su una superficie diversa dalla terra.
Già, perché Kuerten, nato a Florianopolis il 10 settembre del 1976, è da sempre un grandissimo esponente del tennis sul rosso. Molto solido da fondocampo, è dotato di uno splendido rovescio ad una mano, con il quale sa trovare traiettorie sorprendenti. La sua favola iniziò nel '97, ovviamente al Roland Garros. Qui il brasiliano, ancora sconosciuto ai più, si presentò da numero 66 della classifica Atp e, con ogni probabilità, nemmeno lui avrebbe scommesso un soldo bucato sulla sua affermazione. Invece, stupendo tutti, vinse tre maratone consecutive al quinto set con Muster, Medvedev e Kafelnikov e poi, dopo aver superato in semifinale il belga Dewulf, travolse in finale Sergi Bruguera, annichilito dalle sue accelerazioni. Il trofeo gli fu consegnato niente meno che da Bjorn Borg, davanti al quale Kuerten, ancora incredulo, si inginocchiò in segno di simpatia e rispetto.
Così "Guga" si trovò di botto proiettato nell'elite del tennis mondiale, ma non perse l'umiltà. All'indomani del titolo francese, si trovò in tabellone nel piccolo torneo di Bologna, cui si era iscritto quando, ovviamente, non poteva prevedere il boom parigino. Molti, al suo posto, avrebbero dato forfait, per non rischiare brutte figure e darsi ai festeggiamenti sfrenati. Kuerten, invece, andò regolarmente nel capoluogo emiliano: con modestia, accreditato solo dell'ottava testa di serie (il seeding era stato compilato prima dell'aggiornamento del ranking Atp), batté nei quarti il n. 1 Berasategui e giunse in finale, dove fu sconfitto da Felix Mantilla. Fu, quella, una grande dimostrazione di professionalità e di rispetto per pubblico ed organizzatori.

Il '98 fu un anno di assestamento: Kuerten non riuscì a ripetere l'impresa della stagione precedente e al Roland Garros uscì già al secondo turno, battuto dal diciottenne russo Marat Safin. Vinse comunque due tornei sulla terra, a Stoccarda e Mallorca, tanto per confermare che, sul lento, lui c'era ancora. Nel '99, infatti, entrò stabilmente nei top ten, aggiudicandosi due Masters Series su questa superficie (Montecarlo e Roma), ma, a Parigi, non andò oltre i quarti, superato dal redivivo Medvedev. Giunse nei quarti anche a Wimbledon e agli Us Open, denotando quei miglioramenti sul veloce che l'avrebbero portato, l'anno successivo, sul tetto del mondo.

Nel 2000, dopo aver vinto il torneo di Santiago, Kuerten fu sconfitto in finale a Roma da Magnus Norman e si impose ad Amburgo, al termine di un match fiume con Safin. Al Roland Garros si presentò tra i grandi favoriti e non deluse le attese. Battendo in cinque sets sia Kafelnikov nei quarti sia il giovane Ferrero in semifinale, si qualificò per l'ultimo atto, dove, ad attenderlo, trovò ancora Norman. Il brasiliano giocò un match migliore rispetto a quello del Foro Italico e superò lo svedese, conquistando il suo secondo titolo parigino. D'estate, arrivò finalmente il primo successo su una superficie diversa dalla terra: accadde sul cemento di Indianapolis, dove "Guga" ebbe la meglio, in finale, ancora una volta su Safin. Falliti gli Us Open (fuori al primo turno per mano di Arthurs), Kuerten arrivò all'ultimo torneo dell'anno, la Masters Cup di Lisbona, staccato di pochi punti dal leader dell'Atp Champions Race, che era proprio Safin, reduce dal successo brillantemente riportato a Flushing Meadow. Per scavalcare il rivale, e chiudere la stagione al primo posto mondiale, il brasiliano avrebbe dovuto vincere il titolo, con il russo non oltre le semifinali. Andò proprio così: Safin perse in semifinale da Agassi, mentre Kuerten, dopo l'iniziale sconfitta nel girone con lo stesso Andre, superò Norman, Kafelnikov, Sampras e, in finale, si prese la rivincita, nel match che più contava, su Agassi. "Guga" si aggiudicò così il primo torneo indoor della carriera e concluse il 2000 come numero 1 del mondo.

Il 2001 andò, più o meno, sulla stessa falsariga, ma ebbe un epilogo diverso. Kuerten si confermò il migliore di tutti sul rosso, vincendo Buenos Aires, Acapulco e, per la seconda volta, Montecarlo e cedendo solo in finale a Roma, di fronte a Ferrero. Con quest'ultimo ribaltò il risultato nella semifinale del Roland Garros, che vinse, per la terza volta (come Lacoste, Lendl e Wilander), stavolta in finale su Corretja. Dopo l'ennesimo successo terraiolo a Stoccarda, ad agosto "Guga" conquistò il suo primo Masters Series sul cemento, a Cincinnati, dove battè Henman e Rafter, rafforzando il suo primato in classifica. Qui, però, esaurì la sua benzina: infatti, dopo un comunque discreto quarto di finale agli Us Open, giocò un'ultima parte di stagione pessima, accumulando sconfitta su sconfitta. Si presentò al Masters di fine anno ancora da numero 1 mondiale, ma perse tutti i suoi tre incontri di round robin, venendo eliminato senza appello, mentre il giovane australiano Lleyton Hewitt, vincendo il torneo, gli strappava la corona, relegandolo al secondo posto Atp.

Il 2002 è stato un anno sfortunato per Kuerten, che ha dovuto saltare buona parte della stagione a causa di un grave infortunio all'anca, accusando un ovvio crollo in classifica. A Parigi non poteva essere ancora in condizione ed ha perso negli ottavi con il futuro vincitore Albert Costa. Saltato Wimbledon (un'abitudine, questa, poco degna di un campione come lui), ha disputato un buon Us Open, dove ha eliminato Safin (ancora lui!) al secondo turno, prima di cedere, negli ottavi, a Schalken. Ed ora è arrivato il ritorno al successo nell'Open del Brasile, un titolo non di grande prestigio, ma di notevole importanza morale, nel quale "Guga" avrà intravisto gli spiragli per tornare ad essere protagonista assoluto in futuro.

20-09-2002 (F.F.)


Sono trascorsi oltre due anni da quanto scritto sopra e, purtroppo, i problemi all'anca di "Guga" non si sono ancora risolti, tanto è vero che il campione brasiliano si è dovuto da poco sottoporre ad una nuova operazione, che lo terrà a lungo lontano dai campi. Si spera almeno che, al rientro, Kuerten sia in grado di rendere al meglio e di giocare senza sentire dolore, anche se sarà difficile un suo ritorno ai massimi livelli.
Dopo il ritorno al successo nell'Open del Brasile, nel 2002 "Guga" aveva raggiunto la finale nell'indoor di Lione, cedendola a Mathieu. L'inizio del 2003 lasciava presagire ottime cose, con subito il titolo sul cemento di Auckland e poi la finale, pur persa nettamente con Hewitt, nel Masters Series di Indian Wells. Kuerten si è però un po' fermato lì e, pur concludendo la stagione con un discreto 15° posto nella Champions Race, non è riuscito a compiere particolari exploit, se non, a fine ottobre, un nuovo titolo a San Pietroburgo, su Sargsian.

Il 2004 è continuato sulla stessa falsariga, ma, almeno, il sudamericano ha ripreso ad ottenere qualche buon risultato su quella che è stata la superficie dei suoi grandi trionfi, la terra battuta. Sono arrivate prima una finale a Vina del Mar, in Cile, ceduta all'idolo di casa Gonzalez, e poi un centro pieno nel suo Brasile, a Costa do Sauipe, dove ha superato Calleri. Il successo più prestigioso è giunto al terzo turno del "suo" Roland Garros, vittima di lusso niente meno che Roger Federer, costretto ad incassare un periodico 6-4, in quella che sarebbe rimasta la sua unica battuta d'arresto stagionale nelle prove dello Slam. A Parigi "Guga" ha illuso, ma non è riuscito ad andare oltre i quarti, fermato, in quattro sets, da Nalbandian.
Kuerten dovrebbe tornare in campo a 2005 già inoltrato, ma comunque in tempo per disputare i tornei primaverili sul rosso. Saranno quelli i test decisivi per capire fino a che punto il rovescio d'oro di Florianopolis colpirà ancora.

12-10-2004 (F.F.)


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