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Gaetano Montefusco, 49 anni, avvocato napoletano, è conosciuto per la battaglia legale intrapresa per la tutela dei diritti dei creditori degli enti locali in dissesto, organizzatisi in un comitato.
Collaboratore del quotidiano economico «Il Sole 24 Ore» e del settimanale economico «Il Denaro» ha già pubblicato «Un miracolo Italiano - Dal dissesto finanziario ai B.O.C.»
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Questa legislazione astrusa si è inasprita con il governo Prodi e resta tale con il Governo D'Alema, ma è stata voluta, inizialmente, da Ciampi, da Amato e le modifiche sono state sollecitate da Napoli quando al Ministro dell'Interno, che si occupa di finanza locale, c'era Giorgio Napolitano e al governo della città l'attuale sindaco, già Ministro del Lavoro e Presidente in pectore in Campania, la mia regione.
Nomi che ho citato a memoria, quelli che ricordo tra i più importanti, e ai quali potrei aggiungere Dini, che ha pubblicamente sostenuto che i debiti a Napoli non li ha fatti Bassolino, come se fosse un argomento, e quelli ancora di centinaia di uomini di potere, di fronte ai quali io sono niente, solo un avvocato, uno come tante decine di migliaia di miei colleghi che, ogni mattina, affollano le aule dei tribunali italiani, per chiedere giustizia per i clienti che rappresentano.
Sono solo un avvocato ma ho un vantaggio enorme su tutte le mie controparti perché, per quanto loro siano eccellenti e importanti, questa non è soltanto una lotta per far pagare il dovuto ai miei assistiti, ma è una lotta per il diritto e se io sarò sconfitto non ci saranno vincitori. Se il diritto soccombe dinanzi alla ragione politica, priva ormai di serie giustificazioni, come ho provato a dimostrare, perdono tutti e non c'è, in questa vicenda, una sola valida ragione, che non sia il desiderio di affermare la brutalità del potere, che giustifichi il ricatto in danno dei creditori, degli enti in dissesto, per costringerli a firmare quel documento che definiscono transazione
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