"Se ci hai creduto che hanno portato un uomo sulla luna" (M. Stipe)

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La allusione contenuta nella canzone "Man On The Moon" dell'album "Automatic For The People" dei R.E.M. è rivolta ad una delle più note e ricorrenti leggende metropolitane americane, poi esportata in tutto il mondo, secondo la quale la impresa spaziale che ha portato gli astronauti di Apollo 11, Armstrong, Aldrin e Collins sulla Luna nel 1969 (solo i primi due in realtà, il terzo rimase in orbita lunare) è stata in realtà una montatura mediatica.

La leggenda nasce da alcuni dati di fatto:

La tecnologia dell'epoca

La tecnologia dell'epoca, vista anche soltanto dal punto di vista delle evoluzioni di qualche anno dopo (la leggenda nasce a metà degli anni '70) sembra decisamente inadeguata alla più alta sfida mai tentata dall'uomo:

*  la microelettronica (la micro-miniaturizzazione citata all'epoca dal mitico inviato RAI Ruggero Orlando) era ai primi passi e gran parte se non tutta l'elettronica era a valvole o al massimo a nu-vistor (sorta di predecessori dei transitor, valvole miniaturizzate);

* i calcolatori elettronici erano a componenti discreti, avevano memoria centrale a nuclei di ferrite o a transistor, ma limitata a pochi Kbyte, memoria di massa a tamburi o a dischi a bassa densità, parola a 16-20 bit  (i primi serie 360 IBM) o a 8-12 bit (i primi minicalcolatori Digital), potenza di calcolo inferiore a quella di un palmare di oggi;

*  non esistevano ancora i microprocessori, i primi (gli Intel 4040 a 4 bit) saranno sviluppati all'inizio degli anni '70 per le esigenze della guerra del Vietnam (servivano per essere montati sulle prime bombe intelligenti che inseguivano il bersaglio pre-impostato); era quindi impossibile montare un computer su una unità mobile, la quale poteva essere governata solo con sistemi combinatori (flip-flop);

*  i margini di approssimazione entro cui doveva muoversi il controllo della navetta Apollo erano particolarmente stringenti; secondo il più noto astronomo dell'epoca, Lovell dell'osservatorio britannico di Jodrell-Bank, l'angolo con il quale la navetta doveva "infilarsi" nell'atmosfera al ritorno era particolarmente critico, e una variazione di pochi gradi, inferiore a quella garantibile dagli strumenti di controllo dell'epoca, poteva comportare la sua distruzione per attrito;

In sintesi la tecnologia appariva allora avanzata ma era un "effetto ottico" come quello raccontato nel primo avvistamento di UFO negli anni '40 da parte di due aerei militari, che si lanciarono all'inseguimento del disco volante, ma uno dovette ripiegare per problemi tecnici, mentre l'altro sembrava raggiungerlo ma poi sparì nel nulla; soltanto che gli aerei in questione non erano F10 ma dei P-51 Mustang della seconda guerra mondiale, i più veloci dell'epoca, ma comunque monomotori ad elica, ovviamente subsonici; il mitico inseguimento ci appare quindi ora vagamente ridicolo.

La documentazione

La documentazione a corredo della impresa è rappresentata essenzialmente dalle trasmissioni TV, in bianco e nero, ragionevolmente disturbate, e ovviamente da trasmissioni radio in bassa frequenza, mancano o sono opinabili, pur essendo teoricamente possibili, altre documentazioni iconografiche:

*  gli astronauti portarono con se' cineprese (una Leitz Leicina mi sembra) ma le riprese, per risparmiare pellicola, si fecero a 1 fotogramma al secondo, quindi pressoché inutilizzabili (super-accellerate e prive di dettagli);

*  le fotografie riportate furono molte e di grande qualità (le macchine erano Hasselblad EL appositamente modificate, con obiettivo supergrandagolare Biogon o altre ottiche Zeiss, quindi il meglio disponibile allora, come oggi) ma molte foto pubblicate in seguito, ad un esame appena attento, risultavano non scattate sulla Luna, analizzando l'angolo delle ombre e altri particolari.

L'improvvisa resa dei russi nella gara per la conquista dello spazio

I russi, in gara all'epoca con gli americani per la conquista dello spazio, e, fino a questa storica impresa, ancora in testa, dovevano essere ovviamente conniventi per qualche motivo particolare, se no con i loro osservatori astronomici, satelliti e radiotelescopi avrebbero facilmente scoperto l'inganno. E infatti persero la gara con l'onore delle armi, perché riuscirono, qualche mese dopo gli americani (nel 1970), a spedire un robot, il Lunakhod I, sulla Luna, a fargli fare prelievi di sassi lunari con un braccio meccanico, a farlo risalire su un modulo di atterraggio tipo LEM e quindi tornare a terra con il suo prezioso carico, e tutto ciò prima che gli americani facessero lo stesso, ma con un equipaggio umano e la jeep spaziale Rover (che poi lasciarono lì), riportando anche loro sassi lunari, ovviamente molti di più;

*  inutile dire che anche questa impresa era tutt'altro che banale, e non venne mai più replicata dai russi né dagli americani in seguito, e neanche tentata (si pensi al recente fallimento del rover americano inviato su Marte, subito perso dal contatto radio).

Una serie di imprese eccezionali che finisce subito

Le imprese si sono svolte nell'arco di 2-3 anni, (Apollo-10 che girò attorno alla Luna senza scendere, e quindi il primo che è uscito dalla attrazione terrestre e che è tornato alla base, Apollo-11, Apollo-12 con il Rover già citato, Apollo-13 con i noti problemi) e sono rimaste senza seguito, nel senso che la NASA non ha più tentato niente di comparabile, anche se teoricamente, con l'avanzare della tecnologia, la ripetizione dell'impresa sarebbe stata di diversi ordini di grandezza più semplice;

I russi non hanno neanche tentato di replicare l'impresa e di inseguire gli americani (come avevano fatto questi ultimi rispetto alle prime imprese spaziali) inviando sulla luna astronauti, pur avendo sostanzialmente tutta la tecnologia e la teoria pronta (come dimostra la impresa del Lunakhod) e mancando loro solo, eventualmente, vettori abbastanza potenti per lanciare in cielo un peso maggiore.

Il film

Con queste premessse la leggenda ha quindi avuto un grande seguito, ed ha anche ispirato un noto film americano del 1978, Capricorn One, di Peter Hyamas con Elliott Gould, nel quale però l'impresa è spostata prudenzialmente su Marte, ma tutti capiscono che si parla in realtà della Luna. Qui il cronista d'assalto Elliott Gould scopre che la impresa assolutamente necessaria per battere i russi nella gara tecnologica è fallita e per riparare viene creata tutta una messa in scena, con finte dirette televisive, astronauti che simulano Marte nel deserto del Nevada e così via.

Le cose sono più semplici

Naturalmente una leggenda è una leggenda, e risulta per tanti motivi ancora più insostenibile la "realtà" raccontata da Capricorn One, con buona pace di improbabili ex agenti della CIA che hanno scritto libri del tipo "Luna: non ci siamo mai stati" e del noto giornalista Cesco Ciapanna, editore della rivista Fotografare, trasformata nella sua personale tribuna per smascherare complotti internazionali.

Pensate in particolare a come sarebbe difficile:

mantenere un segreto di questo tipo e di questa importanza per tanti anni, con tanta gente disposta a vendere per soldi un qualsiasi segreto (fossero anche i gusti alimentari della compianta principessa Diana d'Inghilterra)

convincere tutti i radiotelescopi e scienziati del mondo a guardare da un'altra parte

immaginare che, dopo la caduta del muro, nessun agente o scienziato russo sia andato a raccontare la verità

Una spiegazione per ogni mistero

*  le imprese non sono state ripetute semplicemente perché costavano troppo, e a seguito dei tagli di bilancio imposti dalla crisi petrolifera del '73 e dalla abolizione della parità dollaro-oro;

*  i russi, abbiamo saputo dopo, erano già in grandissimo affanno per inseguire gli USA sul piano militare, e anzi hanno bruciato in questa gara ben più cruciale il consenso interno al regime;

*  le foto "taroccate" avevano probabilmente lo scopo di vendere meglio l'impresa, ed integrare quelle originali, forse insufficienti o non abbastanza buone;

*  la Luna non offriva nulla di economicamente interessante, e quindi altre imprese avrebbero avuto un ritorno dell'investimento pari a zero; la unica spinta dovuta alla guerra fredda ed alla competizione USA-URSS si è prima spostata sul piano puramente militare e poi ha perso di interesse con il disfacimento dell'URSS;

*  d'altra parte nella storia della umanità le grandi esplorazioni hanno sempre avuto due spinte, spesso intrecciate, un desiderio di potenza di re, imperatori o presidenti, o la pressione dei bisogni elementari, che spingevano a cercare nuove terre, così è nato l'investimento Colombo da parte della regina Isabella di Spagna (tre caravelle e un equipaggio pagato); nessuna di queste premesse è stata più vera dal '73-'75 in poi (anni della crisi petrolifera e della sconfitta militare USA in Vietnam) e quindi è rimasta solo la leva economica e il ritorno a breve dell'investimento;

*  le imprese spaziali si sono quindi concentrate su obiettivi meno epici e sfide meno epocali per l'uomo, ma non sono più state a ritorno investimenti zero, lo spazio è servito per la messa in orbita di satelliti orientati ad ogni scopo (dallo spionaggio alle previsioni meteorologiche alle comunicazioni e tele comunicazioni) per la produzione e la sperimentazione di materiali speciali ecc. e la tecnologia dispiegata a cavallo tra i '60 e i '70 è stata tutt'altro che senza ricadute, visto che la usiamo anche a livello di massa con la TV via satellite o i sistemi di localizzazione GPS;

*  la tecnologia a valvole poteva essere sufficiente, in quanto è solo essenzialmente più costosa, sia in termini di costo sia di volume; gli ultimi caccia di combattimento russi, i Mig29, si è scoperto che avevano ancora parte della componentistica a valvole, ma erano ciononostante competitivi con gli equivalenti americani;

*  le imprese sono state parecchie, anche se concentrate nel tempo, per gli scopi di propaganda ne sarebbero bastate meno;

*  non aggiungo che è stato anche portato a terra un quintale o quasi di sassi lunari, perché naturalmente potrebbero provenire da qualche altra parte.

In sintesi, l'uomo è andato sulla Luna ma il mondo non è cambiato un granché, almeno per ora, a seguito di questa impresa; in quel luglio del 1969 il telecronista RAI Tito Stagno, dopo aver annunciato che il piede umano aveva toccato il nostro satellite, aggiungeva enfatico: "Il mondo dopo questo passo non sarà più lo stesso" ognuno può giudicare a oltre un quarto di secolo se i sogni della fantascienza di allora si siano realizzati o meno.

Il grande autore di fantascienza Sidney Jordan (Jeff Hawke) aveva azzeccato data e modalità dello sbarco sulla Luna in una sua storia degli anni '50, e intervistato all'epoca dell'impresa di Apollo 11 aveva profetizzato "Entro il 2000 su Marte", ma evidentemente lo sviluppo della tecnologia e l'interesse della società si è orientato in altre, impreviste, direzioni.

© Alberto Truffi 2001-2003 - Musica & Memoria

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