Distant Voices, Still Lives - Terence Davies (1987)

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Titolo italiano "Voci lontane, sempre presenti", si tratta di un film particolare nel quale la musica gioca un ruolo fondamentale.

È un film particolare perché è uno dei pochi prodotti cinematografici riusciti, e tuttora citato come esempio, di storia raccontata per frammenti e associazioni di idee, come un ritorno alla luce di ricordi rimasti seppelliti nella memoria, un film quindi senza una trama esplicita, senza dialoghi, senza alcun rispetto della cronologia, e senza alcun ricorso alle regole consolidate di scrittura cinematografica.

Si può dire che da un certo punto di vista che è un film in forma di poesia, contrapposto ai film tradizionali in forma di prosa.

La storia quindi viene ricostruita dallo spettatore stesso, che integra mentalmente le parti mancanti e le interconnessioni, esattamente come avviene nei video, solo che nei video questo avviene per raccontare una storia in tre minuti, in questo notevole film invece tutta la scrittura cinematografica è costruita intorno a questo metodo.

La storia in sé stessa è suddivisa in due parti, proprio come il titolo, Distant Voices (Voci lontane), è il ricordo angosciante del padre etilista e violento, interpretato magistralmente dall'attore inglese Pete Postlethwaite, dittatore in famiglia, dove cerca la rivalsa da una vita grigia, il tutto ambientato in una Liverpool grigia e popolare, prima dell'era Beatles, negli anni '40 e nei primi anni del decennio successivo, fotografata in modo impressionistico da Patrick Duval.

L'altra parte del film, "Still Lives", tradotto in italiano con qualche libertà "sempre presenti", è incentrato sul voltare pagina della famiglia, dopo la morte del padre, e tutta la vicenda ruota intorno al matrimonio del figlio e protagonista semi-autobiografico Tony, momento simbolico di nuovo inizio. 

Un nuovo inizio che però il film ci fa capire essere sempre all'interno degli stessi meccanismi, come se i protagonisti fossero forzati a ripetere gli errori dei quali hanno subito le conseguenze, e riprodurre nella loro famiglia, la famiglia di origine.

Per marcare la differenza i frammenti di ricordi sono separati dallo schermo nero nella prima parte, e dallo schermo bianco e pieno di luce, nella seconda.

Nei fatti quello che vediamo di questa vicenda sono frammenti, piccoli eventi quotidiani, gesti consueti, riunioni di famiglia, insomma quei momenti che per motivi tipici o casuali si fissano nella memoria di tutti noi, e spesso in questi ricordi vediamo i protagonisti cantare o sentiamo la radio suonare le canzoni dell'epoca. 

Non è un modo di cantare tipo musical, cioè fuori contesto, è un cantare realistico, coerente con le situazioni, che nasce per il proprio piacere o in riunioni conviviali, nei pub, dove in un'era pre-discoteca e pre-karaoke gli avventori facevano in modo attivo la colonna sonora della serata.

La musica fa quindi da sottofondo e collante, è il rifugio della famiglia, della madre, delle sorelle Eileen e Masie, che si ritrovano la sera fuori casa, ed esprimono cantando le canzoni commerciale dell'epoca, il loro desiderio di astrazione dalla loro vita di tutti i giorni, una musica quasi terapeutica, una via di fuga dalla realtà.

Interpreti

 

Freda Dowie

Madre

Pete Postlethwaite     

Padre

Angela Walsh 

Eileen

Dean Williams 

Tony

Lorraine Ashbourne 

Maisie

Debi Jones 

Micki

Marie Jelliman 

Jingles

Sally Davies 

Eileen bambina

Nathan Walsh 

Tony bambino

Susan Flanagan 

Maisie bambina


Colonna sonora (estratto)

 

"Love is a Many-Splendoured Thing"

La canzone del celebre film americano omonimo (L'amore è una cosa meravigliosa)

Nat King Cole - "The music of the years gone"

"I Wanna be Around"

"They Tried to Tell Us We're Too Young"

"When Irish Eyes Are Smiling's"

Ella Fitzgerald - “We’ll have a happy ending now"

La canzone che commenta la madre picchiata

Ella Fitzgerald - "Taking a chance on love”

“The Gang’s All Here”

La canzone che accompagna la scena nel rifugio anti-aereo

“Oh Mein Papa”

Una delle canzoni cantate nelle serate al pub

“The Water is Wide”

La canzone dei titoli di coda

(La maggior parte delle canzoni sono celebri successi radiofonici degli anni '40 e '50)

 © Alberto Truffi Mag2002 - Musica & Memoria

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