Il castello di Himeji


Tenshu

Il Tenshu, o "Guardiano dei Cieli" è la struttura principale del Castello giapponese. Localizzato al suo centro, esso rappresentava il centro di controllo e il simbolo della grandezza del Signore che lo possedeva. In quanto posto di comando era pesantemente fortificato. In quanto simbolico punto focale del castello grande cura era riposta nella sua architettura e nei dettagli che ne impreziosivano la struttura. Proprio questa grande attenzione ai dettagli archittettonici rappresenta la principale differenza tra i castelli giapponesi e le analoghe strutture occidentali. Le linee ricurve dei tetti, gli eleganti frontoni, gli slanciati delfini che decorano le sommità, rappresentano un quadro di raffinatezza in una struttura la cui funzione principale era quella bellica. Vista l'instabilità sismica del territorio giapponese, una struttura interamente in pietra, come nella tradizione europea, non era praticabile. Al suo posto troviamo una struttura di legno che sorge su un possente basamento in pietra. E' proprio questa combinazione dei due materiali a fornire ai castelli giapponesi la loro contemporanea eleganza e possenza. Tuttavia l'uso del legno rendeva i castelli assai vulnerabili al fuoco. Circa 144 castelli erano presenti sul suolo giapponese alla fine del peiodo feudale (1867), ma al giorno d'oggi restano solo 12 strutture originali.

Struttura e Architettura dei Castelli Giapponesi

Oltre al Tenshu, i castelli giapponesi presentano altre strutture degne di attenzione. Può essere difficile immaginare come possano essere imponenti queste costruzioni. La prima struttura che si presenta è il portone principale (Ote Mon). La Ote Mon ha una duplice funzione: protezione e simbolo. In tempo di guerra il suo scopo primario era, ovviamente, quello di respingere gli attaccanti durante un assedio, ma in tempo di pace la sua funzione, non meno importante, era di mettere in risalto il prestigio del Daimyo che lo possedeva.



L'immagine mostra l'imponente Ote Mon del castello Himeji-jo. In essa sono presenti molti elementi decorativi, come feritoie a forma di campana e dorature. Caratteristiche importanti sono le due svolte a 90 gradi che conducono su per una rampa fino al portale. Questa combinazione di brusche svolte e della successiva rampa aveva lo scopo di impedire agli attaccanti l'utilità di un qualsiasi tipo di ariete.



L'immagine successiva mostra la Ote Mon del Nijo-jo. Con il suo aspetto ancora più imponente in virtù del solido muro in pietra (ishigaki), questo portale si apre direttamente sulla strada, che non presenta alcun tipo di svolta. Questa struttura dipende dal fatto che il Nijo-jo era la residenza ufficiale dello Shogun Tokugawa e non è mai stato progettato per essere una vera fortificazione. In aggiunta, l'imponente ishigaki su cui sorge l'Ote Mon rispecchiava la potenza e la stabilità dello Shogunato.


Le entrate di questi portali erano costruite in legno. Certamente non il miglior materiale per opporsi al fuoco ed agli arieti, per questo le porte venivano spesso rivestite da sbarre di ferro.



I castelli presentavano altri portali oltre al Ote Mon. Le due nell'immagine sono la Prima Porta dell'Acqua (Mizu no Ichi Mon) e la Quinta Porta (Ho no Mon) del castello Himeji-jo. Esse sono estremamente più piccole se paragonate al portone principale. La loro funzione era di agire da tunnel, restringendo il numero di soldati che potevano passare attraverso di esse verso il Tenshu, formando una strozzatura che agevolava i difensori. Una astuta caratteristica di queste combinazioni di porte era di creare una svolta a 180 gradi per procedere verso il Tenshu. Se gli attaccanti irrompevano attraverso la Quinta Porta (a destra) e continuavano ad avanzare sarebbero finiti alla porta posteriore del castello.



Il perimetro del castello era circondato da doppie mura. L'esempio nell'immagine usava delle bordature di legno per rinforzare il cuore di banbù e fango. Ovviamente questa struttura non era usata per le mura esterne, ma solo per rinforzare elementi interni.



Le altre mura avevano una composizione ben più solida, senza bordature e supporti. Ad intervalli regolari si aprivano delle feritoie (sama) per permettere ai difensori di lanciare frecce e proiettili contro gli attaccanti.
Una delle strutture difensive più importanti era l'ishigaki. Non solo impediva l'erosione della collina su cui sorgeva, ma forniva anche una solida base su cui edificare strutture come torri e tenshu. Le tecniche di costruzione dell'ishigaki subirono delle grandi evoluzioni nel corso degli anni. L'ishigaki nell'immagine è uno dei più evoluti.



L'elegante curvatura alla sua base non ha funzioni solamente estetiche. L'ampio basamento aiutava a distribuire equamente l'enorme peso della struttura, e aveva il vantaggio aggiuntivo di rendere la scalata più ardua per gli assedianti.

Le torri (Yagura) avevano svariati compiti. Erano usate come postazioni di vedetta, ma anche per ospitare soldati.



La torre nell'immagine è una sumiyagura (torre angolare), incorporata nella struttura difensiva del castello Kanazawa-jo. La struttura arrotondata è chiamata Kara Hafu e mostra una chiara origine cinese. Un altro tipo di torre sono quelle del castello di Himeji-jo, nell'immagine sottostante.



Queste venivano usate come residenza della moglie del Daimyo e dei suoi servitori. Erano tuttavia impiegate anche come postazioni di vedetta e magazzini. La creatura mitologica con la forma di delfino in primo piano è chiamata Shachihoko.
Talvolta una Yagura era direttamente connessa al Tenshu, come nel Inuyama-jo.



L'interno dei Castelli

L'immagine mostra la struttura della mura del castello, costruite con bambù, corde e fango.



Durante i primi anni dello sviluppo del Tenshu le residenze erano localizzate talvolta al suo interno. E' rappresentato sotto un esempio di una residenza in stile Shoin all'interno del Tenshu di Inuyama-jo.



Questa è una porta progettata appositamente per l'uso da parte dei Ninja. Se la situazione precipitava per i difensori, l'ultima possibilità era rappresentata dai "Guerrieri delle Tenebre", in grado penetrare nelle linee neniche alla caccia della testa del generale avversario!



Molto spesso un Kami shinto era posto sulla cima del Tenshu, con lo scopo di proteggere il castello e i suoi occupanti dagli attacchi e dal fuoco.