Jomon no jidai - Era Jomon

Fino al IV secolo a. C.
Prime forme di civiltà. I Giapponesi di questa epoca vivevano probabilmente in piccole comunità di cacciatori-raccoglitori e si dedicavano alla produzione di rudimentali ceramiche decorate da cordicelle impresse sulla creta fresca, tipiche decorazioni che danno il nome al periodo, Jomon.

Yajoi no jidai - Era Yajoi

IV secolo a. C.
Avvento dell'agricoltura, in particolare della coltura del riso, per influsso della vicina Cina. Questo periodo è testimoniato dal ritrovamento di ceramiche tecnicamente superiori rispetto a quelle dell'epoca Jomon.

Kofun no jidai - Era Kofun jidai

III secolo d. C.
Il periodo Kofun jidai ("era delle tombe a tumulo") prende nome dall'uso diffusissimo di costruire imponenti tombe a tumulo per i defunti più illustri, dove insieme al cadavere trovavano posto i suoi oggetti più cari, oltre a statuette riproducenti fattezze umane (naniwa), che dovevano accompagnare il defunto nel viaggio verso l'al di là. La società del tempo era quasi sicuramente di tipo matriarcale, strutturata in nuclei familiari (uji) che detenevano ogni potere societario. In seguito, la struttura societaria sarebbe cambiata con la formazione di primitive corporazioni di mestieri.

Asuka no jidai - Era di Asuka

Dal VI secolo d. C. fino al 645 d. C.
Il Giappone conosce una apertura verso le vicine ed evolute civiltà della Cina e dell'India. L'influenza cinese risulterà determinante in tutte le fasi di sviluppo storico del Giappone, in particolare per l’importazione delle due grandi dottrine del Buddismo e del Confucianesimo. Inizia l'era di Asuka: il Giappone è dilaniato da lotte intestine tra i fautori di un sistema conservatore di governo, di tipo tribale (basato sul culto solare), e i sostenitori di un nuovo ordine giuridico di stampo cinese, basato su un potere centrale e burocratico.

Kakuho no jidai - Era Hakuho

Dal 645 d. C. al 710 d. C.
Si instaura un nuovo impero centralizzato sul modello cinese, retto dall'assoluta supremazia imperiale e da una filosofia di stampo confuciano-buddista, sancito nel 645 con la riforma Taika (“Gran Mutamento”).

Nara no jidai - Era di Nara

Dal 710 d. C. al 793 d.C.
Nel 710 d. C. si costruisce la prima vera capitale stabile: Nara (ancora oggi esistente). Si apre un'epoca di intensi e fruttuosi scambi con il continente e di grande sviluppo civile. Sorgono numerose case, scuole, opere pubbliche, nonché favolosi templi buddisti. Il Buddismo conosce una straordinaria fortuna e i suoi sacerdoti acquistano sempre maggiore rilievo, fino a porsi in duro contrasto con il potere politico. Il monaco Dikyo tenta addirittura di farsi riconoscere imperatore. Nel 794 il tenno Kammu (regna dal 781 all’806) decide di trasferire la capitale una trentina di chilometri più a nord e fonda una nuova città chiamata Heian ("Serena Pace"), poi nota come Kyoto ("Metropoli-Capitale").

Heian no jidai - Era di Heian

Dal 794 d. C. al 1185 d. C.
Dopo il trasferimento della capitale a Heian (l’odierna Kyoto), il Giappone subisce una chiusura totale verso il mondo esterno e sviluppa una raffinatissima civiltà urbana e civile. Per quasi quattro secoli non si hanno guerre. E' un periodo di altissimo sviluppo delle arti e della letteratura. Vive in questo periodo la massima scrittrice giapponese, Murasaki Shikibu, autrice del Romanzo di Genji ("La storia del Principe Genji").

Kamakura no jidai - Era di Kamakura

Dal 1185 d. C. al 1333 d. C.
Intorno al 1100 la bramosia di potere spinge due diverse fazioni all'interno della potente famiglia Fujiwara a invocare l'appoggio di due famiglie militari, i Taira e i Minamoto. Si apre un periodo di lotte sanguinose, culminate con la vittoria dei Minamoto e la nomina del primo shogun ("governatore militare") nella figura di Minamoto Yoritomo, che nel 1185 stabilisce la sede shogunale a Kamakura, ben lontano dagli intrighi della corte imperiale. Prevale un potere di tipo feudale: al vertice è posta la figura dello shogun con vari reggenti e ministri. Si impongono un'etica di impronta guerresca e un tipo di governo militare, il "bakufu". Il periodo fu comunque nell'insieme portatore di grandi sviluppi artistici. Nella seconda metà del 1200, il Giappone è messo in ginocchio dall'invasione delle temibili orde dei Mongoli di Kublai Khan; lo sforzo sostenuto nella difesa porta l'arcipelago a un indebolimento politico-economico.

Muromachi no jidai - Era Muromachi

Dal 1333 d. C. al 1568 d. C.
Nel 1335 Ashikaga Takauji, grande stratega chiamato per risolvere una difficile situazione di successione, si nomina shogun. Inizia l'era degli shogun Ashikaga, epoca caratterizzata da costanti disordini politici causati dalle lotte di potere di piccoli principati indipendenti (la prima metà del XVI secolo prende infatti il nome di Sengoku jidai, "Età del paese-in-guerra"), ma anche da una straordinaria fioritura artistica, soprattutto sotto Yoshimitsu e Yoshimasa (rispettivamente terzo e ottavo shogun). Nel 1543 ha luogo la "scoperta del Giappone" da parte dell'Occidente. Con San Francesco Saverio, arrivano nel paese i primi missionari gesuiti e si riaprono i contatti tra il Giappone e il mondo di fuori.

Momoyama no jidai - Era di Momoyama

Dal 1568 d. C. al 1600 d. C.
La successione di tre grandi condottieri (Nobunaga, 1543-1582; Hideyoshi, 1536-1598; e Tokugawa Ieyasu, 1542-1616) porta alla riunificazione di tutto il paese. I contatti con gli stranieri, prima fiorentissimi, si deteriorano; Hideyoshi li sospetta di attentare all'indipendenza del paese, e Ieyasu opta per la chiusura completa all'esterno e per l'eradicazione totale delle comunità cristiane costituitesi nel frattempo. E' un periodo di grande attività costruttiva (soprattutto castelli) e di rigogliosa produzione artistica.

Tokugawa no jidai - Era Tokugawa

Dal 1600 d. C. al 1868 d. C.
Dopo la morte di Toyotomi Hideyoshi, i daimyo del Giappone orientale ed occidentale entrano in guerra e inviano a combattere i loro samurai, guidati da Tokugawa Ieyasu e Ishida Mitsunari. Nella piovosa e ventilata notte del 20 Ottobre 1600 le truppe vengono concentrate sulle colline attorno a Sekigahara. Alle 8.00 del mattino seguente, 100000 samurai partono all'attacco. Tra le file dei samurai di Mitsunari i registri ufficiali riportano anche il nome di Miyamoto Musashi, il più grande spadaccino del Giappone. Ieyasu vince la battaglia di Sekigahara e istituisce lo shogunato di Tokugawa. Successivamente egli, il massimo uomo di stato della storia giapponese, trasferisce la capitale da Kyoto a Edo (oggi Tokyo), 500 chilometri più a levante. L'imperatore riacquista qui i suoi pieni poteri, ponendo fine a secoli di potere illimitato della figura shogunale. Il paese, ermeticamente chiuso, potrà godere di una pace ininterrotta per oltre due secoli. Viene istituito un ferreo goveno totalitario, che riesce poi a sopravvivere lungo una serie di ben quindici discendenti fino al 1868. La società viene strutturata in classi rigidamente divise e ben distinte tra loro, e lo Stato viene retto su un ordinamento di tipo confuciano, che educava il popolo al rispetto per le tradizioni, il sapere, lo Stato e la famiglia. Molte grandi città si sviluppano e all'interno di queste la classe mercantile diventa di sempre maggiore importanza per lo strapotere economico che pian piano acquisisce. Ciò dà vita a un grandioso sviluppo della cultura popolare, sotto forma di teatro, opere letterarie e iconografiche. Il potere della nuova classe mercantile viene a porsi in stridente contrasto con quello secolare della classe nobiliare-samuraica, che, indebolitasi, inizia il proprio declino. L'impero, impoverito da lunghi anni di crisi interna, non riesce far fronte all'avanzata degli stranieri. Nel 1854 il Giappone cade sotto la pressione delle navi americane del commodoro Perry: viene firmato un accordo con gli Stati Uniti, che obbliga il Giappone a riaprire le frontiere agli stranieri. Il cedimento dello shogun scatenò la ribellione delle forze tradizionaliste, che colsero l’occasione per rovesciare un regimo inviso. Nel 1866, al termine di una breve guerra civile, lo shogunato ha ormai perso il ruolo centrale e l’imperatore riacquista i pieni poteri.

Meiji no jidai - Era Moderna

Dal 1868 - Era Moderna Con l'abdicazione dell'ultimo shogun, l'imperatore riprese pieni poteri nella figura di Mutsuhito ed ebbe inizio il periodo Meiji ("Governo illuminato"), caratterizzato dai contatti crescenti con il resto del mondo e dall'apprendimento da parte dei Giapponesi di quanto il progresso occidentale poteva offrire.Fu istituito un nuovo sistema monetario e fiscale, sorsero nuove poste, telegrafi, ferrovie, porti, banche, ospedali, università, giornali e moltissime industrie vennero privatizzate. Il Giappone si impose come nuova potenza mondiale nel 1895, quando tutto il mondo assisté sbigottito alla sua vittoria sul grande impero cinese in una guerra per mire espansionistiche sulla Corea. Nel 1905 uscì vittorioso da un conflitto con la Russia per la questione coreana. Nel 1912, alla morte di Mutsuhito, salì al trono il figlio Yoshihito. Inizia la nuova epoca Taisho ("Grande giustizia"), una fase democratica, liberale e dinamica, che vide il Giappone combattere vittoriosamente contro la Germania durante il primo conflitto mondiale, e annettere in tal modo tutti i possedimenti tedeschi in Oriente. Nel 1925 sale al trono l'imperatore Hirohito, che dette inizio all'era Showa ("Pace luminosa"). Quest'epoca fu caratterizzata da un militarismo e un sentimento nazionalista crescenti, che condussero il Giappone al Patto Tripartito con Italia e Germania nel novembre 1940. Nel 1941, le flotte giapponesi attaccano la base americana di Pearl Harbour nelle isole Hawaii, sancendo l’entrata del Giappone e degli Usa nel secondo conflitto mondiale. Nel 1945 vengono lanciati gli ordigni nucleari su Hiroshima (6 agosto) e su Nagasaki (8 agosto). Il Giappone si arrese e uscì stremato da questa guerra, con numerosissime vittime, terribili danni agli edifici, per la maggior parte rasi al suolo, e in una situazione generale di estrema povertà e prostrazione. Il grande sogno di un'egemonia giapponese su tutta l'Asia orientale si era così irrimediabilmente concluso. Nel 1947 entrò in vigore una nuova costituzione sul modello dei governi democratici occidentali e tutte le forze furono indirizzate verso una veloce ricostruzione di tutto quanto era stato distrutto. Un'efficace riforma agraria, un'industria rinnovata e un'economia in costante ascesa portarono il Giappone agli inizi degli anni '60 a uno dei più grandi boom economici della storia. Quello che il Giappone è diventato, all'inizio di una nuova epoca, l'era Heisei ("Pace e concordia"), è ormai storia dei nostri giorni: un'economia stabile, una tecnologia evolutissima, un'industria in continuo sviluppo, che l'hanno posto ai vertici tra le più grandi potenze mondiali.