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La massa continentale dell'Asia, nel versante che dà sul Pacifico, si direbbe munita ad arte da festoni di isole. Lo straordinario motivo si ripete più volte da nord a sud. A settentrione troviamo la penisola di Kamchatka che continua poi nella collana delle isole Kurili, e il disegno colpisce subito l'occhio per la sua regolarità. Un poco più a sud ecco l'arcipelago giapponese, il quale ripete il medesimo arco: qui invece di un serto di puntini tra le onde, abbiamo una massa sostanziosa di terre emerse. La disposizione a ghirlande o archi di isole continua anche a sud del Giappone, in particolare nelle isole Ryu-Kyu, nell’Okinawa, e nelle Filippine. Questa disposizione a ghirlande viene interpretata dalla scienza moderna come riflesso visibile dei movimenti delle vaste placche continentali in lentissima deriva, che costituiscono lo strato di superficie della crosta terrestre. Tali movimenti come si sa sono ancora in atto. L'arcipelago giapponese è composto da quattro isole maggiori: Honshu (227.000 kmq), Hokkaido (78.000 kmq), Kyushu (36.000 kmq), Shikoku ( 18.000 kmq); inoltre si contano circa 3900 isole minori, isolotti e scogli d'un certo rilievo. Le coste giapponesi si affacciano per tre lati sui mari che fiancheggiano il continente asiatico: l'Hokkaido dà sul Mare d'Ohotsk, ancora l'Hokkaido e lo Honshu danno sul Mare del Giappone, il Kyushu dà in parte sul Mare Cinese Orientale. Tutte le isole, dal lato est, sono affacciate sull'Oceano Pacifico. Due stretti importanti riguardano l'Hokkaido; quello di La Perouse a nord e quello di Tsugaru a sud. Uno stretto molto importante è quello di Shimonoseki, tra Honshu e Kyushu. Caratteristico dell'arcipelago giapponese è il Mare Interno, molto ben protetto, che si estende su di una linea ovest-est tra lo Honshu, il Kyushu e lo Shikoku. Oggi i bracci più stretti del Mare Interno sono superati da catene gigantesche di ponti, alcuni di lunghezza eccezionale.