Messico : Yucatan, Chiapas, Oxaca, CdM, Guerrero

              

          

        Periodo :   Gennaio/Febbraio 1996   ( 18 giorni) 

        Partecipanti : 3     (Paolo,Fabio,Peppe)

        Organizzazione : Fai da te

        Mezzi di Trasporto :   Volo Iberia, Autobus, taxi, voli interni Mexicana

 

Racconto del viaggio

Era Gennaio quando per caso seppi che alcuni miei amici partivano per il Messico, così non ci pensai due volte e mi aggregai senza problemi.

Partiamo con la compagnia Iberia  con ben tre tappe per raggiungere la meta: , la prima che fila liscia liscia fino a Madrid,  la seconda più lunga fino a Miami un pò travagliata dai vuoti d'aria in pieno Atlantico e la terza su un piccolo vettore con il quale sorvoliamo i caraibi e  arriviamo stanchi morti all'aeroporto di Cancun nel pianeggiante Yucatan.

Dopo aver assaporato i primi minuti di  clima caldo ,  troviamo la prima sorpresa in terra straniera, un rudimentale semaforo per il controllo dei bagagli, si preme un bottone e se esce il colore rosso bisogna aprire la valigia , a noi per fortuna è capitato il verde.

Prendiamo un taxi collettivo e ci facciamo portare in un alberghetto niente male nel centro di Cancun " IL Re del Caribe" . Durante il tragitto vediamo dei complessi alberghieri  modernissimi e lussuosissimi classici dei viaggi tutto compreso, ma scopriamo poi durante il viaggio che per fortuna  Cancun ha poco di Messico, e ha un sapore  più   Americano,  non centra nulla con tutto il resto del paese!!

Non abbiamo neppure la forza di andare a cena, così ci sdraiamo sul letto visto che si fà sentire anche il fuso orario, con l'occhio socchiuso noto un bel geco sulla parete che mi fà compagnia tutta la notte.

Al mattino facciamo un giro a piedi per Cancun e cominciamo a prendere il primo di una lunga serie di Autobus di linea, generalmente sono spartani, a volte torpedoni ma efficienti dovunque.

Ci trasferiamo così a Playa del Carmen, un posto che ci avevano segnalato in Italia prima della partenza, qui troviamo un bell' alberghetto il cui stile è già tipicamente messicano, con amache e bar sulla spiaggia bianca, il mare è di un celeste straordinario (siamo ai Caraibi) e ogni tanto compaiono i Mariachi  , dei suonatori che improvvisano canzoni con chitarre e tamburi, capiamo subito che la musica è una delle tante cose belle di questo paese.     

Rimaniamo due giorni stesi al sole in pieno relax, bevendo qualche coktail e mangiando per pranzo ottimi gamberoni, mentre  a cena saporiti spiedini di carne. Ci rendiamo conto che (almeno nel periodo della nostra presenza) pagando in pesos il costo della vita è abbastanza contenuto, anche se lo Yucatan sembra essere la parte più cara e turistica di tutto il Messico,   c'erano solo pochi alberghi a conduzione per lo più familiare ma già allora era pieno di operai  messicani che con i loro ritmi lenti stavano costruendo nuovi edifici, probabilmente futuri alberghi.  

Dopo il giusto relax, sfruttiamo il giorno successivo per cominciare a scoprire il "Mundo Maya", gran parte del Messico è storicamente legato a questa misteriosa e affascinante  civiltà precolombiana, una delle più progredite culturalmente e tecnologicamente di tutta l'america.   La prima visita è per  Tulum, ci andiamo in bus, arriviamo dopo un'oretta scendiamo e a piedi scopriamo magicamente "el Castillo"  sul mare, il posto è stupendo e selvaggio  (anche se pieno di turisti), le rocce grigie piene di iguane marine contrastano con il verde delle palme e l'azzurro del mare da qui i maya dominavano il mare e  avvistarono probabilmente le prime navi spagnole.

Nel pomeriggio, passeggiamo verso sud  sulla bella spiaggia bianca,  deve si estende un'area protetta; qui la situazione cambia, si incontrano pochissime persone, qualche nudista e qualche bungalow sperduto, sperduto è anche il ristorante che ci appare all'improvviso tra la vegetazione, proprio nel momento in cui la fame si faceva sentire, e devo dire che i miei amici non la resistevano molto (erano e sono due buone forchette).

Torniamo a Playa, e cominciamo a pensare a come proseguire il viaggio e quale itinerario seguire, il giorno dopo  Fabio e Peppe che sono grandi amanti di mare si concedono un'altro giorno di riposo in spiaggia, mentre io sapendo che questo era l'ultimo nostro giorno di presenza nello Yucatan, decido di fare da solo un'escursione a Chichen Itza nel centro della penisola  uno dei siti maya meglio conservati di tutta l'america latina, per andarci prendo un bus e impiego 4 ore per andare e 4 per tornare ma ne è valsa veramente la pena, qui si notano  tutte le virtù e le capacità di questo popolo, ci sono piramidi, tombe, templi, osservatorio astronomico, campo per il gioco della pelota, altari dove si consumavano feroci sacrifici umani e con il sangue si ringraziavano e si sfamavano gli dei. Molti risalgono al periodo di influenza tolteca (XI-XII sec.d.c.), poi questa grande città venne abbandonata per motivi ancora sconosciuti.

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Cancun

Playa de Carmen

Playa de Carmen

Chichen Itza

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Chichen Itza

Palenque

Agua Azul

Puerto Escondido

 

Torno a Playa del  Carmen alle 21 di sera dopo il lungo tragitto in bus, ritrovo i miei amici e scopro che avevano già organizzato in proseguio del viaggio (meglio così!) ci sposteremo il giorno dopo con un volo interno che da Cancun fà scalo a Merida e poi arriva a Villahemosa nello stato del Tobasco, questo ci evita un lungo spostamento in bus. Il nostro prossimo obbiettivo è visitare lo stato del Chiapas.

Così il giorno successivo lasciamo le indimenticabili spiagge caraibiche  e ci trasferiamo all'aeroporto di Cancun, voliamo e nel pomeriggio giungiamo a Villahemosa, anche questa regione meriterebbe qualche visita ma il  tempo a disposizione non ce lo consente così fermiamo Nelson un simpatico tassista e ci facciamo scarrozzare fino a Palenque nello stato del Chiapas, devo dire che i taxi sono risultati molto economici ed efficienti anche per lunghi tragitti in qualsiasi parte del paese.

Entriamo in Chiapas, una degli stati più poveri ma anche più affascinanti e  più caldi del Messico non solo come temperature ma anche dal punto di vista politico e rivoluzionario.

Quando noi l'abbiamo visitato era presidiato da uomini e carri armati dell'esercito poichè c'erano state forti rivolte del popolo contadino contro le misure e i progetti futuri del governo, il quale cercava di favorire compagnie   e multinazionali straniere per lo sfruttamento   sopprimendo la produzione locale e la cultura indios che da sempre caratterizza questa regione, è un classico di molti paesi latino americani.

Poco dopo il nostro ritorno  la situazione è peggiorata, molti indios sono stati uccisi, e maltrattati, ma nello stesso tempo è cresciuto il grande spirito rivoluzionario di questo popolo che ha opposto una notevole resistenza non violenta, portando alla formazione di un nuovo movimento zapatista, questo è stato aiutato anche dalla presenza e al susseguirsi di moltissimi osservatori internazionali,  presenti anche solo come turisti, ed alla fine il governo si è dovuto arrendere e trattare con questo nuovo partito.

Il Chiapas forse si è salvato anche perche è una delle zone più belle e turistiche dell'america latina, è riuscito ad attirare l'attenzione di tutto il mondo , ma in altri vicini paesi succedono le stesse cose e nessuno se ne accorge!!!

Tornando al nostro viaggio, siamo giunti a Palenque, uno dei posti più affascinanti in assoluto, dopo  esserci sistemati in albergo, siamo andati subito a visitare il sito Maya nascosto nella selva Lacandoia, è un posto veramente magico e silenzioso, pochi turisti e avvolto in una nebbiolina montana che lo rende ancor più misterioso. Saliamo sulla piramide principale dove c'è l'accesso alla tomba del re, all'interno si scendono le scale e si viene avvolti da una impressionante umidità.

La sera andiamo a mangiare in un posto molto bello, lussuoso, un pò fuori del paese, ma tipicamente messicano "La Selva", il cibo è buonissimo e ci rendiamo conto che il costo della vita in questa regione è molto  basso rispetto al più turistico Yucatan.

Il giorno successivo facciamo una gita organizzata  alle cascate di Agua Azul, ci viene a prendere Elias un'altro mitico taxista con un potente Maggiolone blu, auto simbolo di tutto il Messico, praticamente noi tre siamo gli unici partecipanti. Lungo il primo tratto compare come per miraggio una cabina telefonica e siccome è Domenica Fabio chiama in Italia per sapere se la Roma ha vinto,ma esce con le mani tra i capelli, la notizia infatti  è negativa! Ha perso.

Dopo km di curve e salite arriviamo alla prima cascata (più piccola) e poi raggiungiamo l'area più estesa, anche qui il paesaggio è molto naturale e tranquillo, è pieno di bambini delle popolazioni indios locali che cercano di vendere oggetti artigianali o frutta ai turisti e noi li accontentiamo, pranzando con banane, arance e altro.

Il posto si chiama Agua Azul perche durante il periodo piovoso, l'acqua assume uno spettacolare colore azzurro, ma in questo periodo era piuttosto scura.

Torniamo a Palenque  e nel pomeriggio facciamo un giro nel paese, qui la gente è molto semplice ma allegra, si balla e si suona per la strada, ci si sente molto bene,  anche se mentre mangiavamo un pezzo di pizza in una locanda, due messicani si sono presi a bastonate !!

Il giorno successivo lasciamo Palenque con un autobus in direzione San Cristobal de las Casas, nel cuore del Chiapas, il tragitto doveva essere di circa quattro ore ma tra le montagne siamo costretti a fermarci per diversi inconvenienti : la prima volta perche improvvisamente si è aperto il portellone laterale e abbiamo rischiato di perdere i bagagli, la seconda volta quando l'autista ha incontrato sulla strada alcuni suoi amici che facevano il pic-nic, così ne ha approfittato per fare uno spuntino lasciandoci in attesa sul pullman (anche questo è il Messico),  mentre il terzo stop ci ha bloccati per qualche ora a causa di un incidente, infatti un carro militare  ha investito una donna,  la presenza delle forze armate in questa regione è massiccia e ben visibile.

Così dispiaciuti, ci siamo trastullati sdraiati sotto il sole che non ci ha mai abbandonato per tutta la durata di questo straordinario viaggio e facciamo un pò di conoscenza con i nostri amici del pullman.

Arriviamo a San Cristobal de las Casas nel pomeriggio, troviamo un tipico alberghetto dove scarichiamo i bagagli a terra, ma poi li riprendiamo per aiutare il ragazzo dell'albergo che da solo si era incollato tutte e tre le valige per salire le scale; Così dopo un breve riposo usciamo alla scoperta del paese; lo stile coloniale spagnolo è forte e si vede con chiese, piazze  e cattedrali molto belle, per la strada si suona e si festeggia , gran parte della popolazione è di tipo indios meticcio, ci colpiscono alcuni negozi che vendono stupendi stivali alla messicana poi  mangiamo, beviamo e andiamo a dormire usando per la prima volta una coperta pesante, visto che siamo saliti di quota.

Al mattino lasciamo questo meraviglioso posto, dove si percepisce benissimo l'anima del Chiapas e del suo spirito rivoluzionario, con un'altro bus (tanto per cambiare) raggiungiamo con poco più di un'ora Tuxla Gutierrez la capitale dello stato, anche qui alloggiamo in un albergo del centro e confermiamo che il costo della vita è molto basso negli ultimi quattro giorni abbiamo speso meno di 100.000 lire tutto compreso.

La capitale non ha nulla di particolare ma è situata in una zona spettacolare dal punto di vista naturale, poichè il fiume che scende dalle montagne forma il singolare Canyon del Sumidero, per visitarlo raggiungiamo in taxi la località Chiapa del Corso dalla quale prendiamo una lancia (barca) a motore e cominciamo a navigare il fiume verde che passa tra pareti rocciose altissime e scoscese ricoperte di vegetazione, il nome Sumidero significa cimitero, infatti sembra che dalle alte pareti si gettarono gli ultimi Maya sopravvissuti alla conquista spagnola che pur di sfuggire al nemico preferirono la morte;  Comunque è uno dei posti più suggestivi e tenebrosi di tutto il viaggio, spegnendo il motore della lancia piombiamo nel silenzio assoluto e riusciamo a  scorgere molti animali soprattutto avvoltoi e coccodrilli affamati.

Finita la gita ci ristoriamo mangiando un buon piatto di pasta alla messicana, e in serata giriamo nel mercato di Tuxla, dove si compra e ci si scambia la merce, è una costante di tutti i paesi messicani , provo anche il "gratta e vinci"   come in Italia senza risultati!!

Al mattino facciamo colazione con cappuccino in un bel chiostro coloniale affollato di studenti , non siamo riusciti a capire se  era una scuola o una università.  Poi ci  prepariamo psicologicamente al prossimo spostamento che si rivelerà il più duro di tutto il viaggio, ossia quello che da  Tuxla Gutierrez  ci porterà nello stato dell'Oxaca.

Dalla stazione  di Tuxla saluto a malincuore il Chiapas e credo che questo abbia dato al nostro viaggio l'impronta più forte e latina, da conservare con cura nel proprio cuore;  Da qui abbiamo due possibilità per continuare, la prima di risalire l'altopiano centrale fino ad Oxaca (capitale dell'omonimo stato)  oppure dirigersi sempre nello stato dell' Oxaca sulla parte costiera del pacifico; decidiamo per la seconda soprattutto perche i miei amici avevano una gran voglia di rivedere il mare.

Il tragitto in bus è stato molto lungo e faticoso ma anche bello, siamo passati attraverso paesi e paesaggi tipicamente messicani,  con sosta per il pranzo a base di pollo e birra, quest'ultima sempre buona,  tanto che il nostro Peppe ne ha fatto una collezione di bottiglie particolari. Dopo un pò scopriamo sorpresi che sul bus gli autisti sono due, il secondo fuoriesce dal bagagliaio dove aveva schiacciato una bella siesta assieme alle valigie, da vero peones! 

Nel pomeriggio dopo ore di cammino arriviamo a Salinas de la Cruz dopo questa città cominciamo a percorrere la costiera, guardiamo sul lato sinistro e di fronte a noi si aprono  immense spiagge bianche orlate di palme e quasi completamente spopolate, è la prima volta che vedo le aspre onde dell'oceano Pacifico. 

Giungiamo prima a Huatulco e poi a Puerto Angel, molto carino e ci cominciamo a rendere conto che questa parte di costa è molto meno nota  rispetto a quella caraibica, ed è fuori dai principali itinerari turistici ma a noi piace già molto.

Finalmente dopo 14 ore arriviamo sfiniti a Puerto Escondido, abbiamo solo il tempo di trovare un'albergo e di andare a dormire.

Al mattino ci accoglie un sole forte e secco, facciamo i primi passi in quello che un tempo era solo un villaggio di pescatori, poi da quando il regista  Salvadores girò il film  "Puerto Escondido" questa località è diventata abbastanza noto ed i turisti sono aumentati tra i primi gli italiani , tra loro c'è anche chi ha aperto un ristorante.  Comunque l'impressione generale è quella di essere in un posto dimenticato e fuori dal mondo!

Per caso facciamo colazione proprio nel bar dove sono affisse le foto del film, con il faccione di Diego Abatantuono e poi scendiamo in spiaggia.

Il paesaggio attorno a noi è bello, pieno di palme altissime che ombreggiano sulla spiaggia,  chioschi e amache sorgono  lungo la riva conferendo quell'atmosfera tipicamente messicana.  Il mare invece è sempre mosso e bisogna fare attenzione alle correnti molta gente c'è rimasta secca soprattutto nella vicina Playa de la Muerte, così soprannominata.  Non mancano neanche gli squali, tanto che ne abbiamo trovato uno morto sulla riva, inoltre  è un  paradiso alternativo per i surfisti, ce ne erano abbastanza a mollo nell'acqua e nell'attesa di beccare l'onda.

Siamo rimasti a Puerto per diversi giorni e abbiamo fatto molte amicizie con altri vacanzieri Argentini, e delle belle ragazze svedesi, contentissime di essere baciate dal sole.  Molto simpatici ma anche con i ragazzi  messicani che vendevano il cocco, questi ultimi ci hanno sfidato in una mitica partita di pallone in spiaggia che hanno vinto favoriti anche dal clima;    Abbiamo incontrato anche svariati personaggi nostrani , anche ambigui,  i quali giunti qui per caso hanno deciso di rimanerci.

Purtroppo il nostro viaggio sta volgendo al termine,  se ci sarebbe piaciuto visitare qualche altro posto lungo la costiera del Pacifico, magari Acapulco ma le distanze richiedevano  molte ore di autobus e altri giorni a disposizione, così decidiamo di  accorciare tramite un volo interno ci trasferiamo direttamente a Città del Messico.

Partiamo dal piccolo aeroporto Escondido e voliamo sopra la sierra fino a raggiungere l'altopiano centrale.  L'atterraggio è spettacolare, poiche la città è divenuta così grande e distesa che ha inglobato l'aeroporto, perciò sembra che gli aerei atterrino sopra le case.

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Tuxla Gutierrez

Canyon Sumidero

Taxco

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Città del Messico

Teotihuacan

Cuernavaca

Puerto Escondido

Ci sistemiamo al "Canada",  un albergo centrale ma economico  vicino lo Zocalo, nome con cui  sono chiamate tutte le piazze principali delle città e dei paesi , ci rendiamo subito conto che siamo in una grande metropoli, con più di 10 milioni di abitanti, molto traffico e smog anche se l'aria è un pò fresca visto che siamo a più di 2000 metri di altitudine dal livello del mare, il primo giorno infatti abbiamo avuto qualche giramento di testa.

Nel pomeriggio facciamo subito un lungo giro a piedi per le vie del centro, e devo dire che  la città ha un certo fascino, questo infatti è un luogo storicamente particolare che ha visto il sormontarsi di varie epoche, da quella precolombiana a quella coloniale a quella moderna, come testimonia la Plaza delle tre cultures,  ci colpiscono in particolare la grande piazza Mayor, la cattedrale, e il palazzo del governo, abbiamo percorso a piedi alcune lunghe vie (avenida) piene di gente festosa, complessini musicali e bancarelle dove si compra un pò di tutto dal mangiare ai capi di abbigliamento messicani.

La sera dopo uno spuntino in un bel locale decorato di ceramiche in stile coloniale, abbiamo fatto un giro di notte molto suggestivo per poi andare meritatamente a letto.  Comunque essendo una gran metropoli di notte è bene fare attenzione ai posti che si frequentano, noi non abbiamo avuto nessun problema.

Il giorno successivo, senza esitare prendiamo un taxi e ci facciamo portare alla stazione degli autobus per una immancabile visita nella vicina Teotihuacan, antica città Atzeca uno dei siti archeologici più importanti del mondo, sia per dimensioni e sia per interesse, sorge su un'altopiano a circa 50 km da Messico City, e ad una quota di 2300 m. La città fu la più grande del Messico antico, tanto che all'apice della sua grandezza giunse forse ad avere 200.000 abitanti come capitale di quello che fu probabilmente il più grande impero Atzeco messicano preispanico. La città fu costruita in gran parte tra il 200 ed il 650 d.c. e nel VI secolo, all'apice del suo splendore, sembra che sia stata la sesta città al mondo per dimensione.

Mi sono rimaste impresse soprattutto le due piramidi più grandi cioè quella della Luna e quella del Sole due grossi riferimenti alle stelle e alla luce che dava energia ,  la piramide del Sole è la terza al mondo per ordine di grandezza. La base quadrata misura 222 metri di lato ed oggi è alta 70 m. Venne costruita con circa 3 milioni di tonnellate di pietre, mattoni e detriti, l'atmosfera è magica e ci si rende conto come anche questo popolo era molto dotato artisticamente, culturalmente e astrologicamente, anche qui abbondavano i sacrifici umani.

Torniamo in hotel, per poi riuscire di sera, ci facciamo portare da un taxista nella "Zona Rosa" , ossia una delle zone più moderne ed eleganti della capitale, ci sono molti negozi e centri commerciali, inoltre ristoranti e bar di un certo livello, è stato il massimo della modernità e del lusso che abbiamo trovato (all'epoca) attraversando il paese.  

Arrivano così gli ultimi giorni di permanenza, siamo molto tristi perche ci eravamo perfettamente amalgamati all'ambiente, il dispiacere di andar via  è evidente, tanto che personalmente avevo pensato di spostare la data del volo di ritorno, ma era una operazione difficoltosa e non di certo economica.

 Il penultimo giorno ci dividiamo di nuovo, Fabio e Peppe optano per una ulteriore visita della città, che in effetti nasconde molte attrattive, si dirigono verso un grattacelo che domina l'immensa area urbana dal quale si ammira un'eccezionale panorama, e poi un'immancabile visita allo stadio Atzeca dove nel 70 si svolse Italia-Germania 4-3.        

Io invece parto con una gita in pullman organizzata dal nostro albergo, che in un giorno mi portera attraverso gli stati del Morelos e del Guerrero  per visitare  Cuernavaca antica città coloniale e Taxco il paese dell'argento.  

Per uscire dal centro della capitale impieghiamo più di un'ora, mi rendo conto di quanto questa è estesa e caotica, poi imbocchiamo una delle statali più moderne che collega la capitale al celebre  Acapulco sul pacifico, lungo il percorso passiamo proprio vicino allo spettacolare cono innevato  del vulcano Popocatepetl, la vetta più alta del Messico con ben  5465 m  di altezza ed è anche un vulcano attivo e pericoloso.

Dopo qualche ora arriviamo a Cuernavaca, capitale dello stato di Morelos, è famosa anche per il suo clima primaverile qui presente tutto l'anno, noi visitiamo l'antica Catedral e lo Zocalo, poi ci fermiamo a bere in un bar all'aperto, dove faccio quattro chiacchiere in Italospagnolo con i compagni di viaggio  che sono dei  simpatici Argentini in vacanza. 

        

Ripartiamo subito per Taxco, il nostro pullman comincia a passare per strade tortuose in un paesaggio desertico e suggestivo, il caldo si sente poi finalmente arriviamo nel simpatico paese che spicca per il colore omogeneamente bianco delle case in contrasto con il rosso delle rocce. 

Siamo nel paese dell'argento e ce ne rendiamo subito conto poiche quasi tutti i negozi sono delle argenterie, sapevo che il Messico è il primo produttore al mondo del  nobile metallo, ma non avevo mai visto qualcosa di simile, qui viene venduto in notevoli quantità  sottoforma di gioielli di diversa qualità e pregio, comunque costa molto meno del solito. 

Il paese nacque proprio per lo sfruttamento delle miniere da parte europea  e divenne un forte centro commerciale, conserva uno stile barocco coloniale molto spiccato, con varie fontane, piazze e cattedrali, la più nota e bella è sicuramente Santa Prisca fondata dai spagnoli nel 1751, molto rifinita anche all'interno, è una delle chiese più belle che ho mai visto.

Dopo aver mangiato in un bel ristorante panoramico, ma sempre tipicamente messicano, visitiamo alcune grosse argenterie dove approfitto per fare   qualche bel regalo,  poi facciamo dietro front per tornare a Città del Messico. Dai vetri del pullman si scorge un bellissimo tramonto tra  i cactus delle terre aride, purtroppo pensando che il giorno dopo dobbiamo ripartire mi vengono le lacrime agli occhi e un senso di grande malinconia!

Torno in hotel sul tardi e rincontro i miei amici entusiasti della visita allo stadio Atzeca, il tempo di raccontarci come è andata la giornata e vengo assalito da una fortissima dissenteria che da queste parti viene chiamata  "la vendetta di Moctezuma",  uno dei  più grandi e potenti re guerrieri Atzechi catturato dai conquistatori spagnoli.

 Giunge così l'ultimo giorno, avevamo l'aereo in tarda sera, quindi al mattino abbiamo potuto  fare l'ultimo giro e spendere gli ultimi pesos,  devo dire che il costo del viaggio è stato molto inferiore a quello che pensavo;   Entriamo in una bodega e compriamo diverse bottiglie di tequila di varie marche, è il liquore ufficiale del paese che abbiamo onorato per tutto il viaggio soprattutto la "Jose Cuervo",  inoltre assaggiamo il mescales, la famosa varietà al  verme. 

Poi è la volta dei souvenir, anche se io non amo comprarne molti  il sombrero decorato è davvero spettacolare. Per finire spendiamo tutto il rimanente, circa 30000 a persona in uno dei  dei migliori ristoranti, che non poteva non essere italiano, il "Veneziano" dove io malato di dissenteria non ho potuto gustare appieno l'ottimo cibo.

Torniamo in hotel prendiamo le valigie e ci facciamo portare all'aeroporto, è la fine di una grande avventura, purtroppo per me il ritorno è stato tragico innanzi tutto per il mio malessere aumentato nelle ultime ore tanto che non riuscivo neppure a stare  in piedi, ma anche  perche ci sono stati diversi ritardi a Città del Messico e perdite di coincidenza a Madrid, così siamo arrivati a Fumicino quasi un giorno dopo, stanchi ma soddisfatti dal grande viaggio.

Conclusioni         

E' stata una esperienza senza precedenti, di grande interesse e vissuta in piena libertà, in Messico si colgono aspetti di ogni tipo sia dal punto di vista naturale poiche si passa dalle montagne alle foreste, dagli altopiani al mare, dalle grandi e piccole città coloniali ai numerosi e notevoli siti precolombiani sparsi un pò ovunque che generano sempre una misteriosa atmosfera. Ma si è colpiti anche dall'allegro  popolo messicano rappresentato da culture moderne e antiche, che a volte generano contrasti sociali e culturali, un popolo sornione ma al tempo stesso rivoluzionario e pronto a combattere qualsiasi sistema.