Gestione rifuti ad Aversa


In questi giorni si è riaccesa la discussione sulla questione della gestione dei rifiuti nella città di Aversa. Lo si è spesso fatto con insipienza, approssimazione e confusione. Il Segretario cittadino dei DS Silvio Zapparata ha recentemente dichiarato che fu il centrodestra a fermare la costituzione della società mista pubblico/privato per la gestione dei servizi di igiene urbana. Ciò è falso. Dal '96 al '98 lavorai da Assessore per dare corpo alle scelte programmatiche del centrosinistra per la riorganizzazione dei servizi di igiene urbana attraverso la costituzione di una società mista. Il lavoro prodotto da quella Giunta servì a quel Consiglio Comunale ed all'allora maggioranza di centrosinistra per scegliere la forma di organizzazione del servizio mista pubblico/privato. Tant'è, che il procedimento amministrativo arrivò sino alla scelta attraverso gara pubblica del partner privato. L'atto successivo sarebbe dovuto essere semplicemente avviarne le attività. Con il rinnovo dell'amministrazione nel novembre '98, invece, la stessa maggioranza di centrosinistra, con molti dei consiglieri che avevano già votato a favore di quella scelta, con buona pace della dignità e della coerenza, decisero di buttare a mare tutto l'iter amministrativo, revocando tutti gli atti relativi alla società mista. Tale scelta maturò sotto la guida determinata di autorevoli esponenti della Giunta "tecnica" del dott. Golia ed in un generale clima "antiferrariano". Solo per i compagni di Rifondazione si aggiunse alle motivazioni "antiferrariane" la sapidità della vendetta nei miei confronti, il compagno "traditore". La soluzione individuata fu di affidare "temporaneamente" al Consorzio CE2 il servizio, nelle more di migliori studi, di più ampie discussioni e di più favorevoli convergenze astrali. In realtà tale soluzione andava benissimo all'ala "ferrariana" del centrosinistra che all'epoca aveva il controllo totale, sia politico che gestionale, del Consorzio CE2. Il centrodestra, all'epoca minoranza, colse in questi frangenti l'opportunità di rompere gli equilibri della maggioranza e collaborò attivamente all'affossamento della società mista, privilegiando agli interessi della città i piccoli interessi di bottega politica. Con serenità si sarebbero potute, infatti, recepire alcune delle opportune considerazioni che le diverse parti politiche maturavano e proponevano in quei frangenti, per tradurle in emendamenti ed aggiustamenti del percorso sino a quel punto concretizzato. Prevalse, invece, la politica dei politicanti. Oggi il centrodestra amministra. Ha già dato due proroghe al Consorzio CE2. Le proroghe hanno senso se si sa cosa fare nel dopo e quanto tempo ci vuole per realizzarlo. In realtà il centrodestra è oggi ancor più diviso e confuso sulla questione. Tanto da non aver ancora approvato in Consiglio Comunale, a distanza di mesi dalla sua forte affermazione elettorale, gli indirizzi programmatici, cioè lo strumento che racconta alla città "cosa" vogliono fare. Ogni assessore della Giunta Ciaramella esterna ogni giorno sui giornali, dice tutto ed il contrario di tutto, puntualmente smentito dall'assessore vicino di poltrona. Ho un legittimo sospetto: che oggi il centrodestra sia dilaniato al suo interno da due opzioni diverse, entrambe catastrofiche. La prima che guarda all'assumere il controllo politico del CE2 e continuare l'esistente regime di proroga provvisoria, la cui provvisorietà è funzionale agli equilibri nella spartizione dinamica del potere. L'altra che ha impegni elettorali che non riguardano il "come", ma piuttosto il "chi". Nessuna delle due soluzioni contempla la valutazione dei criteri di efficienza, di efficacia e di trasparenza del servizio. Tale provvisorietà si ripercuote ovviamente sulla qualità del servizio e drammaticamente sulla serenità dei lavoratori. E', infatti, proprio di stamattina la forte protesta di alcuni lavoratori precari del servizio che sono stati licenziati dopo aver prestato servizio per tutto il periodo estivo. Loro non hanno più un lavoro, la città non ha un adeguato servizio. Posso, in conclusione, solo osservare che due anni furono sufficienti a rendere concreto un progetto. Altri quattro anni hanno solo prodotto poche idee, ma confuse, ed i cittadini ed i lavoratori ne continuano a pagare l'amaro prezzo.

Aversa, 16 settembre 2002

Luca de Rosa
Segretario Provinciale