COMUNISTI, OGGI !

Il 2° Congresso Nazionale ha sancito che il nostro non è un Partito né in vendita né in smobilitazione. Il nostro è finalmente un Partito vivo e vero. Ci è stato più volte chiesto quale è lo spazio politico dei Comunisti Italiani schiacciati nella forbice al centro dai Democratici di Sinistra ed a sinistra da Rifondazione Comunista; ebbene la nostra risposta è molto semplice, noi non riteniamo di essere posizionati a destra di Rifondazione Comunista, a differenza di essa noi riteniamo che compito essenziale dei comunisti non sia quello di manifestare e farsi trascinare dai movimenti ma di essere avanguardia. Occorre tenere presente che non è di uno spazio geometrico di cui si parla, ma di nostra capacità di far vivere proposte, iniziative ed atti concreti che segnino un elemento di continuità con la politica Comunista immettendo nel contempo elementi di innovazione senza cedere alle sirene né dell’estremismo né del liberismo. Questo vuol dire riempire uno spazio politico nuovo a sinistra. Uno spazio dove regnino innanzitutto la serietà, l’affidabilità e la capacità propositiva e non solo declaratoria di chi vi opera. Un Comunista non deve solo protestare, ma deve saper organizzare la protesta e trovarne le soluzioni praticabili. L’indirizzo delle lotte e la radicazione sul territorio sono condizioni essenziali per la crescita del Partito ed il raggiungimento di obiettivi o tappe intermedie che rappresentino innanzitutto la difesa dei diritti acquisiti (libertà, studio, salute etc) ed il raggiungimento di quella che al momento può essere ritenuta solamente una nostra utopia: "il superamento della società capitalistica".

Noi Comunisti non riteniamo che il diritto di tribuna esaurisca il nostro compito. Oggi come nella cacciata dei tedeschi e la vittoria sul fascismo diventa indispensabile il ruolo dei Comunisti, allora come ora, garanti della libertà e difensori del diritto al lavoro come quello allo studio ed alla salute. Questo è il nostro spazio politico.

Il Partito dei Comunisti Italiani è il Partito che parte dai valori fondamentali inseriti nella carta Costituzionale: Antifascismo, libertà e democrazia. La storia ha sancito che i Comunisti sono un baluardo a salvaguardia dei principi costituzionali ed a garanzia dei diritti sociali. Nella lotta al fascismo e nella resistenza abbiamo dimostrato la nostra coerenza e la nostra indiscutibile lealtà. Il contributo dato dai Comunisti alla realizzazione della carta costituzionale resta indiscutibile.

Ancora oggi la nostra costituzione è più che mai attuale. Non può esistere un governo che attacchi i valori fondamentali della libertà dell' educazione e della salute. È vero noi siamo per il superamento del Capitalismo; è vero noi siamo marxisti e leninisti; e pur vero che il Partito Comunista Italiano, il Partito di Gramsci, di Togliatti e di Berlinguer ha saputo capire ed interpretare i momenti storici. Togliatti, Ministro di Grazia e Giustizia nei governi del dopoguerra accettò, con la vittoria elettorale della Democrazia Cristiana la esclusione dal Governo e la Fine dei Governi di unità Nazionale. I Comunisti fermarono e bloccarono il tentativo reazionario della Democrazia Cristiana di riformare la legge Elettorale, sconfiggendo quel tentativo passato alla storia come "legge truffa". Già Togliatti al V° Congresso Nazionale iniziò un nuovo percorso, la via Italiana al Socialismo. Il compagno Berlinguer accentuò ulteriormente il distacco dai paesi cosidetti a "socialismo reale" con la proposta di incontro tra mondo laico e comunista con il mondo cattolico per guidare assieme il paese. Il tentativo fallì con la strage di via Fani e la morte di Aldo Moro. Al compagno Berlinguer va riconosciuto che primo e solo tra tutti incominciò a parlare di questione morale.

Oggi più che mai è compito dei Comunisti Italiani riorganizzare l’unità del mondo del lavoro e l’unità delle forze del centrosinistra. La nostra unità è l’unico sbarramento alla concezione dello stato azienda ed allo strapotere del capitale sull'individuo. La distribuzione dei servizi, la tutela della salute, l'educazione e l'istruzione non possono non rientrare nei diritti del cittadino; non può un governo in barba ai principi costituzionale smantellare lo stato sociale. Non si può parlare di contrattazione individuale dei lavoratori, parte debole di una catena, in cui il diritto alla sopravvivenza diventa sempre più forte, Anche qua la nostra carta costituzionale interviene. L'articolo 36 recita " il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa". Questo governo nelle sue iniziative non fa altro che disattendere i principi costituzionali. Un governo che ha nei suoi intendimenti la smobilitazione dello stato e dei principi Costituzionali in materia di diritto al lavoro ed allo studio; un governo il cui interesse principale è assicurare alla Confindustria ed alle piccole e medie imprese risparmi fiscali senza legarli direttamente all'incremento occupazionale. L'azienda vede riconoscersi risparmi contributivi in caso di nuove assunzioni, crediti d'imposta, gli incentivi ed i risparmi vengono riconosciuti a monte e senza impegno alcuno da parte del mondo imprenditoriale. Riteniamo più che mai necessario che tra le forze di progresso ci sia un'intesa che porti finalmente l'opposizione a rappresentare un baluardo in difesa dei principi costituzionali e dei diritti fondamentali dei cittadini. Sforziamoci a trovare nel centrosinistra quello che ci unisce e non i grandi teoremi che potranno solo far male a noi stessi ed al paese. IL governo Berlusconi deve sentire la nostra unità e la nostra forza. L'Ulivo o chi per esso deve diventare un progetto unificante che contrasti la Casa delle Libertà.

Nunzio Renga