INTERVENTO DI DILIBERTO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI SEDUTA 119

(Sten. 119 s020 – pag.10)

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Diliberto. Ne ha facoltà.

OLIVIERO DILIBERTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio innanzitutto esprimere il più sincero cordoglio alla famiglia del professor Biagi anche se so perfettamente quanto poco servano le parole in momenti come questi. Niente, nessuna parola può esprimere lo sdegno, l'orrore per l'assassinio a freddo di un uomo disarmato al quale, il ministro dell'interno me lo consentirà, è stata tolta incredibilmente la scorta.
Cordoglio, dolore, condanna ferma, fermissima. Alla vigilia di quella che si preannuncia come la più grande manifestazione dei lavoratori della storia italiana, questo omicidio è un colpo inferto innanzitutto proprio al movimento dei lavoratori, ai sindacati. Noi che abbiamo avuto l'onore di militare nello stesso partito di Guido Rossa, operaio comunista di Genova trucidato dalle Brigate rosse, ben sappiamo che il terrorismo politico è un nemico mortale dei lavoratori e delle loro lotte. Condanna fermissima, dunque: isolare i terroristi. Tuttavia, vorrei evitare che questo nostro dibattito parlamentare si traducesse in un esercizio retorico, magari nobilissimo, ma retorico. Occorre parlare di politica, comprendere quale debba essere la risposta politica a questo omicidio.
Il Presidente Berlusconi ha dichiarato a caldo: fermiamo l'odio. Parole simmetricamente confermate - lo si è già ricordato in quest'aula - dal presidente di Confindustria che ha affermato: avverto un clima di odio. Ciò, come a voler collegare le lotte e lo scontro aspro politico e sociale, ma pacifico e democratico, a questo orrendo omicidio. È un'operazione che va contrastata con ogni mezzo e da parte di tutti in quest'aula.

IGNAZIO LA RUSSA. Con ogni mezzo?

OLIVIERO DILIBERTO. Infatti, se passerà questa equazione tra lo scontro sociale e il terrorismo, avremo un drammatico restringimento degli spazi democratici e di opposizione: avranno vinto proprio i terroristi.
So che la mia potrà apparire una voce fuori dal coro, ma non voglio farmi intimidire dal terrorismo e non voglio, quindi, impormi alcuna autocensura nello svolgere il mio compito di oppositore. Non voglio abbassare i toni contro questo Governo, ma intendo farlo, come è ovvio, pacificamente e democraticamente. Voglio continuare la mia battaglia di opposizione senza che questa sia menomata dal terrorismo.
Lo scontro, quello che sia il Presidente del Consiglio sia il presidente di Confindustria chiamano odio, non è stato scelto dai sindacati, signori del Governo. È stato scelto da voi, è stato scelto da Confindustria (Commenti di deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale)! Sono due facce della stessa medaglia.
Voglio dire con molta pacatezza: non c'è alcuna violenza giustificabile, nessuna. Ogni forma di violenza va contrastata con la massima fermezza. Ma allora, qualcuno dovrà spiegare ai membri del Governo che anche un licenziamento indiscriminato è una forma intollerabile di violenza ed io intendo combatterla (Una voce dai banchi di Alleanza nazionale: "È inaccettabile!").
Difendere l'articolo 18 significa difendere proprio la democrazia, la coesistenza sociale e la dignità di tutti, non solo quella dei lavoratori. Più saremo in piazza sabato 23 marzo con i sindacati (Una voce dai banchi del gruppo di Forza Italia: "Vergognati!), più forti saremo contro il terrorismo (Commenti di deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale - Alcuni deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale escono dall'aula)...


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GIANANTONIO ARNOLDI. Vergognati!

GIORGIO JANNONE. Vergognati!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli italiani ci guardano e, naturalmente, ognuno può dare i giudizi che ritiene opportuni.

ALBERTO DI LUCA. Meno male che lo guardano!

OLIVIERO DILIBERTO. ...signor Presidente, onorevoli colleghi, più forti saremo anche contro il terrorismo. Vorrei ricordare il tributo dato dai sindacati e dai partiti della sinistra alla lotta contro il terrorismo, in momenti molto difficili, più difficili di quelli attuali. Questo contributo non dobbiamo dimenticarcelo mai, anche se oggi governate voi, non dovete dimenticarlo mai perché noi, che veniamo da questa storia, sappiamo il prezzo che abbiamo pagato. Vogliamo continuare a combattere contro il terrorismo per la democrazia e le istituzioni di questo Stato, ma vogliamo farlo insieme e non contro i lavoratori, come qualcuno pensa di fare in quest'aula (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Comunisti italiani).