BITINIA

Regione posta a nord dell'Anatolia, ha svolto la sua egemonia sul Mar Nero per diversi secoli. E' stata lungamente contesa tra il regno di Lidia e quello di Pergamo, è divenuta satrapia sotto il dominio persiano ed ha rappresentato un'antagonista per Roma, ospitando addirittura Annibale. Questi, ormai sconfitto e cinquantenne rischia di venire consegnato ai Romani; ma questa è una fine troppo umiliante per lui, che invece di essere ucciso per mano dei suoi più grandi nemici, preferisce togliersi la vita lui stesso. Per la Bitinia si sancisce così la definitiva alleanza con Roma.

Le città principali sono:

NICOMEDIA

Fondata nel 712 a.C. da coloni di Megara, la città fu in seguito distrutta da Lisimaco e ricostruita nel 264 a.C. da Nicomede I, da cui prese il nome di Nicomedia (Izmit). Capitale del regno di Bitinia, acquistò una notevole importanza e si arricchì di monumenti, templi ed edifici pubblici impreziositi da statue fra cui famosa quella in avorio di Nicomede I che Traiano trasportò a Roma. Nel 74 a.C. Nicomede III, non avendo eredi, fece testamento in favore di Roma, così come precedentemente avevano fatto Attalo III di Pergamo e altri sovrani dell'Asia Minore. 

Invasa dai Goti che la devastarono nel 259, fu ricostruita sotto Diocleziano che ne fece la sua capitale e il 24 febbraio 303 vi emise l'editto con il quale ordinava di distruggere i templi cristiani e disperderne le comunità. Costantino contribuì ad arricchire e ad ampliare la città, che nel IV secolo secondo gli storici era superata per importanza soltanto da Roma, Antiochia e Alessandria.

BURSA

Fondata probabilmente da Prusia I, re di Bitinia, verso la fine del III secolo a.C. sui resti di un precedente insediamento, venne chiamata "Prusa ad Olympium", Prusa dell'Olimpo, per distinguerla dalle numerose altre località con lo stesso nome. 

Attribuita a Eumene II, re di Pergamo e alleato dei Romani, nel I secolo a.C., in seguito alla disfatta del re del Ponto, divenne parte con la Bitinia dei possedimenti romani in Asia Minore. Più tardi, evangelizzata da S. Andrea, costituì uno dei capisaldi del cristianesimo in Oriente e, all'epoca di Giustiniano (VI secolo), che vi fece costruire un palazzo e sontuose terine, lo sfruttamento delle risorse termali dei dintorni e soprattutto l'allevamento del baco da seta contribuirono a farne un importante mercato dell'impero bizantino: fino al secolo XIX Bursa fu infatti uno dei maggiori centri al mondo per la produzione della seta grezza e di manufatti in seta (ancor oggi questa industria occupa un posto rilevante nell'economia cittadina).
Decaduta a partire dall'VIII secolo per le continue guerre tra Bizantini, Arabi, Selgiuchidi e Crociati, fu presa dai Turchi, dopo un assedio decennale, il 6 aprile 1326. Divenuta capitale dell'impero ottomano col nome di Bursa, la città si sviluppò rapidamente arricchendosi di monumenti che testimoniano la straordinaria fioritura dell'arte ottoniana.

 

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