BETTONA

 

Bettona, l’antica Vettona, deve le sue origini agli Etruschi, che, indotti dalla felice posizione, stabilirono, così, sulla sinistra del Tevere, nel territorio degli Umbri, un centro di notevole importanza. Di tale periodo sono testimoni, oltre ai numerosi reperti archeologici, rinvenuti nel secolo scorso, i resti delle mura urbiche. Anche in epoca romana l’antico centro etrusco mantenne la sua importanza. Fu prima colonia e poi municipio ed i Vettonenses, citati da Plinio il Vecchio, vennero ascritti, assieme ai Tuderti, alla tribù Sabina Clusturmina. Alla fine del secolo scorso, in una erudita polemica che appassionò gli studiosi locali, Bettona contese ad Assisi e a Spello la gloria di aver dato i natali al poeta latino Sesto Aurelio Properzio. La contesa ora si è spenta, ma, lo stesso Properzio aveva dichiarato la sua discendenza etrusca, e Spello ed Assisi etrusche non furono mai.


  

Mura etrusche                                       Palazzo del Podestà

 

Che Bettona, del resto, si fosse assai bene inserita civilmente e culturalmente nel mondo romano, è provato dalla sua precoce evangelizzazione, che si fa risalire al I secolo d.C., ad opera di S. Crispolto, primo Vescovo bettonese, poi martirizzato. Con la fine dell’impero romano, Bettona seguì il destino di tanti altri centri dell’Umbria: devastazioni gotiche, dominio bizantino e longobardo. Né i secoli seguenti le riservarono una sorte migliore. Il libero Comune fu teatro di lotte furibonde fra Guelfi e Ghibellini e, nel 1352, dopo aver a lungo resistito all’assedio di 12.000 uomini, fu conquistata dai Perugini. Il paese venne raso al suolo e non fu ricostruito che 15 anni dopo, ad opera del cardinale Albornoz, al quale si deve l’attuale cinta muraria. Bettona, in seguito Contea dei Baglioni, conserva ancora, all’inizio del corso, l’antico palazzo ove morì Malatesta IV, il famoso e discusso difensore della Repubblica di Firenze.

 

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