CHIANCIANO  

 

            Antica Clantiana, nota già all’epoca per le sue acque termali, è sinonimo di terme da tempi antichissimi. La località era sede di un culto ad Apollo salutare documentato già nel V sec. a. C. . In età ellenistica (III-II sec. a. C.), presso il Poggio Sillene, esisteva un tempio dedicato a Diana, del quale nel 1868 furono rinvenuti numerosi resti pertinenti a statue in bronzo. Recentemente è stato scoperto un altro luogo di culto in cui sono state ritrovate diverse statue fittili di bella fattura. Fra le scoperte più importanti avvenute nel territorio di Chianciano si segnala la sepoltura tardo-orientalizzante (terzo quano del VII sec. a. C.), rinvenuta presso Poggio alla Sala, contenente un ossuario in bronzo su troni a forma di sedia. Le necropoli di Chianciano mostrano la ricchezza del centro già nel VI sec. a. C. .

Si sa per certo che il grande re etrusco Porsenna (VI sec. Avanti Cristo) venne alle terme chiancianesi come a privilegiata zona di fecondissimi ozi e cure proficue; ce lo narra una lapide del 1600 che afferma "Balnea ista inter celebres Porsennae delicias insigna..."

            ("Questi bagni, insigni tra le celebri delizie di Porsenna..."); ma, se il documento seicentesco pecca di retorica, la presenza di regale vita etrusca è documentata dagli scavi e dagli oggetti qui ritrovati.

Queste Acque entrarono a far parte della storia nell'epoca dell'Impero Romano, per la testimonianza di scrittori e di poeti come Varrone, Tibullo e Orazio: quest'ultimo, nell' Epistola 15 del I libro, compatisce il povero malato che deve sciacquarsi lo stomaco e fare il bagno alle "Fonti chiusine"...

Statua di Mater Matuta

Le "Fontes Clusinae" pare non possano essere che queste attuali Terme di Chianciano (essendo poco distanti da Chiusi ch'era la città più importante), anche perché sono stati ritrovati resti di costruzioni balneari, tubature in piombo, una bellissima statua in bronzo chiamata "Apollo salutare", un'altra in pietra chiamata "Mater Matuta" (470-460 a. C.),  la biga di Diana Sillene (III-IV secolo a. C.) e il celebre coperchio con defunto accompagnato da Venth che tiene il rotolo del destino (decenni finali del V sec. a. C.), ora al museo archeologico di Firenze. Il poggio ove sono stati rinvenuti questi preziosi oggetti si chiama ancora "Sillene" e v'è chi fa derivare questo nome da Diana e chi da Sethlas, dio etrusco delle profonde scaturini, chi da Silla che qui stanziò le sue truppe.


Impianto termale (II sec. a.C.) in loc. Mezzomiglio

Riferibili ad età tardo-etrusca sono alcune tombe a loculi con urnette in terracotta e il cd. ipogeo della famiglia Tlesnei costruito con blocchi di travertino.
I monumentali resti in opera laterizia esistenti in loc. Camerelle, sono pertinenti ad una villa romana sviluppatasi dal I sec. d. C..

Negli ultimi anni un crescente interesse per l'archeologia ha portato Chianciano Terme alla ribalta delle cronache, anche per scoperte sensazionali. Nel 1986 erano stati rinvenuti a breve distanza dalla sorgente Fucoli i monumentali resti di un frontone fittile di terracotta con figure 2/3 del vero squisitamente modellate, nobile espressione dell'arte del II secolo a.C.. Più recentemente ricerche sistematiche nella necropoli etrusca in località "La Pedata", hanno rimesso in luce una ventina di tombe, di cui una con un bel soffitto intagliato a cassettoni e dipinto. Queste sepolture erano per la maggior parte già state saccheggiate nel secolo scorso, anche se ognuna di esse ha dato resti più o meno cospicui dei corredi funerari originali. Una delle tombe era però sfuggita agli scavi di rapina ottocentesca ed ha restituito un notevolissimo corredo vascolare. La tomba è stata completamente ricostruita all'interno nel Museo e ne parleremo più dettagliatamente nella spiegazione dello stesso.

Sulla via Cassia, ai tempi dell'Impero Romano, una stazione tra Arezzo e Chiusi portava direttamente alle Terme, fino a che non fu aperta, ai tempi di Carlo Magno, la via che va da Firenze a Siena (e prosegue poi per Radicofani) e, nel 1300, da M'esser Ermanno di Corrado Monaldeschi, la strada da Orvieto.

            La dominazione di Roma iniziò quando i romani, accortisi della debolezza del popolo etrusco abbandonatosi a lussi e abitudini smoderate, approfittarono per assoggettare a sé la Tuscia e il popolo stesso che dopo una lunga lotta finì per cedere. Anche se la dominazione romana portò cambiamenti sia nella lingua che nella civiltà, il popolo etrusco cercò di mantenere il più possibile le proprie usanze. Già con gli Etruschi e soprattutto con il popolo romano, si scoprì alla romana "Clancianum", l'importanza dell'acqua come cura benefica per il corpo. Pare che i romani eressero, intorno al II sec. d.C. uno stabilimento per i bagni di pulizia con acqua normale, localizzandolo presso la zona Valli-Pieparcia. Queste "terme", vengono denominate "Camerelle o Camarelle" per le brevi volte che caratterizzavano le altrettanto piccole stanze con vasche.

 

Museo civico archeologico “Delle Acque”

 

Il Museo Civico Archeologico di Chianciano Terme è ospitato in un bell'edificio all'inizio di Via Dante, di fronte ad una villa ottocentesca, sede della Biblioteca Comunale, immediatamente prima del centro storico. Il museo è strutturato con una serie di sezioni in cui sono presentate tematiche afferenti alla storia del territorio di Chianciano. La prima sezione del museo è dedicata alla necropoli più importante, non solo del territorio di Chianciano Terme, ma di tutto l'agro chiusino, situata sul versante settentrionale della valle dell'Astrone lungo un'antica direttrice viaria che atttraverso le valli dell'Orcia e dell'Ombrone collegava Chiusi con il mare. Nelle necropoli in località Morelli sono state rinvenute le tombe più antiche, databili negli ultimi decenni del VII secolo a.C:, ma nei dintorni sono stati raccolti anche materiali relativi ad insediamenti di età romana: recentemente vi sono state recuperate alcune tombe distrutte di età arcaica e classica, che hanno restituito vasi di bucchero decorati a stampo, ceramica etrusco corinzia, vasetti miniaturistici, etc., ma la scoperta più clamorosa e quella della tomba principesca di età orientalizzante, scavata nel 1995, che è stata ricostruita a grandezza naturale all'interno di questa sezione del Museo.

Questa tomba, situata lungo il lato meridionale della Vecchia Senese, era presumibilmete coperta da un tumulo distrutto dai lavori agricoli. La tomba principesca era costituita da un atrio munito di celle laterali già violate e da una camera rettangolare con un tramezzo al centro della parete di fondo, davanti al quale sopra un risalto del terreno era posta una colonna, di cui è stato rinvenuto il capitello in arenaria; inoltre era ricchissima di reperti. Nella stessa sala sono esposti altri corredi funerari, tra cui è da segnalare quello della tomba numero 20 della necropoli in località La Pedata contenente un intero servizio di vasi di bucchero per il banchetto, alcuni dei quali eccezionalmente ornati con una decorazione dipinta in rosso e in bianco. Il corredo comprendeva anche una Kylix (coppa) attica decorata all'interno con una figura di gallo di esecuzione assai raffinata e sull'esterno con un motto in lettere greche, che può essere tradotto con "salute e bevi".

                                     

              Kylix (necropoli della Pedata)                                  Canopo (necropoli Tolle)

 

La seconda sezione accoglie la ricostruzione di due ambienti della fattoria tardo-etrusca di Poggio Bacherina (III-II sec.a.C.), destinati alla produzione e alla conservazione del vino contenuto all'interno di grandi dolia allineati lungo le pareti della cella vinaria, rigorosamente ubicata sul lato settentrionale dell'insediamento, come consigliavano le fonti agronomiche antiche, in quanto i venti freddi del Nord favorivano una migliore conservazione.

Testa virile barbata

(tempio Fucoli)

Nella contigua terza sezione è esposta la testa virile barbata, II sec. a.C., rinvenuta a poca distanza dalla sorgente salutare de "I Fucoli" situata lungo la valle del torrente Astrone, cioè lungo la via di comunicazione che collegava Chiusi con il mare.

La decorazione ornava un edificio sacro in materiale deperibile, forse dedicato ad una divinità salutare connessa alla vicina fonte.

L' ultima sezione è dedicata ai monumenti di età romana esistente nel territorio di Chianciano Terme: una monumentale cisterna conosciuta con il nome di "Camerelle" e il monumentale complesso termale in corso di scavo nella centralissima località di Mezzomiglio.

 

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