FERRARA

 

Nel Museo di Spina al Palazzo di Ludovico il Moro lo sguardo del visitatore si affissa curioso su due lunghe e strette barche di antichissimo tipo, ricavate ciascuna da un unico tronco, che furono scoperte pochi anni or sono nel fondo della terra comacchiese: le così dette "cimbe", la cui età rimonta al II o III sec. della nostra Era, ma che riproducono il tipo delle vetustissime imbarcazioni delle più antiche genti: i Liguri. Tornano ancora alla mente i versi di Carducci:

"......................... i Liguri selvaggi
spingean le cimbe
lungo ululando in negre vesti, o sopra
i calvi dossi a l'isole emergenti
in solchi per il desolato lago
sedean cantando lugubremente
dove Argenta siede
oggi..................................."

Dopo i Liguri, i Veneti, e poi gli evolutissimi Etruschi: ma è solo con la venuta dei Celti, i Galli, dominanti, come noto, nell'Italia Settentrionale per circa 400 anni, e nelle nostre plaghe per circa 200 anni (dalla fine del sec. IV alla fine del sec. II a.C.), che l'orizzonte si rischiara un poco. E' da credere che un centro Gallico esistesse nel punto chiave delle comunicazioni padane, cioè a Codrea, ove era la prima biforcazione del Po (non certo la "Massalia" di Polibio, così male avvisata dal Borgatti); ma è pur da pensare per riflessi vari che un altro abitato si formasse lungo la importante strada che da Codrea portava alle Regioni nord-ovest d'Italia: abitato, sorto alla sinistra del Po, nei luoghi ove è ora Ferrara, e probabilmente in quelle parti più alte e avvantaggiate, che, all'estremo est ed all'estremo ovest dell'odierna città, furono i caposaldi dei successivi insediamenti.

La sosta secolare dei Galli (e precisamente Galli Lingoni o Egoni, vecchia tribù dei Boi) dalle nostre parti indubbiamente fu di non trascurabile importanza, così da meritare un, più accentuato rilievo di quello che fin qui non si sia fatto; ché coi Galli si formò un primo "indigenato", con un linguaggio che, pur tuttora echeggia nella nostra parlata con taluni accenti dell'antico fondo celtico. Es. il suffisso: "Co", che oggi ancora ritroviamo mantenuto nei nominativi di varie località: Co-nsandolo. Co-digoro, Co-drea. Codrea (ricordiamolo) è il famoso "Trigaboli" di Polibio che, nella più semplice interpretazione, appare come la traduzione latina del preesistente nome indigeno: "tres gabuli" - tre forcelle - tre curve - tre capi - tri cò Co-drea, perché a Codrea (e non ancora a Ferrara), il Po, bipartendosi, creava tre curve.

The Castle         

Castello degli Estensi                                        Duomo di Ferrara

Sulla detta sede gallica alla sinistra del Po si innestarono i Romani quando varcarono il fiume, saldando e fondendo il nucleo gallico con quello che essi pure avevano già costituito alla destra del Po: così che alla sinistra, in proseguo di tempo, la "nova gens" Ferrarese venne a distendersi entro uno stampo già formato da una fusione Gallo-Romana.

 

Forum Alieni 

 

Per i più il Forum Alieni era il nucleo civico che i Romani avevano costituito alla così detta Punta di S. Giorgio, e cioè nello attuale Borgo di questo nome, il quale probabilmente si spingeva fino nei pressi di Aguscello. Il Forum Alieni, come ben noto, è ricordato da Tacito per certo scontro avvenuto nel 69 dell'Era volgare, tra le truppe dell'Imperatore Vitellio e quelle dell'antagonista Vespasiano (ad "Forum Alieni"): ed è ricordato ancora alla distanza di dodici secoli, nel sec. XIV, da Giovanni Boccaccio nel suo "De fluminibus et Silvis...", là ove accenna allo oppidum, posto alla sinistra del Po "quod olim Forum Alieni vocavere veteres, hodierni vero vocant Ferrariam".

Si è contestata da alcuni studiosi, e particolarmente dal Maffei, dall'Alessi e dal nostro Frizzi, l'ubicazione del Forum Alieni, non pur nei luoghi dell'odierna Ferrara, ma in tutta la provincia ferrarese, trasferendolo invece in quel di Padova (Frassaneo), o di Legnago. Ma l'opinione prevalente continua a segnare il Forum Alieni nell'attuale zona di Ferrara, Borgo S. Giorgio. Capoluogo della regione restava però sempre - almeno nei primi tempi - Voghenza, posta sul fiume Sandolo, che, come scriveva Pietro Niccolini, era prescelta dai Romani, come posizione strategica, come centro di colonizzazione agricola ed anche come mezzo di dominio delle vie fluviali. La questione del Forum verte piuttosto sulla sua ubicazione rispetto al Po: se alla destra, ove poi "saldo crebbe S. Giorgio", oppure alla sinistra ove poi prese corpo la medioevale Ferrara. Esso, pur impostandosi col nucleo fondamentale da una parte del fiume, estendesse le sue propaggini anche dall'altra e che Tacito, collocando il combattimento delle coorti vitelliane ad forum Alieni, abbia inteso con quel ad indicare genericamente la località che prendeva nome dal Forum. La Ferrara del primo medioevo alla sinistra del gran fiume venne a formarsi, per sommi capi su una impostazione già, tracciata dai predecessori Galli-Romani: linea parallela al Po: due opposti caposaldi agli estremi di levante e di ponente: strada di congiunzione fra i medesimi.

 

Museo Archeologico Nazionale

 

Inaugurato il 28 ottobre 1935, ospita i reperti provenienti dalle due necropoli di Spina città Etrusca - nel territorio di Comacchio - dove sono state scavate oltre 4000 tombe, portando alla luce il più ricco corredo esistente al mondo per la produzione di ceramica attica prodotta tra il 480 ed il 400 a.C.

 

All'inizio degli anni '90 lo stretto accordo tra le due Soprintendenze di competenza ed il Comune di Ferrara ha permesso la riapertura del cantiere, che rivisitato il palazzo dai sotterranei al tetto con interventi strutturali del materiale archeologico, che ha finalmente portato alla riapertura parziale del museo nell'aprile 1997.  

I reperti spinetici esposti nel Museo Nazionale Archeologico occupano l'ala orientale del piano nobile, alla quale si accede salendo uno scalone monumentale. I ricchi corredi funerari esposti nelle vetrine sono costituiti principalmente da vasi attici a figure rosse del V sec. provenienti da Atene.

 

Tra questi spiccano la raffinata Kylix del pittore di Pentesilea, anfore decorate con motivi di leoni e leonesse, grandi crateri di diverse forme che raccontano il mito di Dioniso, la presa di Troia, il rapimento di Teti.

Un considerevole numero di oggetti in bronzo testimoniano poi i rapporti commerciali di Spina con l'Etruria Centrale: tripodi finemente lavorati, come ad esempio il tripode vulcente della tomba 128; candelabri e cimase con figure di danzatrici o giovani guerrieri. Lekytos di diverse forme, balsamari in ceramica e in vetro, preziosi gioielli in oro (diademi, anelli, collane) ci riportano infine ai piccoli gesti quotidiani per la cura e l'ornamento del corpo.

 

Torna a 

Etruria Padana 

Aree Archeologiche Etrusche

Etruschi